
I personaggi politici che perdono le elezioni in realtà non le perdono; anzi, spesso escono addirittura ringalluzziti accusando l’avversario di brogli anche se le percentuali sono inequivocabili. E non ci pensano nemmeno a dire agli elettori “scusate, ma non sono riuscito a spiegare in modo corretto la visione che avevo di Paese…ho sbagliato”. Macché, niente da fare, avevano ragione loro e gli elettori sono stati raggirati dal vincitore che ha raccontato solo menzogne, e con l’aiuto, una volta della stampa e oggi dei Social, al pari di un abile prestigiatore, gli ha fatto credere che il bianco era nero e il nero bianco. L’unico Santo subito è lui che ha perso…anzi, no, ha quasi vinto! Ma lo fa perché è ostinatamente convinto che le sue idee erano le migliori? No, ma quali idee, quelle spesso nemmeno le ricorda perché non le ha scritte lui. Vuole solamente rimanere parcheggiato in qualche centro di potere, spesso meglio retribuito di prima per l’esperienza maturata durante il suo percorso politico che, comunque, qualcosa insegna come, ad esempio, fare il prestigiatore di parole. Accidenti, di esempi ce ne sono tanti, esempi apparsi e scomparsi dalla scena politica dopo aver toccato perfino l’apice della Santità. Pensate a Gigino Di Maio, che caso unico nella storia ha saputo sconfiggere la povertà. Gli spetterebbe non solo l’Aureola, ma addirittura un ministero accanto a San Pietro quando ascenderà in Paradiso. Invece, politica ingrata, gli tocca fare avanti e indietro dai Paesi Arabi Uniti perché si è ridotto a fare il rappresentante dell’Unione Europea a poche decine di migliaia di euro al mese. E dire che prima, vendendo bibite allo Stadio, non gli mancava nulla. Ma se un giorno ci sarà giustizia tornerà in Patria da trionfatore, e con le amicizie importanti che si è fatto tra i principi dell’oro nero potrà anche riconquistare la fama politica perduta per aver abbandonato il Movimento 5 Stelle. Già vedo i cartelloni pubblicitari con su scritto: Gigino alla riscossa! Che soddisfazione per la categoria dei politici che vanno in esilio in Europa con la speranza di poter risorgere dall’anonimato dell’affollato Parlamento Europeo, di cui non conosciamo nemmeno i nomi di tutti i Commissari, figuriamoci dei parlamentari. Scusate, scrivendo ho perso il filo del ragionamento iniziale. Ah, ritrovato: “in politica chi perde vince”. Dunque, dopo mille sconfitte, vediamo ancora riesumare dagli inferi personaggi spacciati come appena usciti da una settimana di cure da Messèguè, che tornano a raccontarci quello che affermavano anni fa, ma solo perché nessuno gli ha detto che siamo passati dal fax all’Intelligenza Artificiale. Purtroppo, a differenza della pelle, il cervello perde di elasticità, hai voglia a chiamarla saggezza. Mentre la chirurgia plastica fa miracoli per la parte estetica, siamo ancora in alto mare per la parte cerebrale. Ripeto, aiutiamo la ricerca. Nonostante tutto, questa è una delle meraviglie del ricco Occidente, dove in politica chi perde vince. Un’ipocrisia? Assolutamente no, una speranza per la terza età che, calzati gli stivali delle sette leghe, si sta avvicinando alla quarta più ringalluzzita che mai…al punto che vuole vincere anche se perde!
Angelo Santoro

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