
Un alto contributo si è aggiunto in questi giorni ai preziosi lavori che stanno accompagnando il cammino delle celebrazioni del Grande Oriente d’Italia per i 150 anni della nostra storia unitaria. Viene dal libro di Roberto Pizzi “Squadre e Compassi della Lucchesia intorno all’unità d’Italia”, che ha visto la luce per i tipi della Casa editrice Maria Pacini Fazzi di Lucca. Il volume è stato presentato nella sala Accademia di Palazzo Ducale a Lucca. Nelle pagine introduttive, il Gran Maestro Gustavo Raffi scrive, che questa storia dei Fratelli della Lucchesia è fatta da pietre vive e che ha superato notti e silenzi. Il segreto di questo libro è proprio il saper raccontare una lotta per la libertà. Il prof. Umberto Sereni, che ha curato la prefazione, osserva, che alla serie di pubblicazioni dedicate a definire i caratteri dell’identità lucchese, deve essere sicuramente aggiunto questo libro cui tratta un particolare aspetto. Il lavoro di Roberto Pizzi è, prima di tutto, un atto d’amore verso una storia ed un’idealità che l’autore sente come parte integrante della sua vicenda umana. Frutto d’accurate ricerche, il libro ricorda Massoni e Patrioti, Liberi Pensatori non solo sul territorio lucchese, ma nella storia italiana: parla di Francesco Xaverio Geminiani, di Tito Strocchi, Nicola Fabrizi, Antonio Mordini, di Carducci, Pascoli, degli artisti lucchesi, ma anche di personaggi meno noti, non per questo meno importanti, che meritano di essere sottratti alla nebbia della dimenticanza. L’opera abbraccia un arco di storia che dalla Riforma cinquecentesca arriva alla Lotta di Liberazione. Il sentimento dei sacrifici compiuti, ricorre profondo nelle pagine dell’autore. Coglie il significato d’impegno civile che questi uomini della lucchesia hanno profuso in vita. Pizzi, non manca di ricordare, però, che molti Italiani non hanno mai avuto il sentimento comune dei sacrifici. Messaggio più che mai non eludibile, quando, oggi la società civile è chiamata per un impegno sociale rivolto al bene di tutti.

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