• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Speranze e timori sulla trattativa Israele Libano

Mai un incontro tra Israele e il Libano è stato condotto, faccia a faccia, a un livello diplomatico così alto, con le bandiere dei due paesi in guerra l’una accanto all’altra: da ieri a Washington si parlano, e partecipa anche Marco Rubio, l’ambasciatrice libanese Nada Hamadeh e l’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter, un’occasione finalmente di scambio d’idee, di speranza. I due interlocutori, il governo libanese e quello israeliano vogliono parlare sul serio: persino in un momento così difficile. Peccato che sullo sfondo appaiono gli Hezbollah, che hanno già dichiarato che non deporranno mai le armi, e invece è proprio questo l’oggetto del dialogo.

di Fiamma Nirenstein | 15 Aprile 2026

Mai un incontro tra Israele e il Libano è stato condotto, faccia a faccia, a un livello diplomatico così alto, con le bandiere dei due paesi in guerra l’una accanto all’altra: da ieri a Washington si parlano, e partecipa anche Marco Rubio, l’ambasciatrice libanese Nada Hamadeh e l’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter, un’occasione finalmente di scambio d’idee, di speranza. I due interlocutori, il governo libanese e quello israeliano vogliono parlare sul serio: persino in un momento così difficile. Peccato che sullo sfondo appaiono gli Hezbollah, che hanno già dichiarato che non deporranno mai le armi, e invece è proprio questo l’oggetto del dialogo. La questione è decisiva e quasi impossibile da risolvere, ma è anche quella che potrebbe indicare  una qualche via d’uscita sulla guerra fra Stati Uniti e Iran. Potrebbe essere una moneta di scambio su Hormuz e disegnare un prolungamento della tregua. Qui, allora, Trump potrebbe puntare all’uranio arricchito, senza la quale non ci sarà uscita dal conflitto. Lo scontro ieri è stato di nuovo segnato da soldati israeliani morti e feriti, in un teatro di guerra duro, e lunedì il bombardamento di Israele sul Libano ha disegnato la mappa della presenza armata degli Hezbollah nel sud del Libano e nella Valle della Bekaa. La guerra è stata lanciata per due volte dagli Hezbollah: la prima volta, dopo il 7 di ottobre, con 12 mila missili a fianco di Hamas. Un attacco fallito ma che ha portato l’evacuazione del nord d’Israele, le città fantasma sono abitato da pochi eroi sotto i bombardamenti, mentre l’esercito attacca Bin Jebel, sede degli Hezbollah.

Nel novembre del 2024 un trattato col governo libanese prevedeva il disarmo e lo sgombero e degli Hezbollah. Ma non è accaduto e nei giorni scorsi il secondo attacco ha dimostrato che il governo non ce la fa. Adesso gli USA chiedono di frenare, l’Europa rovescia la colpa su Israele. Beirut da tre giorni sta tranquilla, ma  l’esercito seguita a combattere nel sud del Libano,e gli schermi tv israeliani, che ieri nel giorno della memoria solo dei sopravvissuti della Shoah, appariva continuamente la nuova lista dei centri dove correre nei rifugi. Ogni soluzione perché l’esercito si ritiri richiederà garanzie  che si scontrano con la realtà: il governo non controlla tutto il terreno e tutte le forze armate. 

Il Paese soffre le sue fratture e la storia di dominio esterno prima Siriano e poi Iraniano che l’hanno fatto a pezzi e impoverito. Hezbollah non ha nessuna possibilità di tenersi le armi e il territorio, perché altrimenti continuerà nella sua guerra contro Israele che peraltro ha provato mille volte a neutralizzarlo, a entrare, a uscire, ed è rimasto impantanato. Dal nord si leva la sofferenza di chi è stato cacciato di casa o passa ogni notte nel rifugio; anche il Libano soffre lo sgombero della popolazione sciita, mentre le altre etnie e religioni non ne possono più degli Hezbollah. Il governo libanese cerca una via d’uscita che eviti lo scontro interno, Israele non accetterà compromessi sulla sopravvivenza di chi lo bombarda ogni giorno. il Libano è oggi molto più largo dei suoi confini, è una carta che vale molto nella grande guerra in corso, il proxy più forte dell’Iran, in guerra per difendere la Repubblica Islamica prima di sé stesso.

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/speranze-e-timori-sulla-trattativa-israele-libano-6614.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti