La Congregazione degli Immobili combatte l’ultima battaglia in nome e per conto di se stessa, ed in estremo quanto arrogante spregio dei cittadini.
Partecipare al nuovo gioco dell’estate, noto come “Trova anche tu un nuovo nome al Senato”, è facile, divertente ed appassionante. Basta avere la pazienza di leggere le migliaia di emendamenti presentati, evitare i doppioni ed esercitare un sano spirito goliardico, meglio se accompagnato da una buona dose di faccia di tolla, requisito indispensabile per spacciare come lotta in difesa della democrazia autentiche supercazzole come queste:
Emendamento n. 1.1626: Sostituire le parole “Camera dei Deputati” con le seguenti “Curia degli Eletti”.
Emendamento n. 1.1627: Sostituire le parole “Camera dei Deputati con le seguenti “Corte Nazionale”
Emendamento n. 1.1628: con le parole “Coorte dei rappresentanti”
Emendamento n. 1.1629: con le parole “Coorte degli eletti”
Emendamento n.1.16.30: con le parole “Bulè nazionale”
Emendamento n.1.1631: con le parole “Bulè dei rappresentanti”
Emendamento n. 1.1634: con le parole “Congregazione dei rappresentanti”
Emendamento n. 1.1635: con le parole “Congregazione degli eletti”
Con questi esercizi idioti da compulsatori ossessivi del dizionario dei sinonimi, onorevoli di nome ma purtroppo non di fatto si stanno baloccando da giorni in Parlamento, offrendo uno spettacolo a dir poco avvilente ma al tempo stesso esemplare come cartina di tornasole della patologia endemica che affligge ormai da decenni la politica italiana. Quella che autorizza a partecipare al gioco di cui sopra con l’unico suggerimento filologicamente e semanticamente corretto: sostituire le parole “Camera dei Deputati” con le seguenti: “Congregazione degli Immobili”. Definizione icastica ed impietosa come una foto bloccata per sempre nella fissità inutile della propria cornice.
Trent’anni spesi vanamente a parlare di riforme, sempre abortite sul nascere in tentativi insabbiati in centinaia di tavoli inutili, commissioni mai approdate a nulla, dibattiti vuoti, convegni buoni solo a far chiacchiera e flanella, trent’anni di promesse sventolate ad ogni campagna elettorale e rimangiate subito dopo, trent’anni di voluto, consapevole, reiterato, colpevole immobilismo hanno creato un paradosso che non ha eguali nelle democrazie occidentali e che comporta non solo la totale paralisi della vita istituzionale ma una vera e propria dittatura delle minoranze che ha stravolto il senso ed il valore del potere democraticamente conferito ad una maggioranza, svuotandolo ed espropriandolo di ogni possibilità di azione. In nome dell’eterno rinvio, dell’infinita discussione, dell’estenuante potere di veto e di ricatto cui, con nostra massima ed inemendabile colpa, ci siamo consegnati irresponsabilmente, coltivando in ogni ambito delle nostre vite, pubbliche e private, un corporativismo esasperato e sempre più frazionato che ha finito con il soffocarci.
Al netto di ogni meschino e risibile espediente retorico, di dichiarazioni e proclami su colpi di stato e riforme illiberali, buoni solo a riempire la bocca di chi pensa di poter usare le parole privandole non solo del loro autentico significato ma persino di un contenuto minimamente fondato, ciò a cui assistiamo oggi è l’ultimo spettacolo messo in scena dalla squinternata compagnia di giro che ci ha tenuti in ostaggio per decenni, paralizzando un paese, inchiodandolo a bizantinismi ottusi, impedendone ogni forma di crescita e di modernizzazione, umiliando la dignità del confronto politico fino a renderla miserabile oggetto di scambio per rendite di posizione difese oltre ogni umana possibilità di resistenza, e per di più esportando questo tristo modello fuori dai luoghi istituzionali e facendone il paradigma di ogni trattativa pubblica o privata destinata a non evolversi mai. Gli infiniti veti dei sindacati – e quanto sta accadendo in Alitalia in questi giorni è solo un esempio – il ricatto esercitato da ogni cricca e corporazione, sia pure microscopica, a fronte di ogni tentativo di cambiamento e di modernizzazione, la barricata perenne, lo stato di agitazione permanente sul nulla, le chiacchiere, inutili, vuote, estenuanti, il cui unico risultato è sempre il mantenimento dello status quo, rappresentano null’altro che lo specchio fedele ed impietoso del “magnifico” risultato ottenuto dai fanciullini mai cresciuti che presentano settemila emendamenti privi di ogni proposta, oltre che di senso del ridicolo, ma estremamente utili ad esercitare ancora una volta la dittatura cinica, egoista, meschina ed arrogante delle minoranze. Quelle che, intanto che invocano la difesa della democrazia, la calpestano nel suo basico principio: chi governa ha il dovere di agire, saranno poi i cittadini, al termine del mandato, a giudicare il lavoro svolto.
