
Nell’attuale società ogni individuo vive in modo frenetico per lo più tra ansia, insicurezza, solitudine, e senso di inadeguatezza, con la dissoluzione di valori cardini.
Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, nel quale la soggettività ha posto le basi alla modernità, al quanto fragile in cui tutto si dissolve in liquidità.
Il concetto di modernità liquida venne elaborato dal sociologo Zygmunt Bauman, il quale definì una società dove tutto è liquefatto, vi è mancanza di punti di riferimento, non vi sono certezze con l’unica convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza.
I legami si indeboliscono fino a liquefarsi e ogni scelta è legata ad un egoismo, per l’unica soddisfazione dell’io nel presente, così che l’individuo diventa un abituale consumatore. Il consumismo non riguarda il soddisfacimento dei desideri, ma l’evocazione costante di un maggior numero di desideri.
Per il sociologo polacco la nostra modernità nasce dallo scioglimento delle vecchie certezze e stabilità (famiglia, Chiesa e Stato), e l’assenza delle fondamenta solide e costanti non garantiscono la coesione sociale e in tal modo le identità personali sentono il bisogno di un continuo processo di ri-identificazione.
Questa modernità fluida, cangiante ed incerta che caratterizza la contemporaneità del mondo globalizzato, mette in discussione non solo l’individuo, ma l’intera società, i sentimenti, le relazioni umane, le opinioni e i desideri. Dunque i valori che un tempo erano ben solidali e saldati, oggi sono stati sostituiti con altri effimeri, transitori incentrati sull’apparenza e sul consumismo.
In tal modo, l’individuo è continuamente alla ricerca di un piacere immediato nel quale i bisogni si sono sostituiti e rappresentano una forza compulsiva del consumo per un principio del piacere e della libertà individuale e in tal modo tutto si trasforma in merce, incluso l’individuo stesso.
Si è immersi nell’ossessione della ricerca della felicità che annulli spazio e tempo per la continua necessità di auto-soddisfazione fino ad influenzare negativamente anche le relazioni interpersonali che si vanno a decomporre in modo incerto e vacillante, vissuti per lo più come prodotti, che richiedono minimo impegno e prediligono soluzioni veloci, senza considerarne la qualità, l’impegno e l’importanza.
In questa realtà la tecnologia e l’uso dei social hanno contribuito all’impulso ad eccellere e legittimare la propria libertà individuale trascurando i legami reali così che la fragilità delle relazioni si basano sul solo scambio fugace di miseri messaggi.
Sempre più inclini a vivere una vita virtuale mediante i social, mettendosi in mostra con una sorta di competizione che distrugge ogni concetto di condivisione sociale, dando valore all’approvazione esterna e al raggiungimento dei canoni condivisi.
Inevitabilmente l’uomo moderno si presta a vivere con superficialità e privo di basi solide, perennemente nella solitudine con la totale disintegrazione dei rapporti umani e il declino del vivere in comunità diventando individui arrivisti ed egoisti. Vi è terreno fertile solo per la soggettività per la quale si vive in continuo adeguamento a forme e modelli che mutano continuamente, lasciando l’individuo in preda alle proprie ansie, ossessionato nella ricerca di se stesso quasi incapace di cogliere i sentimenti altrui.
C’è un primaria urgenza di tornare alla collaborazione, cooperazione, confronto positivo, ripudiando ogni forma di egoismo e recuperando i valori come l’umanità, l’umiltà e la solidarietà che rappresentano gli elementi fondamentali per vivere insieme superando le sfide dell’odierna società.
Dolores Di Mambro*
*Docente e Pedagogista

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