Questo appello è rivolto a tutti i cittadini di buona volontà che credono ancora nei valori della
convivenza civile e che vogliono guardare al futuro con speranza e ottimismo.
La grave situazione di degrado della vita politica, delle istituzioni, dell’economia e del tessuto
sociale in generale impone a tutti gli italiani di impegnarsi ad ogni livello per scongiurare il peggio
che si sta profilando all’orizzonte.
Il nostro paese ha dimostrato in passato di saper superare brillantemente grandi emergenze quali
dominazioni straniere, la povertà, la guerra, la dittatura, il terrorismo. Ma l’attuale crisi è in un
certo senso più pericolosa perchè meno apparente e più subdola. Mentre nei secoli scorsi la gente
era in grado di identificare con precisione i mali da affrontare e la loro fonte, oggigiorno la società
è talmente complessa e l’informazione così fuorviante da occultare i reali meccanismi che hanno
portato il Paese ad una condizione di pericoloso stallo sociale ed economico.
C’è anche da aggiungere che, a differenza del passato, la classe politica attuale è deteriorata a tal
punto da rappresentare solo una casta che difende i propri interessi e quelli delle lobbies che la
sostengono.
Denunciare i mali attuali serve a ben poco se non se ne evidenziano le cause e si agisce con
determinazione per rimuoverle.
I cittadini devono rendersi conto che da più di un decennio è in atto una scientifica spoliazione dei
loro averi a favore di grandi gruppi finanziari italiani ed esteri che devono rendere conto solo ai
loro azionisti. La svendita delle aziende pubbliche, le truffe finanziarie operate dalle banche ai
danni di ignari investitori, il carente controllo della immigrazione clandestina, la precarizzazione
del lavoro. la spinta all’indebitamento delle famiglie, l’abbassamento della tensione morale e, dulcis
in fundo, lo scippo del T.F.R., non sono fenomeni isolati, ma fanno parte di un preciso piano per
demoralizzare e taglieggiare gli italiani.
In questo contesto i politici si sono limitati ad avallare tale disegno perverso, mascherando la loro
connivenza con il teatrino di uno scontro ideologico che è antistorico e ipocrita.
Non è troppo tardi per reagire. L’Italia possiede ancora le risorse civiche e imprenditoriali per
risollevarsi, ma lo farà solo se gli italiani ritroveranno fiducia in se stessi e si uniranno per darsi
una classe dirigente nuova, giovane, dinamica, che sappia pensare al futuro più che ai propri
interessi a breve termine.
SOCIAL_LABOR è nato come laboratorio politico per formare una classe dirigente moderna, a
livello europeo, che abbia la preparazione culturale, lo slancio morale e la competenza per invertire
l’attuale tendenza. Vogliamo ricollegare l’Italia all’Europa e dotarla degli strumenti adatti per
affrontare la crescente globalizzazione.
E’ finita l’era della classica nomenklatura politica ideologizzata. Lo sviluppo impressionante della
tecnologia impone scelte razionali, rapide e precise, sostenute da adeguati investimenti nella
ricerca e nella sperimentazione. Non si può competere a livello mondiale senza una
programmazione a lungo termine e senza ridurre al massimo gli sprechi e il carico fiscale. Soltanto
razionalizzando i costi dell’amministrazione, riducendo la burocrazia, e tagliando drasticamente gli
emolumenti dei politicanti si potrebbero liberare risorse che farebbero riprendere in pieno la strada
dello sviluppo e dei suoi corollari: più occupazione e più soldi in busta paga e ai pensionati,
migliori prestazioni sociali.
Liberalizzazioni più consistenti ed eliminazione di privilegi arcaici e inesistenti in Europa
farebbero il resto.
Cambiare e ridare slancio all’Italia si deve e si può, ma occorre una linfa vitale nuova e una
moderna progettualità alla dirigenza del Paese: CAMBIATE CON NOI.
p.p. la presidenza di SOCIAL-LABOR
Enza Tomaselli
Alessandro D’Ovidio
Social labor
Carta programmatica e dei principi

Lascia un commento