Larga l’intesa, stretta la legge…e la provincia insieme al comune finisce nel caos politico. Rischia infatti di diventare un caso nazionale la prossima elezione del nuovo presidente della Provincia di Lodi, ovverosia il nuovo ente intermedio che si posizionerà nelle centinaia di ex Provincie italiane tra i comuni e le Regioni in seguito alla recente legge di riforma delle vecchie amministrazioni provinciali varata dal governo Renzi. E il caso lodigiano salito alla ribalta delle cronache nazionali, grazie anche all’anticipazione della scorsa settimana di Pensalibero, per il tentativo ancora in via embrionale di portare alla presidenza del nuovo ente l’esponente Democratico Fabrizio Santantonio, già vicepresidente della stessa e già consigliere regionale lombardo, dal 26 maggio scorso sindaco del microscopico comune di Maccastorna grazie alle 25 preferenze che i 36 elettori gli hanno riconosciuto in cabina elettorale. Il valido primo cittadino della bassa lodigiana collega di partito e amico da sempre (come da lui stesso confermato con la lettera al nostro giornale) del vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini (primo presidente della provincia di Lodi e poi sindaco della città del Fanfulla) dovrebbe essere indicato dalla maggioranza dei sindaci del comprensorio della “Bassa” alle elezioni del prossimo mese di settembre. E da allora sono in corso le complicate trattative per arrivare ad una soluzione condivisa da applicare per “By-passare” l’intricato sistema elettivo disposto dalla riforma. In buona sostanza i sindaci avranno una scheda propria con la quale indicheranno il nome del presidente prescelto, scheda che terrà conto del voto ponderale per attribuire i millesimi in base al numero degli abitanti di ciascun comune. Chi otterrà i millesimi stabiliti dal quorum sarà il prossimo presidente della Provincia. Lo stesso dovrà avvenire anche per i 10 consiglieri (tanti sono stati assegnati dalla legge a province come quella di Lodi) che però verranno prescelti dai consiglieri comunali. La legge prevede in linea teorica anche maggioranze consiliari diverse dal presidente. Per esempio Lodi potrebbe avere un presidente del Pd e una maggioranza di consiglieri di Forza Italia. Vengono infatti eletti coloro i quali otterranno i maggiori voti millesimali. Tutto chiaro? Ecco perché nelle settimane scorse siamo stati molto critici con la legge che, varata in tutta fretta per rispettare i piani governativi di spending review (abbiamo visto però che di risparmi ce ne saranno ben pochi) ma che ha di fatto “espropriato” i cittadini del loro diritto di voto e di scelta di chi deve fare il presidente e della maggioranza che deve amministrare e governare la Provincia. E allora questo pateracchio sta dando vita nelle province che lo scorso 26 maggio alla naturale scadenza elettorale non hanno potuto rinnovare i propri organi elettivi a complicate trattative nelle sedi delle segreterie e delle federazioni provinciali dei partiti ai peggiori rituali “cencelliniani” della tanto odiata, demolita e liquidata “prima Repubblica”. Nel caso di Lodi poi la questione non tocca solo la provincia ma anche il comune che nell’ultima settimana ha registrato nella giunta di centro-sinistra del sindaco Simone Uggetti l’allontanamento dell’assessore di Sel Brunetti e l’ingresso dell’ex candidato sindaco di Forza Italia Tadi (sfidante tre anni fa proprio di Guerini) e lo scorso anno ancora candidato primo cittadino alla testa della sua lista civica contro Uggetti. Gli attenti conoscitori delle cose lodigiane vedono in questa duplice operazione delle prove tecniche di “larghe intese” sulla scorta dell’esempio del governo di Matteo Renzi che si regge con l’appoggio determinante del Nuovo centro destra di Angelino Alfano. La cosa, se così fosse, a nostro avviso non sarebbe neanche troppo scandalosa, perché le scelte di responsabilità politiche in momenti di emergenza nazionale e locale vanno sempre apprezzate per ciò che rappresentano nell’esclusivo interesse generale del bene comune collettivo. Siamo per un confronto ideologico sulle cose concrete del fare e non per uno scontro manicheo di un presunto bene che deve sconfiggere una volta per tutte il male assoluto. Ma non ci piacciono in politica le ipocrisie fatte di mezze verità nascoste, negate e poi presentate di fronte al fatto compiuto come l’unica soluzione possibile per scongiurare il precipizio del baratro. Siamo poi convinti che per mero interesse di indice di gradimento politico sia stato tolto il diritto di voto e di scelta dei cittadini nei confronti di chi riceve proprio da loro la delega per rappresentarli ed amministrarli al meglio. Siamo per vocazione donne e uomini liberi a cui non piace passare per fessi. Se proprio dobbiamo passare per cretini, beh….lasciatelo fare da soli, magari lo facciamo meglio rispetto ad una antipatica imposizione. Cretini e felici, non cornuti e incazzati alla prossima tornata elettorale….messaggio ricevuto?
Larga l’intesa, stretta la legge… province al voto nel caos e rituali di prima repubblica per le presidenze: cittadini fuori dalle scelte e a Lodi prove “tecniche” di larghe intese PD-Forza Italia
Info Cesare Mannucci
Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Seconda tornata d’analisi, sempre più esplicativa e chiarificatrice di quanto si sta preparando. Siamo di fronte alla gatta frettolosa che fa i gattini ciechi o di manovre che al comune elettore, impegnato a tirare la carretta e a stringere la cintura, sfuggono?
Bravissimo Augusto centrato perfettamente i due problemi fondamentali, con il dono della sintesi e dell’ironia….complimenti!!!
C.