Inutile ricordare che molti di loro, oggi opportunamente smemorati, sono gli stessi che sottoscrissero entusiasticamente il programma elettorale dell’Ulivo che, nel lontano 1996, proponeva la stessa identica riforma del Senato che oggi additano, con spettacolare abiura di se stessi, come “svolta autoritaria”. Inutile ricordare che son gli stessi che andarono in ginocchio da Napolitano perchè accettasse la rielezione, offrendo in cambio la promessa solenne di fare subito le riforme necessarie al paese. Inutile aggiungere, anche, che gli ormai svagolanti grillini, messi a nudo tutti i loro limiti e le loro infinite contraddizioni, oggi votano contro ciò che avevano invece giurato di perseguire una volta entrati in Parlamento, per di più chiedendo di nascondersi dietro il voto segreto, dopo aver solennemente promesso che, no, loro duri e puri, i trasparenti, mai vi avrebbero fatto ricorso, perbacco.
È inutile perchè nulla, in questo vergognoso e cialtronesco polverone alzato ad arte, ha una sia pur vaga ragione politica, una giustificazione morale, una valenza etica – la Congregazione degli Immobili combatte l’ultima battaglia in nome e per conto di se stessa, ed in estremo quanto arrogante spregio dei cittadini. Tutto il resto, per loro, non conta, novelli Mazzarò che strepitano “roba mia vientene con me”, attaccati alle poltrone d’oro conquistate a suon di vane promesse e strenuamente mantenute in decenni di infinite discussioni mai approdate a nulla. Vaniloquenti figurine che hanno mantenuto il nostro paese nell’immobilismo totale, quello che oggi paghiamo a carissimo prezzo perchè siamo in ritardo su tutto, ma ancora non sono sazie, non hanno completato il lavoro – c’è sempre un altro tavolo da aprire, un’altra trattativa da rinnegare, un’altra inutile Commissione da mettere in piedi, un ulteriore supplemento di discussione da pretendere, un ennesimo rinvio su cui lucrare. A questo hanno ridotto la nostra democrazia, ed ancora non ne sono paghi. Se fossimo meno educati, avremmo suggerimenti molto più espliciti per trovare il nuovo nome che vogliono darsi.

Mentre Chiara prepara il prossimo pezzo di propaganda renziana (ma è il suo sincero pensiero), il nostro fa indietro tutta sulla riforma della pubblica amministrazione perché, ha scoperto, che non ci sono fondi né coperture.
Questo governo DEVE andare a casa, nessuno gli aveva chiesto nulla a Renzi, è lui che si era proposto di risanare l’Italia, ma non ha le ricette giuste, quindi ripeto deve andare a CASA!
Intanto sotto la governanza di Renzi , l’Italia ha vinto il primo posto per tassazione dei suoi abitanti al mondo, piu del 53% di pressione fiscale.
Subito scioglimento delle camere e nuove elezioni. Purtroppo non risolveranno niente, ma Renzi ha fallito come i suoi predecessori, quindi tanto vale cambiare con un altro per la normale amministrazione invece di ingrassare le Boschi, le Madie e le Moghe…chi? A casa questa gente, non ci sono altre soluzioni.
Sì, ma s’approssimano tempi in cui si scherzerà sempre meno.
L’Italia, Marzio, pullula di Renzi, di Santanché, di Calderoli e di Boschi…uno peggio dell’altro, ma tutti furbi, hanno trovato come guadagnare bene e in modo duraturo, chiamali scemi.
E aggiungo che i miei voli sono tanto pindarici da starsene tutti nero su bianco.
Voli pindarici? No, Paolo, adatta un altro metro e vedrai come questi voli hanno i piedi per terra. E Renzi ormai è un vecchio problema, il fatto è che l’Italia pullula di Renzi. Chiediamoci quale scuola e quale società li abbia incubati.
