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Sta cosa (insopportabile) dell’amore

Come mi sia invischiata in questa cosa (insopportabile) dell’amore, davvero non lo so.
Il rapporto ideale dovrebbe essere un fidanzamento parziale, orientativo, suppergiù, all’incirca.

di Florenza Carsi | 4 Aprile 2018

Ci ho provato seriamente due o tre volte (a litigarci per bene) ma fiuta le trappole. Svicola con astuzia e buon senso (davvero urticante). Non cede alle mie provocazioni. Risponde (perfino) senza indugio alle domande. Lo fa senza la solita vaghezza maschile. E quando pensi di averlo messo all’angolo: zero, zero, ma zero cedimenti, neanche un ciglio fuor posto. Non tenta neppure la fuga (ha capito che darsela sarebbe il modo migliore per scatenarti). La vetta più alta la raggiunge quando da l’impressione di non prenderti in giro e rimane calmo, conciliante, sorridente: un mostro di (sconcertante) bravura.

Il mio uomo ha confessato d’aver avuto, prima della mia, due belle storie importanti. Una lunga e pluriennale, ed una breve e tempestosa. In entrambi i casi, due ragazze carine. Una l’ho conosciuta (bella e sveglia), l’altra rimane un mistero: attraente in foto ma probabilmente uno zaino. Dev’esserselo cucinato a dovere. Ripassato sulla griglia come una bistecchina. Però queste donne sono sante donne: ti addestrano gli uomini come un sergente maggiore. E comunque, non solo non sono riuscita a litigarci per bene, ma le sue ex (e le ringrazio) devono avergli pure implementato la parte proattiva: ti porta in riva al mare. Fa in modo che ci sia il sole. Che la temperatura sia gradevole. Mantiene un piacevole profumo sul collo e supporta (come un buon hard disk) la conversazione intelligente. Ti fa ridere. Ti fa sentire amata. Ti da la sensazione (assolutamente fittizia) che anche fra vent’anni (e tu a tette cadenti) non farà il cretino con le ragazzine. Addirittura ti abbraccia (era dai tempi dell’asilo e delle gite allo zoo con mio padre che non camminavo così tanto tempo, mano nella mano, con un uomo).

Chiaramente la colpa è mia.
Avrei dovuto agire diversamente.
Come mi sia invischiata in questa cosa (insopportabile) dell’amore, davvero non lo so.
Il rapporto ideale dovrebbe essere un fidanzamento parziale, orientativo, suppergiù, all’incirca . Un “quasi-quasi ci siamo”. Un “manca poco”. Butta la pasta che (forse) arrivo. Insomma, un’approssimazione senza “tesoro”, “amore” o altre smancerie. Un legame blando (tutto sesso) da cui sfilarsi con breve preavviso. Sapevo che sarei potuta essere una romantica, ma imponevo condizioni talmente proibitive per diventarlo che mi sentivo al sicuro. Ed ecco che invece spunta un tizio che non rispetta i miei piani (checccavolo).

Questi sono uomini da cui te la svigni male senza essere divorate dal dolore e dal più profondo senso di colpa. Eppppoi, la cosa terribile, è che non vedi ragione di mollare una bella avventura di cuore. Tradirli è più semplice e ti giustifichi facile per la necessità (ovvia) che devi sviluppare competenze . Devi tenerti aggiornata. Devi conoscere nuove metodologie. D’altra parte, sulla formazione continua puntano numerose strategie europee (ecco). Il problema è che, alla fine, il contesto del rapporto felice rende questa bella pratica esplorativa un’opzione poco eccitante (sei demotivata).

Ho riflettuto a lungo sulla terribile situazione in cui mi sono cacciata per imperizia.
Poi mi sono resa conto che la natura, nella sua infinita saggezza, offre alle donne un modo per mitigare i rischi derivanti da maschi così drammaticamente affascinanti, amati e importanti. Un modo geniale per diversificare il rischio amoroso. Si tratta (lo so) di una soluzione che comporta un passo molto importante da cui non si potrebbe tornare indietro. Da utilizzare solo se scoprissi di essere definitivamente vittima del tunnel dell’amore.
La soluzione offerta in natura è ingegnosa: se non puoi lasciarlo lo potresti depotenziare creando una sua copia in miniatura (un figlio). Gli svantaggi logistici sarebbero bazzecole per una donna, mentre i vantaggi affettivi e umani sarebbero enormi. Poi, se mai dovessi mettere al mondo un piccolo uomo, diverrebbe la mia luce. Vuoi mettere la differenza con un quasi fidanzato qualunque di cui t’innamori oggi e che domani si bomberebbe la segretaria? Quelli (forse) vanno e vengono, mentre lui (super figata) sarà mio. Solo mio. Tutto mio (e per sempre mio)

 

Florenza Carsi

Pubblicato in : EditorialeTag: buon senso, figlio, mare, mondo, natura, soluzione

Info Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

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