
La situazione internazionale è molto seria: il G20 a guida indiana ha mostrato come sia difficile trovare un nuovo equilbrio globale in questo mondo frammentato. È il nuovo disordine mondiale che incombe e il 2024 sarà un anno elettorale difficile, dagli Stati Uniti al Regno Unito, non solo in Europa.
Nel frattempo il ceto medio italiano fa sempre più fatica. La benzina, l’inflazione, le spese sanitarie, anche banalmente i libri di testo. E il Governo sembra incapace di affrontare il problema con misure strutturali.
Anche perché non c’è un euro e quelli che c’erano sono stati spesi male con un assumificio privo di visione.
Cambiare le regole europee è fondamentale, come ha spiegato Mario Draghi qualche giorno fa sull’Economist.
Ma è impossibile cambiare le regole attaccando Bruxelles alla cieca e alleandosi coi sovranisti come fa questa destra, a cominciare da Salvini che sul pratone di Pontida ha invitato per domenica Marine Le Pen.
In Europa se vuoi giocare un ruolo devi fare il contrario di quello che stanno facendo Meloni and company.
Dare la sveglia all’Europa diviene dunque il nostro dovere.
L’Europa dell’economia e l’Europa delle Istituzioni: su entrambi i settori bisogna cambiare passo.
E per questo ho detto di essere pronto a candidarmi personalmente anche io, nel territorio del Nord-ovest
In un mondo in cui molti politici vivono di tweet e tatticismi, io ci metto la faccia. E il cuore.
Se mi candido è per provare a portare innovazione e cambiamento in Europa.
Perché è in Europa che oggi si affrontano quasi tutti i problemi della nostra quotidianità.
È impressionante sentire il vostro affetto e sapere che la sfida del 9 giugno non sarà la mia sfida ma sarà la sfida di tutti noi.
Matteo Renzi

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