I tuoi voli pindarici sono comunque poetici, ma il “nostro” ci riporta raso terra ogni giorno, gonfio di se, non solo metaforicamente, si sta trasformando da “giovane” rampante (neanche avesse 23 anni…) a cignale con la cinta, in alcune foto batracesco. Ho appena letto la letterina da scuola elemantare scritta (male anche in italiano) a Junker, per il nostro vale “errare è umano, perseverare diabolico”, punta i piedi (gli zoccoli…) e vuola la Moghe…chi?!? Ma non ha capito la figuraccia che ha fatto fare all’Italia e invece di correggere il tiro, insiste. Farebbe meglio a imparare il francese, ci ha messo il “tocco” con un patetico e inopportuno “avec amitié” che oltretutto in francese non si usa se non per chiudere una storia d’amore, oppure tra persone che si conoscono profondamente e intimamente. Il provincialotto che si crede arrivato, vada a un corso di francese, tra una magnata e l’altra, forse imparerà che la letterina si dovrebbe concludere con una frase tipo questa ” Veuillez croire, cher President, en l’assurance de mes sentiments respectueux”.
Caro Paolo, il problema di ripensare tutta la ” florentinitade “, dico ripensare, né ridimensionare né rigonfiare, è problema che atterrà cento altri Garin e Kristeller di domani, che per ora latitano e così sarà finché gli studi non ritorneranno all’altezza del loro compito critico e non del lustro patinato per i cataloghi delle mostre. Ma è sotto gli occhi che gli apripista d’un Renzi sono stati i retori della ” firenzina “, che ora Nardella tormenterà per farla ” firenzona ” incrementando invece alla fine la ” firenzaccia “. Si danno ormai sei o sette generazioni di fiorentini indigeni condizionati e prezzolati dai fiorentini allogeni, venuti qua a rifarsi l’anima e a barare. Gli indigeni sempre più immeschiniti e invaghiti di sé hanno finito per credere che davvero Firenze fosse l’ombelico del mondo, e attenzione, in parte lo è, ma uno dei tanti ombelichi con cui le ” città sul monte ” di lapiriana memoria impedirono di confrontarsi, relegandole anzi su tanti magnifici monti e lasciando alle generazioni Erasmus l’illusione di compiere un commino che non richiede viaggi ma studio, studio che spezza il culo e gli occhi e che per essere salutare vuole perciò un cervello duro su un culo duro e tanti, tanti muscoli a cui le biblioteche non sono propizie. Nel decadimento infinito della ” firenzina gli ultimi becchini furono i Cecchi Gori, padre e figlio, con le stornellate insipide dei Nuti, dei Benvenuti e dei Pieraccioni. Questa trinità filmica ci offre il quadro interpretativo di una figura come Renzi, uscito realmente da un filmaccio di Pieraccioni, magari con spalla Ceccherini. Ma le responsabilità filmiche vanno anche agli anni dell’immediato dopoguerra, pensa con quanta volgarità falso emergenziale venne rappresentata la tragedia della liberazione di Firenze nell’episodio tuttora “cult” di ” Paisà “, episodio che i vetero sinistri guardano ancora con ingorda nostalgia e le lacrime agli occhi. Per aver scritto una simile bestemmia tanti anni fa su ” Nuovi Argomenti “, nel cortile di Palazzo Strozzi fu installata la proiezione a ruota continua dell’episodio fiorentino di ” Paisà “. Firenze è una città che s’incarta in se stessa e l’elemento femminile, da cui ci aspetterebbe nuova linfa critica, è invece passivamente incantato nello sfondo erotizzante della cartolina. Questo è il punto di assoluta desolazione, se si pensa che l’Italia ingannata s’è rivolta a Firenze sperando in qualcosa di più. Invece occorrono altri cento Garin e Kristeller, e forse non basteranno, perché occorre anche un giro di boa sui miti dell’occidente. La boa è vicina ma certo noi non la toccheremo.
Lo stesso “livore” pregiudiziale che ha bocciato la “riforma” di Renzi Chiara? Perde i pezzi nel suo stesso campo, a casa deve andare, altro che. Tutti i dati sono in negativo, e te lo chiami “livore pregiudiziale”?!? Ma in quale mondo vivi?
Possibile che Firenze debba sempre sentirsi l’ombelico dell’universo quando è appena un villaggio di campagna ingrandito?
Questo il problema Chiara, a fare i gradassi, prima o poi qualcuno ti presenta il conto.
