Caro Direttore,
A fronte del precedente governo che ha fatto solo chiacchiere, il nuovo Governo in tema di immigrazione clandestina si appresta a passare subito dalle parole ai fatti con l’introduzione di nuovi reati e si sente anche di cannonate di qualche Ministro.
Io credo che va accettata seriamente la sfida di trovare un punto di incontro tra le esigenze improcrastinabili di sicurezza con l’esigenza di porre rimedio a quella piaga sociale di centinaia di migliaia di stranieri che sono in Italia senza una legislazione chiara che regoli la Loro permanenza se c’è volontà di integrazione.
Se le nuove norme, come si legge confusamente dai giornali, prevederanno come reato la permanenza in Italia dello straniero che non ha appalesato alle Autorità la presenza nel territorio italiano e non ha dichiarato la dimora sia pur provvisoria, riteniamo che è un terreno nel quale ci si può confrontare.
Sul punto io sono dell’opinione che una forma di reato di immigrazione clandestina si dovrebbe prevedere perché non si può permettere la permanenza impunemente nel territorio italiano anche a chi proprio non collabora e, dalla mia esperienza di anni nel settore, posso testimoniare che c’è chi proprio si rifiuta.
Su questo punto la Rondine, insieme alle associazioni federate, già nei prossimi giorni darà vita all’autodichiarazione on line sulla falsariga della pacifica spontanea autodichiarazione degli irregolari sul territorio italiano come segno di collaborazione con le Autorità.
Ti chiedo a nome della Rondine di ospitare su Pensalibero quello che sarà un vero servizio per l’immigrato che vuole regolarizzarsi e per le Autorità.
Accanto a questa spontanea collaborazione ci batteremo perché il permesso di soggiorno va ancorato ad un effettivo posto di lavoro.
Sul punto la penso come il Presidente della Camera dei Deputati.
Se riteniamo che anche questo è un terreno nel quale ci si può confrontare con la nuova maggioranza, chiedermo l’introduzione di un provvedimento che permette all’extracomunitario che ha appalesato la sua presenza in Italia e che ha un’effettiva possibilità di un posto di lavoro, attestato da una richiesta di assunzione (ce ne sono oltre 700.000), di poter lavorare subito sulla falsariga della legge Bossi/Fini.
Questo lo chiedono gli extracomunitari, e qui faccio da portavoce avvalendomi degli anni in cui ho lavorato su questa problematica, ma questo lo chiedono anche le famiglie italiane che vogliono stare tranquille avendo una badante straniera in casa e gli imprenditori onesti che hanno esigenza di manodopera che sono tanti.
un caro saluto
Avv. Gino Di Maro
Vicepresidente della Rondine
Associazione lavoratori paesi Est Europei in Italia

Che la normativa italiana esistente (la Bossi-Fini ) ,certamente difettosa ,sia stata resa praticamente inapplicabile da interventi successivi ,mi sembra sia riconosciuto da molti.
Che il “clandestino onesto” sia da riabilitare con una sanatoria , magari assolvendo anche chi lo copre o sfrutta , può esser oggetto di discussione .Se si tratta di ridare “tranquillità”… Magari precisando una volta per tutte chi abbia diritto alla qualifica di “ clandestino” (spesso quasi un titolo di merito), nonché di persona “onesta”.
Il clima di sanatoria invece non lo accetto proprio se si pretende di applicarlo alla Lingua Italiana , nell’utilizzo della quale il Congiuntivo viene spesso costretto al ruolo di clandestino ,senza esserlo.
Di Pietro docet , certo,ma è la dimostrazione che la nostra “docenza” ,la nostra italica Istruzione ,è veramente carente . E questo è un altro problema .