Non c’è nulla di più affascinante di un libro. Nella carta stampata sono nascoste storie meravigliose che attendono solo di essere lette: migliaia e migliaia sono già state scritte e altrettante attendono ancora di essere poste su carta. Se gli e-book stanno conoscendo un grande successo, il vero lettore non può rinunciare al tocco delle pagine, al profumo della stampa e, per uno scrittore che voglia far conoscere la propria opera, non vi è altro desiderio che raggiungere l’obiettivo della stampa libri. Ebbene non si tratta di un obiettivo così irraggiungibile e, per rendersi conto di ciò, basta visitare la pagina www.pressup.it/libri-bilanci. Il sito si occupa di stampare libri, oltre ad altri prodotti, a prezzi modici testi di ogni tipo, dalla narrativa ai saggi passando anche per temi decisamente tecnici come la stampa dei bilanci e proponendo formati e copertine di vario tipo, dall’elegante cartonato fino a quelle con le pratiche alette. Insomma per il proprio libro si può scegliere la veste editoriale che si preferisce lasciando spazio anche a colori e illustrazioni, ma non è sempre stato così. In passato i libri, oggi alla portata di tutte le tasche, erano invece un articolo riservato esclusivamente ai ceti più abbienti, sia per il fatto che ben pochi nei tempi antichi erano in grado di leggere e sia perché i libri venivano esclusivamente scritti a mano.
L’invenzione della stampa era di là da venire e gli innumerevoli testi filosofici, narrativi, storici e poetici degli autori del passato venivano pazientemente copiati dagli amanuensi che, con il passare del tempo, si specializzarono anche nella riproduzione di immagini che potessero aiutare i lettori a entrare nel vivo della storia che stavano leggendo. Erano le abbazie i centri di cultura del Medioevo ed erano i monaci i lavoratori pazienti che hanno salvato e permesso che giungessero fino a noi le opere del passato.
I libri erano dunque poco diffusi e molto costosi, ma qualcosa si muoveva nel lontano Oriente e in Cina, verso la metà del IX secolo, si mise a punto una tecnica di stampa che permise una riproduzione più veloce dei testi scritti. Il più antico libro stampato sarebbe il buddista Sutra del Diamante dell’848 d.C., attorno all’anno Mille venne poi inventata da Bi Sheng la stampa a caratteri mobili con la quale il testo veniva redatto su una matrice in cui comparivano i caratteri tipografici rovesciati. Con la matrice diventava notevolmente più veloce riprodurre anche un alto numero di copie e, per un nuovo testo, bastava ricomporre i blocchi. L’unica pecca di questo geniale metodo era la fragilità dei materiali, terracotta e legno poco si prestavano a un uso continuato e si dovette attendere fino al XIII secolo quando in Corea vennero introdotti i primi caratteri in ferro.
La rivoluzionaria scoperta cinese passò quasi inosservata in Europa e fu solo nel XV secolo, con l’inventiva di Johann Gutenberg, che si ebbe finalmente la diffusione della stampa. In realtà il tipografo tedesco non inventò nulla, la tecnica cinese, con gli scambi commerciali sempre più frequenti, venne introdotta anche nel nostro continente e sicuramente Gutenberg non fu il solo a “provare” questo metodo, a lui però va il merito di aver saputo scegliere i materiali giusti. Una lega di antimonio, stagno e piombo sostituì il ferro dei caratteri, nuovi inchiostri e l’adozione della tecnica del torchio per la stampa riuscirono a rendere l’operazione di riproduzione dei testi molto più veloce. La sua prima opera fu la Bibbia in tedesco in incunaboli, testi senza copertina chiamati così per il modo in cui venivano legate insieme le pagine. In seguito, il metodo Gutenberg si diffuse rapidamente in tutta Europa e fu soprattutto l’Italia, con nomi come il tipografo Manuzio a diffondere la stampa dei libri, mentre nel 1472 vedeva le stampe a Roma anche la prima edizione della Divina Commedia.

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