Chiara, qui se c’é una che non capisce, prima ancora che non vedere, quella sei te.
Provo a farti qualche esempio facile facile….non è perché uno è il capo, che tutto quello che fa va bene. Per poter avere ragione delle proprie idee e convincere gli altri, bisogna che esse siano davvero eccezionali, condivisibili e giuste, cioé il contrario di quanto il tuo pupillo sta facendo. Lui vuole andare avanti nel disprezzo di quanto ti ho appena detto, idee stupide, non condivise e ingiuste. Allora, provo con un altro esempio legato alla mia professione. Un direttore d’orchestra, per essere tale e come tale meritare il rispetto dell’orchestra e del teatro tutto, deve prima di tutto essere eccellente, proporre la soluzione che sia la migliore ascoltando le esigenze di tutti, esigenze tecniche e musicali. Non basta che stia sul podio per avere rispetto, e chi lo fa senza averne lo spessore ne paga poi le conseguenze. Ho avuto la fortuna di lavorare con maestri odiati, ma eccezionali, spesso assolutamente antipatici, ma le loro proposte erano giuste, adatte per ognuno e il risultato era sempre l’eccellenza. Eppure, c’era sempre qualcuno nelle orchestra che, limitato tecnicamente, umanamente e musicalmente, pensava sempre di aver ragione e voleva contestare. No, se tu avessi un minimo di connessione con la verità e la realtà delle cose, staresti la a indignarti per come Renzi, incapace, sta portando avanti una battaglia solo perché é in quella posizione, ma l’orchestra si ribella, a giusto titolo.
Qui, di pericoloso e diseducativo vedo solo il livore pregiudiziale che ti acceca.
W la congregazione degli immobili Chiara Boriosi, auguriamoci che per il bene del Paese la minoranza che è opposizione impedisca questa operazione di bieca macelleria di stato. Ti riporto uno degli innumerevoli messaggi del Corriere che a mio avviso spiega, in modo chiaro, perché questo disegno va fermato :
“tra i tanti attaccati alla poltrona ci sono anche quei senatori (e deputati) che pur di non contraddire il loro leader (chiunque sia) se ne stanno sempre zitti e sono in aula a votare sempre come gli dica il leader di turno….magari tra questi ci sono anche quei politici che prima attaccavano il leader quando non era leader…mentre ora che il leader è il leader lo sostengono acriticamente, diventandone i più accaniti estimatori…. con la legge elettorale di nominati questo processo non potrà che aumentare…col senato di nominati pure…”.
Concludo dicendo che non è possibile affidare le sorti di un Paese ai capricci di un ragazzino troppo cresciuto che pensa di giocare al Risiko. Se invece, come te stessa fai, invece di preoccuparsi della maggioranza, si preoccupasse di COSA produce la maggioranza? Se Renzi avesse avuto qualità e spessore umano e politico, avrebbe (invece aver fatto compromessi con Berlusconi) proposto un’altra riforma del Senato, davvero nell’interesse della democrazia e nel rispetto del voto della popolazione. Lo spregio della democrazia, il riufiuto di una soluzione giusta e saggia, l’incapacità di questi dilettanti allo sbaraglio nel gestire questa questione, nascondono solo l’inettitudine di questa equipe di occuparsi dell’interesse della gente e di trovare ricette utili per ridurre VERAMENTE la disoccupazione e la caduta libera dell’economia italiana. Vergogna quindi, soprattutto per chi dovrebbe cercare di far evolvere la qualità del pensare, invece di fare l’inchino al capo di turno.
Le idee, vanno bene, ma in alcuni casi diventano pericolose e diseducative.
Ma certo, ti posso dire che fai venire i nervi, dove vai a far la spesa nei roccaforte del tuo pupillo? Alle Cure? Io vedo il numero IMPRESSIONANTE di giovani che stanno facendo un vero e proprio esodo dall’Italia goveranata da Renzi, e sono in contatto frequente e regolare con il Consolato d’Italia, le impiegate mi hanno detto proprio pochissimo tempo fa che non ce la fanno piu’ a regolarizzare i dossier delle nuove famiglie italiane che si installano in Francia, prima ne avevano una al mese e a volte nessuna, da qualche mese sono invase da diversi nuclei familiari da trattare ogni mese, un vero esodo dall’Italia di Renzi mentre Chiara Boriosi giuliva va a far la spesa a Gavinana. Vai Chiara, vai a far la spesa, io in ogni caso riscontro il moltiplicarsi di pizzerie, pasticcerie, gelaterie gestite da italiani qui in Francia (prima era un fenomeno che si vedeva di questa portata solo in Germania), ora invece si estende a macchia d’olio proprio qui!
