Chi ha memoria e coscienza laica e liberale, dunque non etichettabile come berlusconiano, prova disagio e disgusto per il modo in cui molti avversari di Berlusconi hanno accolto la sentenza della corte Costituzionale sul lodo Alfano.
C’è un filo che lega certe manifestazioni sguaiate di esultanza con la nostra storia recente e meno recente. E c’è la prova di un Paese ancora immaturo, ove la lotta politica viene intesa non come competizione per assicurare il bene di tutti ma strumento per abbattere i nemici, nemmeno gli avversari.
Lasciamo perdere i commenti dei giornali del gruppo Espresso-Repubblica, la cui stella polare sono gli interessi dell’ editore e le oscillazioni di borsa.
Ci sconcertano, invece, rabbia e odio che si possono cogliere in chi è mosso da passione politica, a suo modo autentica.
Le offese e le manette invocate per Berlusconi si legano al vile lancio delle monetine a Craxi, al linciaggio morale di cui fu oggetto Saragat per la sua ferma difesa della democrazia nel dopoguerra, alle offese ad esponenti democristiani come De Gasperi, Scelba, Fanfani e persino, prima di essere cooptati nel novero dei buoni, a Moro, Scalfaro, Montanelli.
E’ il frutto avvelenato di una cultura che è stata egemone in Italia anche se, fortunatamente, non è mai riuscita a prevalere politicamente attraverso il voto popolare.
Il partito che ne era portatore, il PCI, ebbe, purtroppo, forti venature di stalinismo nei metodi adottati per la lotta politica. Per cui non c’erano avversari ma nemici: da abbattere con ogni mezzo, comprese offese e menzogne rozze quanto efficaci: venduti agli americani, servi dei padroni, per citare le più lievi.
In questo modo si cercava di condizionare i comportamenti: inducendo a politiche utili al PCI e dissuadendo da intraprenderne che potessero mettere in difficoltà il partito di Togliatti e di Berlinguer. Nenni, leader del PSI, passò direttamente dal premio Stalin agli strali più sanguinosi quando decise di collaborare con la DC, il PSDI ed il PRI per dare vita al centro.sinistra.
La tecnica era talmente accurata che prevedeva anche gli elogi di chi potesse essere di qualche utilità e provocare divisioni nel campo avverso ( soprattutto, ma non solo, esponenti della sinistra DC, della sinistra PSI, talvolta repubblicani, mai socialdemocratici a causa del loro rigore filo atlantico in politica estera).
Quando si dice che gli eredi dell’ex PCI devono fare i conti con la loro storia, si intende anche questo: che non è sufficiente dire che il comunismo si è rivelato una tragica utopia. Occorre rompere anche con il metodo di fare politica adottato per decenni. Screditare gli avversari come metodo di lotta politica, il linciaggio morale, le monetine lanciate in cento contro uno, urlare e fischiare per zittirli, tutto questo semplicemente non si fa perché non si deve: non perché è controproducente e potrebbe giovare persino a Berlusconi.
Oltretutto, se l’antiberlusconismo porta voti, molti più ne porta a Berlusconi poter dire che i suoi avversari, gratta gratta, sono ancora dei comunisti.
Nicola Cariglia

Gent.ma oristella,
scusi il ritardo, ma mi ero distratto. Niente di male se questo ha consentito anche ad altri, come gli ottimi Civitano e Cartoni, di inserirsi.
Proprio il loro inserirsi mi permette di fare una osservazione. Ci sono persone che serenamente discutono, curiosi delle argomentazioni di chi dialetticamente si contrappone. Altri, in questa Italia che annovera troppi stalindieprizzati, giocano eternamente a guardie e ladri: troppo spesso dimentichi – è il caso di dirlo senza temere cadute di stile- delle mercedes, dei milioni in scatola e delle passioni immobiliafri del nostro eroe.
Carissima oristella, lei, come altri, semplicemente non ha il diritto di qualificare o di insinuare la contiguità con il malaffare di coloro che le argomentano contro.
