Ci avevano promesso il nuovo, e perbacco se l’abbiamo avuto. Macchè Obama che proclama “Change”, macchè Sarkozy che sdogana il sesso presidenziale – noi siamo andati oltre, molto oltre, e giustamente il mondo ci guarda come la nuova frontiera, il New Deal della civiltà. Vista con un cannocchiale rovesciato, ma tant’è, ora non stiamo a sottilizzare. Persino i talebani sono lì a rosicarsi ed a chiedersi “Ma come mai non ci abbiamo pensato noi?!” – ma mica tutti i paesi hanno la duplice, congiunta, incredibile fortuna di godere dell’accoppiata Ferrara-Chiesa, pronta a bandire una nuova esaltante crociata: la legalizzazione della coscienza. Eh, sì, diciamolo con orgoglio: i popoli che si credono civilizzati, quelli che si definiscono democratici e non hanno neanche un Mastella, ma che dico, una Binetti, seduti nei loro miserrimi parlamenti, sono ancora convinti che la coscienza sia un limite individuale invalicabile, una proprietà esclusiva ed intoccabile dell’individuo, una sorta di free space all’interno di ognuno di noi nel quale ci confrontiamo in assoluta libertà con noi stessi e ricaviamo opinioni, scelte, orientamenti che, giusti o sbagliati che siano secondo parametri o standard generalizzati, sono insindacabilmente frutto della nostra libertà di scelta. Errore, gravissimo, madornale, macroscopico, perché l’Italia del 2008, quella che si avvia ad elezioni che vedranno il trionfo del Nuovo, chiunque vinca, Berlusconi “ma anche” Veltroni – ed il fatto che facciano rima è stupendo, una meravigliosa facilitazione per la stampa nei commenti post elettorali, basterà cambiare il prefisso per parlare del vincitore – questo paese che ha fatto la storia del mondo con la propria inesauribile capacità innovativa ha partorito, è proprio il caso di dirlo, un concetto sublime: la coscienza legalizzata, ovvero regolamentata secondo legge dello stato opportunamente rivista e corretta da Ruini e Ferrara. Questo paese di giuristi brillanti, culla del diritto e faro di civiltà, ha brillantemente superato lo stato confessionale e persino quello etico, entrando con un volo iperuranio nell’empireo dello stato spirituale. C’è di che scoppiare d’orgoglio.
La poveretta che, appena uscita da un aborto ed ancora sotto farmaci, è stata sottoposta ad interrogatorio, insieme alla sua compagna di stanza, che si presume fosse nelle medesime condizioni, è solo una martire necessaria, una vittima sacrificale sul luminoso cammino del progresso morale e civile: con il blitz dei carabinieri in corsia, in seguito ad una “civilissima” telefonata anonima, abbiamo mostrato la via al mondo intero. Così si risolvono i problemi: nerbo, prontezza d’azione, nessuna pietà. D’altronde, quando mai le Crociate sono state condotte per amore cristiano?! E’chiaro che l’aborto non può più essere limitato ai vincoli di una legge come la 194, i tempi sono cambiati, la scienza è progredita, parecchi son diventati cattolici adulti, dunque è necessario andare oltre: intervenire con una legge direttamente sulle coscienze, e magari, già che ci siamo, tassiamole pure, ché questa è una fonte di reddito ancora inesplorata. E poiché anti vedere le singole scelte di coscienza è arte ancora non praticata persino dal santone Ferrara, si può però intervenire immediatamente sul luogo del delitto, ovvero la corsia di un ospedale: lì le colpevoli sono inermi ed interrogarle, inchiodandole alle loro responsabilità, è un gioco da ragazzi. Ben vengano dunque le oscene delazioni, le telefonate anonime dei guardiani dell’ortodossia, le denunce vigliacche fatte sulla pelle di qualche disgraziata, sono tutti strumenti degni di un paese civile che vuole finalmente mettere ordine nel caos e stabilire una volta per tutte che la scelta di coscienza – qualunque scelta di coscienza, perché poi una volta intrapresa questa è una strada senza uscita – non è né accettabile né tantomeno praticabile se non autorizzata dai nuovi crociati. Ovvero: proibiamo tutto, che così si fa prima. Al magistrato napoletano che ha autorizzato il blitz in corsia e si è difeso dicendo che era “una atto dovuto”, vorremmo però umilmente chiedere: se gli facciamo una telefonata anonima a e gli segnaliamo le montagne di monnezza che assediano Napoli, poi lui li manda i carabinieri a Bassolino?!
LiberaLmente

È vero, è vero! Anche Hitler fece una QUALUNQUE scelta di coscienza e finalmente posso dire che sotto sotto mi è sempre rimasto simpatico. Credevo di essere un cattivo e invece ero solo un complessato. Grazie per avermi liberato. M.S.