Siete impressionanti nel mistificare la realtà dei fatti, e di una presunzione urtante.
Speravo che il pezzo del tuo collega ti facesse capire qualcosa, ma purtroppo non è cosi. Tanto peggio per te.
Attento tu, chè non capire l’italiano è cosa assai più pericolosa. NON ho detto di aver sempre scritto verità indiscutibili, ho detto invece di aver sempre avuto le stesse idee sulle riforme, che è cosa ben diversa. Ammesso che tu la capisca. Quanto all’essere lontana dalla realtà del mio stesso paese – quello dove tu NON vivi – essendo io una persona normale che usa i mezzi pubblici, va a fare la spesa, e si trova sempre in mezzo alla gente, ascolto quotidianamente cosa pensano e di cosa parlano le persone, cosa che, se tu vivessi ancora qui, non mancherebbe di stupirti, perchè di politica si parla parecchio.
Quanto ai pezzi altrui, che leggo regolarmente, sono anch’essi null’altro che l’espressione di opinioni personali. Come ebbe a dire Montanelli, NON esiste un giornalismo oggettivo, esiste invece l’onestà intellettuale di spiegare il proprio punto di vista al lettore.
Poi Chiara, basta che tu clicchi accanto al tuo pezzo per leggere quello di Cassano dove spiega perfettamente la situazione dell’Italia oggi, ah….da anche dei numeri che confermano i miei, sui consensi al PD, e smentiscono i tuoi, ma tutto il suo pezzo smentisce e smantella le tue improbabili teorie. Buona lettura e comprensione.
Te confondi Chiara cara (che suona meglio dell’impronunciabile cara Chiara) malumori o esaltazioni di parte, io parlo della gente a te estranea, convinta come sei che tutta la popolazione si intenda un minimo di politica e se ne freghi qualcosa di Renzi o Grillo o Berlusconi. Sei lontana anni luce ormai dalla realtà e dalla vita della gente nel Paese che credi di conoscere meglio di me perché ci vivi, ancora piu grave dunque questa tua cecità. Sei solo pervasa da puntigli su cosa avresti pensato, detto o scritto come se si trattasse della verità assoluta e incontrovertibile. Attenta, l’egoismo è una spezia necessaria e preziosa, se ben dosata, l’egocentrismo invece è patologico. Berlsuconi è egocentrico, Renzi lo è, e Chiara Boriosi?
Caro Paolo, invece è una mera questione di punti di vista. Mi accusi di non parlare del malcontento, eppure quello che esprimo è molto diffuso, tra sabato ed oggi sono stati pubblicati almeno cinque editoriali sui principali quotidiani italiani che parlano e titolano, criticandola, sulla dittatura della minoranza e su questo modo sgangherato e cialtrone di paralizzare la vita istituzionale. Dunque, un malcontento che non è solo mio, a quanto pare. Poi, le critiche che vorresti ascoltare, i numeri che addirittura io nasconderei – si torna sempre al solito punto, quello che ripeto e tu fingi di ignorare, sempre perchè le considerazioni logiche, chissà perchè, a te sfuggono. Sono molti anni che scrivo questa rubrica, per la precisione un decennio, ho sempre sostenuto idee e principi, anche e sopratutto in tema di riforme, che non ho mai cambiato, ed il mio archivio ne fa fede. Io sono sempre la stessa. Invece a te è presa questa terrificante idiosincrasia nei confronti di Renzi – nulla di male, basta dichiarla e chiamarlo con il suo nome, incede fu bai la pretesa di paludarla con improbabili teorie, notizie, argomentazioni, mai supportate da nulla se non questa tu a misteriosa quanto, fin qui, fallimentare tua capacità di leggere nei pensieri e addirittura nelle intenzioni dell’intero popolo italiano. Ma, come ti ho sempre scritto, è un problema tuo, non mio. Io sono sempre la stessa, da molti, molti a mi a questa parte, e siccome vivo in questo paese, a differenza di te, il polso della situazione ce l’ho molto più chiaro e reale delle tue fumisterie.
