
Lo ha detto Roberto Biscardini alla conferenza stampa indetta da alcuni circoli socialisti milanesi che, in occasione dell’anniversario della morte di Biagi, hanno voluto ricordare le vittime del terrorismo e in particolare oltra a Biagi, Enzo Tarantelli e Walter Tobagi.
“In questi giorni si è discusso in modo strumentale se sotto al nome di Biagi ci dovesse essere o meno anche la scritta: Assassinato dalle BR. Mi sembra giusto ricordare che le Br si sono mosse in questi anni per punire tutti coloro che contrapponevano alla logica del “Il salaro si difende con il fucile”, la logica e la pratica delle riforme. Biagi iscritto allo Sdi e candidato solo un anno prima nelle lista dello Sdi al Comune di Bologna è stato ucciso come tanti altri, Tarantelli, D’Antona e Raffili, perché riformista. Punito dal fuoco nemico della sinistra estrema e terroristica. Ucciso perchè “vittima designata e non protetta” come l’ha definita nei giorni scorsi a Bologna il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Come è stato già ricordato – ha aggiunto Biscardini – non protetta dal Governo Berlusconi e designata dalla cultura dell’odio. Cultura dell’odio che non è morta, che sopravvive nel presente, con segnali evidenti e pericolosi anche recentemente a Roma, a Bologna e a Milano. Non dimentichiamocelo.”

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