Per quanto riguarda Craxi, accetti una domanda da uno come me che non è mai stato iscritto al PSI ( causa altra militanza). La “porchetta alla Bettino” alle feste dell’Unità di tutta Italia la si vendeva e consumava molti anni prima di Tangentopoli.
Premonizione o pregiudizio?
Fosse vivo suo nonno, probabilmente le suggerirebbe la risposta giusta.
Con stima e simpatia immutate,
Nicola Cariglia
In effetti ,ogni discussione sottesa a modificare l’orientamento di pensiero di persone che ( per volontà di rifiuto ,magari una forma di difesa…o di avarizia concettuale) non intendono accettare,passare per buone , posizioni diverse ,è destinata ad essere vanificata . Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire ,lo sanno tutti . Inutile argomentare . Meno male che la genovese Oristella ne è consapevole. Lo dica anche al nonno…
“Il dialogo con le persone che sono vittime di fisime insanabili è solo perdita di tempo.”
Il dialogo con le persone che sono vittime di fisime insanabili è solo perdita di tempo. Ciò, non significa mancare di rispetto. Vanno lasciate al loro destino. Vale però, la considerazione che una persona democratica, moderata discute, confronta le proprie idee con quelle del dialogante e dimostra, con fatti inconfutabili, che le proprie tesi sono quelle giuste.
La Signora Oristella, che si dice educata al costume socialista del Nonno, che ha subito le vessazioni dei fascisti, non parla da socialista onesta. Chiunque la definirebbe, per quello che ha scritto, una comunista della scuola staliniana. Il giudizio della Signora su Craxi contrasta, alquanto vergognosamente, con quelli espressi dai potenti di mezzo mondo che hanno definito Craxi uno dei più grandi statisti politici annoverati dalla storia.
Solo i comunisti nostrani sono stati di parere contrario. Solo il governo comunista ha lasciato morire in esilio un uomo prima ancora che un socialista per mancanza di cure adeguate.
A tradire Craxi sono stati, senza giustificazione alcuna, i comunisti dopo essere stati aiutati da Craxi e De Michelis a entrare nell’Internazionale Socialista. Seguono i socialisti più beneficiati politicamente ed economicamente da Craxi, come il cinico professor sottile e Benvenuto per fare qualche nome.
I socialisti onesti, seri, quelli che non hanno avuto nulla dalla politica, non hanno tradito Craxi. Essi hanno sofferto e soffrono ancora sia per la fine dell’uomo, sia per quella del Partito Socialista.
Leggendo quanto ha scritto la Signora Oristella: “Se i socialisti riuscissero a scrollarsi di dosso il fantasma di Craxi forse …. Il socialismo in Italia potrebbe ritornare ad avere un po’ di dignità” verrebbe da dire che i terroristi sono ancora presenti in Italia.
Domenico Civitano
Gent.mo sig. Civitano,
ho avuto un nonno socialista ucciso a randellate per strada nel ’23, pertanto conosco la storia e sono stata cresciuta col mito del nonno, socialista e onesto fino all’inverosimile, per questo come unico riferimento storico preferisco Matteotti a Craxi.
Se il “così fan tutti” era la denuncia di Craxi verso un sistema imperante (che purtroppo continua ancora) non mi sento di assolverlo solo per il semplice motivo che è stato l’unico a pagare, ma da cittadina onesta vorrei vedere quei “tutti” fare la stessa fine di Craxi!
Capisco che tutti quelli che hanno avuto dei benefici dalla politica di Craxi, come posti dirigenziali e di potere, abbiano la coerenza di venerarlo ancora, e a mio parere dovrebbero venerarlo in privato, ma mi fa specie sentir parlare di persone oneste come vili traditori e assassini di Craxi!
Se i socialisti riuscissero a scrollarsi di dosso il fantasma di Craxi forse, e dico “forse”, il socialismo in Italia potrebbe ritornare ad avere un pò di dignità, e lo dico senza la volontà di offendere nessuno, ma pensando a quello che avrebbe detto mio nonno se fosse stato vivo, invece di rigirarsi tormentosamente nella tomba per la vergogna.
con affetto verso tutti i “nuovi” socialisti se ci sono …
La Signora Oristella fa delle considerazioni, sul comportamento delle persone più interessate alla politica, che sono offensive della intelligenza umana. I politici disonesti sono accusati dalle persone che rilevano personalmente in tal signori comportamenti non conformi all’etica politica. Il diritto di critica è un bene di tutti, indipendentemente da essere comunisti, fascisti, socialisti, insomma di persone di ogni credo ideologico.
Per quanto riguarda il discorso di Craxi in Parlamento, la Signora Oristella dovrebbe analizzare bene quelle parole “così fan tutti” il cui spirito era una denuncia del sistema vigente in politica, della quale facevano parte tutti, nessuno escluso. La Magistratura dichiaratamente comunista e decisamente impegnata a minare alla base quel sistema politico, interpretò quella dichiarazione come ammissione di colpa. L’accusa alla Magistratura Giustizialista era pertinente allora come,lo è ancora oggi per l’azione in atto a sovvertire l’ordinamento democratico rappresentato da Berlusconi voluto dal Popolo sovrano. La disonestà, poi, non è solo prerogativa dei politici. L’area infetta è vastissima. Nel gioco allo sfascio ci sono tutti: Giornali, programmi televisivi diseducativi, diffamatori, istigativi e provocatori.
La Signora Oristella parla dei socialisti ignorando la storia secolare del Partito, pur essendo di Genova. Craxi è stato ucciso dal potere politico imperante in quel momento, da quello giudiziario e dalla viltà dei tanti socialisti che si sono comportati come l’apostolo Pietro con Gesù.
Oggi l’appello di Rino Formica non ha senso perché le tantissime anime socialiste non sono capaci di formarne una sola espressione con un solo riferimento storico:Bettino Craxi
Domenico Civitano Bitetto(BA)
Caro Nicola, come si fa per apportare qualche correzione a quanto già scritto?
Domenico
mi consenta caro Cariglia,
ma a me sembra che di un’altra epoca faccia parte il comunismo oramai finito dalla caduta del muro.
ma convengo con la chiusura del suo pezzo, lo spauracchio del fantasma del comunismo porta voti a berlusconi, è un messaggio subliminale che fa effetto, e i giornalisti proni non esitano ad agitarlo continuamente.
Gent.ma Oristella,
non si inquieti se insisto: il linciaggio morale a Saragat, Nenni, tanti esponenti democristiani a cosa era dovuto? Quale magistratura li aveva condannati?
E questi complici occulti dei ladri che godono ad assicurare loro l’impunità, a che scopo lo fanno? Sono dotati di inferiorità morale allo stesso modo in cui altri sono superiori? Mi perdoni, ma mi sembrano cose di un’altra epoca.
Gent.mo Cariglia,
rispondo alla sua domanda: chi lo stabilisce chi è ladro?
forse un organo di controllo costituito appositamente? chessò .. la magistratura?
o forse è meglio, secondo lei, non aver nessun organo che controlli i politici?
fidarsi ciecamente del politico di riferimento senza possibilità che venga controllato? è questo che si augura e spera?
insomma il lodo Alfano!
a me questo sa tanto di pseudo-dittatura …
io non sono “comunista” le garantisco che sono filo-americanissima, e la cosa che mi piace di più dell’america è il cosidetto “IMPECHEMENT” che è la vera forza del popolo americano!
Gent. Oristella,
ma perchè, per sostenere le proprie ragioni bisogna per forza inventarsi di essere di fronte a ladri? E chi lo stabilisce che l’avversario è ladro?
Lo erano forse Saragat, Nenni, Moro, Scelba, De Gasperi, etc?
Il problema è la criminalizzazione, sempre e comunque, degli avversari. Per alcuni, spero una minoranza, un riflesso condizionato.