Luigi: passa pure oltre, nessuno ti trattiene, ma vale per te quanto ho scritto sopra. Le mie idee sono sempre state queste, che oggi pensiate di stare qui a fare il broncino snob su quanti scrivo fa veramente ridere, visto che in realtà siete tutti color dalla stessa sindrome renziana, molto più di me, a quanto pare.
Cara Chiara,
Amo leggere Lee Smolin perchè Einstein lo conosce e lo corregge spostando i limiti della conosceza umana molto più avanti e nel conciliare la Relatività con la meccanica quantistica, propone profonde teorie Cosmologiche.
Ti sembra che ho tempo da perdere con chi a tavolino, invece di proporre miglioramenti a quanto viene fatto di getto dal PM, perde tempo a sostenerlo supinamente?
Ma pensa al Veneto, ormai qui siamo tutti Ebrei e se continuate a romperci lasciamo non solo l’Italia ma anche il Cattolicesimo, ti basta?
Caro Luigi, per carità, guardati dal comprare un libro di Renzi, potresti scoprire che la battaglia di Gavinana è avvenuta nel quartiere fiorentino di Gavinana, o altre amenità già vecchiotte. Anche nel repertorio di battute il nostro eroe a palazzo Chigi sta peggiorando, ormai siamo alla tirate da sala biliardi, tirate cattoliche e buone ovviamente ma molto determinate. Presto nella corte straripante dei lecchini qualcuno lo definirà ” solare “.
Caro Paolo,
Ormai quello che scrive Chiara lo salto direttamente per passare ai commenti, non mi interessano i fans, al più comprerei un libro di Renzi e leggerei direttamente alla fonte.
Trovo però che tu sia maturato enormemente da un punto di vista politico, ormai sembri pronto per presentarti alle prossime elezioni.
Vedi Chiara, definire lo sdegno di fronte allo sfacelo che non è piu’ un punto di vista ma la realtà (per chi la sa e vuol vedere) come “discesa in basso” è triste, per chi lo scrive! Che una persona che ritenevo arguta nel capire il sentimento delle persone non scorga nell’attuale comportamento e azione di questo governicchio neanche un’ombra, che neppure un dubbio la assalga, una domanda sul perché del malcontento ,senza propaganda (42% potrebbe essere un successo se tutti i cittadini si fossero mobilizzati per votare, cosa che nascondi in maniera preoccupante) o quantomeno che non spieghi le ragioni degli uni e degli altri, beh, è umanamente triste. Eppure la storia recente lo insegna, Berlusconi ha rovinato non solo il suo campo, ma anche quello avverso che invece di smaccarsi e proporre soluzioni e modo di fare differente, gli corre dietro e lo scopiazza…..sai cosa ti dico? Che preferivo il Berlusconi allora, almeno lui faceva sognare, un condottiero nell’immaginario collettivo deve essere w avere “piu'” della gente normale, dai Re, agli Imperatori, ma questo qua senza arte né parte, normale in apparenza ma molto piu egocentrico di Berlusconi, non si capisca come non riesca a muoverti qualche critica. Te commenti il dito e non cosa sta indicando, sorda, cieca, ma purtroppo non muta.
Paolo, la tua costante discesa verso il basso è davvero triste. E, come ti ho già detto, non ho nulla da riscuotere da nessuno, non campo di politica, non ho tessere e va bene così.
Lo spregio ai cittadini è quello che Renzi offre con questa riforma, ben vengano le esilaranti frasi che citi, in accordo con un condannato. Una persona intelligente dovrebbe indignarsi, e invece la Chiara si indigna di chi si indigna, il colmo! Questo disegno va fermato, meglio farlo cosi che con altri mezzi piu’ violenti.
Renzi sta facendo peggio di Berlusconi, in perfetto stile Duce, ci mancava pure l’arrivo dal mare al porto di Genova per far passare il messaggio. Vomitevole a dir poco, un evento come quello della bara sul mare doveva passare in sordina, tranne che per l’aspetto tecnico, mentre il comandante responsabile di vittime e costi esorbitanti per il suo mal agire, si fa fotografare durante feste estive nelle isole del napoletano.
Bene, l’Italia che vuoi Chiara, è lontanissima dagli slogan del duce di turno, che si chiami Berlusconi o Renzi. Una vergogna senza fine e un pezzo degno di Anna La Rosa, giornalismo genuflesso e inneggiante il potere e il suo mal funzionamento. Complimenti, avrai carriera.