
Ricordo una vignetta di non so più quale giornale. Una sede del PSI e dalla finestra usciva una vignetta: “Ecco questa è la tessera del partito e questo è l’avviso di garanzia”. L’immagine più lampante di una condanna etnica. Socialista = Ladro.
1992. 12 anni. E guardavo mio padre. Socialista.
Fossi stato un bambino meno intelligente di quel che ero avrei potuto avere il dubbio che anche lui lo fosse. Socialista e ladro.
E invece nè io, nè mia sorella abbiamo mai avuto alcun dubbio. Nostro padre era socialista, onesto, coraggioso e valeva e vale come uomo quel che i venditori di legalità un tot al chilo non valevano come bestie.
E sono cresciuto con la grande serenità che una storia gloriosa come quella del socialismo italiano, per quanto infangata oltre ogni pudore da ometti di varia risma – dai magistrati in carriera ai Repubblichini infoiati, dalle maestrine con la penna rozza ai saltimbanchi dalla facile risata (e una nota a quei compagni comunisti che scoprono oggi sulla loro pelle le iniquità della giustizia italiana … compagni, voi eravate quelli che nel ’92 mandavate pacchi pieni di merda al recapito delle sezioni socialiste e queste cose voi fate bene a dimenticarle, ma io no) – sarebbe sopravvissuta anche a quell’infamia. E non c’è bisogno di rammentare i Matteotti, i Rosselli, i Turati, i Nenni, Lombardi, i Pertini e anche i Craxi e i Martelli. Non ce n’è bisogno.
C’erano e ci sono tanti compagni dai nomi meno famosi. Che magari all’epoca erano poco meno che ragazzi come lo ero io. E che conservano quella storia non solo con dignità, lucidità e sentimento. Ma pure col sorriso.

Io nel 92 di anni non ne avevo 12 ma 40 e mio padre, segretario della sezione PSI di un rione popolare e dedicata a suo fratello capo partigiano ammazzato dai fascisti, 64. Dopo 6 mesi è “andato avanti” (come dicono gli alpini) con la morte nel cuore. Ho tutto fisso nella memoria, non ho dimenticatio nulla quindi i “compagni” comunisti non possono venirmela a raccontare. Mi fa piacere che anche tu Tommaso abbia una memoria di ferro corroborata dall’orgoglio di un bambino fiero di suo padre. Adesso che il PSE e Nencini hanno puntato sui DS del PD e Baffino per fare la sezione italiana del PSE stesso, cosa faremo noi (tu giovane e io vecchio)? Come la metteremo con la nostra lucida memoria dei fatti? Come la metteremo con quella merda non solo metaforica sparsa a piene mani? Cosa faremo di fronte all’imbroglio?
” dignità, lucidità e sentimento” da me condivisi ,ma con un sorriso di amarezza ,nel vedere come oggi la politica viva solo di egocentrismo acritico e sfrenato , anche nelle manifestazioni più banali.
Un intervento che fa ben sperare Tommaso