Diamo il nostro caloroso benvenuto al sindaco di Firenze Leonardo Domenici, nella terra di coloro che da sempre sostengono che le sentenze dei magistrati si possono criticare al pari di ogni azione umana e che parlare di “delegittimazione” è una delle tante “bischerate” ad uso e consumo di chi è a corto di altri argomenti.
A convincere Domenici che anche i magistrati (in questo caso amministrativi) possono dare di fuori è l’ordinanza del Tar della Toscana che ha accolto il ricorso del promotore del referendum contro la
tramvia Mario Razzanelli che chiedeva l’oscuramento dei totem
informativi allestiti dal Comune in piazza della Repubblica. Per il sindaco
“alcune considerazioni dell’ordinanza del Tar e fanno presupporre che il
presidente della II sezione sia un attivo militante contro la
tramvia”. ”Secondo questo signore – ha detto Domenici –
evidentemente noi dobbiamo fare un’opera a Firenze e dobbiamo
dire ai cittadini che non presentera’ alcun vantaggio per la
citta’. Come se, ha poi aggiunto, l’arbitro (cioè lo stesso presidente del TAR) imponesse ad uno dei due pugili di combattere con le mani legate dietro la schiena. Secondo Domenici tutto ciò “non e’ serio, non e’ trasparente e non e’ onesto”.
Non sappiamo nel caso specifico chi abbia ragione; tuttavia ora sappiamo che si possono avere opinioni contrarie alle decisioni dei giudici. Che davvero sia iniziata una nuova era?

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