Recentemente Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, ha detto che rifiuta di mettersi l’elmetto e di essere arruolato in qualsivoglia esercito. Non so se è vero. So che si dovrebbe fare così.
ma non capisco perchè un cittadino onesto non può dire che non vuole essere governato da politici disonesti senza essere tacciato di “comunismo” o di “fascismo”.
insomma i politici disonesti, che si fanno i loro interessi invece di di fare quelli del paese purtroppo ci sono, e purtroppo ci sono giornalisti servi di questa PARTITOCRAZIA che si arrampicano sugli specchi pur di salvare il capo anche se è un ladro o, peggio, un mafioso.
se non vado errando in parlamento la difesa di Craxi fu: “così fan tutti!” non disse “non ho rubato!” e io gli ho creduto.
prendersela con i magistrati, accusandoli di giustizialismo non giova alla politica italiana, e non giova neppure a salvare l’onore di Craxi, non credo che volesse che tutti i socialisti si trasformassero in fiancheggiatori dei politici disonesti, forse (confessando)voleva che trovassero la forza di stravolgere l’andazzo del “così fan tutti”!
e, forse, sogno un socialismo che non c’è più.
Caro Nicola.
Il socialista rimasto fedele ai valori del socialismo laico, riformista e democratico si esprime alla maniera tua. I comunisti italiani sono figli legittimi del sanguinario dittatore russo. Essi bocciati dalla storia, ridimensionati dal voto del popolo che ama la libertà e la democrazia, si prostituiscono ai vari poteri forti per esere aiutati a distruggere fisicamente l’avversario politico. Il comunismo di staliniana memoria se ti assale, ti contamina a tal punto che solo la morte ti salva. In Italia, purtroppo,sono molte le persone ammalate di comunismo. Come in medicina l’impegno dei medici è distruggere il cancro, cosi in politica l’impegno dei cittadini amanti della libertà devono lottare per distruggere il comunismo.
Domenico Civitano
Michelini dovrebbe riflettere sul fatto che gli “elementi di verità ” da lui buttati giù come un boccone amaro sono purtroppo i nodi che bloccano e distorcono la democrazia nel nostro Paese. Davvero un bel “contributo dato dai comunisti italiani alla difesa della democrazia in Italia “….
Caro Michelini,
il titolo è volutamente paradossale e ironico; anche esagerato. Ma vuole aiutare a riflettere la sinistra “che intende ragionare”. Lasciamo ai Di Pietro, ai Flores D’Arcais, ai Santoro ed ai Travaglio il loro giustizialismo becero, a corrente alternata, e opportunista. E cerchiamo di comportarci da Paese “normale” che rispetta i responsi elettorali. Senza affidare le speranze di rivincita ai magistrati: penali, civili o costituzionali che siano.
Caro Cariglia,
quello che dici nella tua ricostruzione “storica” ha fuor fi dubbio elementi di verità ma dovrebbe essere completato con il riconoscimento del contributo dato dai comunisti italiani alla difesa della democrazia in Italia e alla crescita del movimento dei lavoratori e delle loro condizioni di vita.
Del tutto fuori di luogo, quarantottesco, mi pare il riferimento a Stalin: è un modo per riproporre vecchi steccati in un Paese dove i comunisti ebbero una loro specificità.
Il comunismo, come tutti gli “ismi”, sarà vinto quando gli sarà sottratta la convinzione di saper decidere sulle “cose ultime”. Perché il libero pensiero non si irrobustisce e comincia ad azzardarsi sulle “cose ultime”? Non è una contraddizione in termini, ma la necessità d’una svolta. Dopo l’Ottocento. M.S.
Son un vecchio socialista. Forse il mio socialismo meraviglioso non esiste più oggi.
Posso solo dire al compagno Cariglia che ha scritto “parole sante”. Non mi dilungo oltre se non per dichiarare il mio grande rammarico nel leggere di continuo parole blasfeme contro il mio paese e contro questo governo votato dagli italiani da parte
di ex magistrati ed persone che si dicono “giornalisti italiani”. Cosa abbiano
poi di italiano, di politico o di ex magistrato
questi “parlamentari italiani” non so capire. E tutto va bene per la federazione unica della stampa…o per certi parlamentari !
luciano
Sottoscrivo ogni parola, e financo ogni virgola, di questa tua perfetta analisi.