Se giri per i supermercati in queste settimane ti diverti più che al cinema o al circo. Uno spettacolo. Se non fosse drammatica la crisi ci sarebbe solo da ridere. Mentre una volta la spesa alimentare era quella più sicura, adesso si mette in dubbio anche la carne e la verdura fresca. Poi magari butti i soldi in un regalino inutile ma la tendenza è piuttosto grigia. A Londra fanno finta che il Natale sia adesso ai primi di novembre perché non si sa con quanti soldi si arriverà a metà dicembre. Sarà un Natale mondiale piuttosto triste in fatto di consumi. Giri per le corsie dei supermercati nostrani e scopri che i clienti stanno proprio molto ma molto più attenti. E abbiamo fatto anche la rima. Clienti attenti. Guardano, riguardano, leggono, rileggono, mettono nel carrello, fanno tre metri e poi vedono un altro prodotto a dieci centesimi di euro in meno, tornano indietro rimettono il primo prodotto a posto e prendono il secondo. Dieci centesimi, ora, fanno al differenza, Un anno fa, sei mesi fa, la signora Bianca o il dottor Luigi avrebbero preso di corsa tutti e due, se era roba da mangiare. Prosciutto crudo due confezioni tanto non va a male. Adesso, un etto scarso, poi si vede. Magari non è proprio così brutta la situazione ma l’attenzione (altra rima) è alle stelle. Visti con i nostri occhi. Un grande centro commerciale alimentare della città dotta e grassa per eccellenza, visioni di mortadella e filari interi di prosciutto o culatello, e una signora ingioiellata ordina mezzo etto. “Sa poi, non vorrei che andasse a male”. La commessa sorridente della pasta fresca commenta la fase storica della caduta alimentare. “Beh ma fino a due mesi fa i tortellini freschi andavano sempre alla grande, adesso fai fatica a vendere qualche chilo all’ora”. Povero tortellino, vittima anche lui della grande recessione mondiale e dei fondi contagiati dalle bolle speculative. Chi l’avrebbe mai detto che la crisi dei mutui americani, partiti dalle vendite facili di Miami, avrebbero colpito anche il tortellino emiliano. I supermercati corrono già ai ripari e fanno marketing aggiuntivo sulle promozioni. Se i clienti sono smarriti tra gli scaffali e guardano dieci volte una etichetta prima di mettere nel carrello al confezione, crescono le isole del risparmio o gli angoli della convenienza. Cioè scatoloni accatastati in mezzo alle corsie con i prezzi ancora più bassi. Dio sa se è tutto così davvero conveniente ma i cartelli più grossi e le cifre di euro che cominciano con 0, (zero virgola) hanno il loro impatto. Acqua minerale, detersivi, dentifrici, merendine, biscotti, bibite varie. “Si fa qual che si può con quel che si ha in tasca” dice un pensionato sui settanta “che tanto non devo fare molto fuori allora meglio che guardo bene cosa compro qui dentro”. Professione addetto al risparmio. La cassiera, dieci anni di Coop, ha la sua statistica personale “ Senta, fino a quest’estate passavo spese con un minimo di 50 euro, e c’erano spese anche di 200 e 300 euro, ma quelle erano eccezioni. Adesso passo spese da sei sette al massimo dieci pezzi per un valore di 20 , 30 euro, vuol dire che la gente ha cominciato a selezionare , ma di molto”.
In realtà basta stare dieci minuti in più alle casse e vedi che molti clienti escono pagando sui dieci 15 euro, vuol dire che non fai più la spesa per una settimana, non si sa mai, ma per il pezzo di giornata che stati vivendo, un po’ come succedeva nei negozi sottocasa anni fa prima del boom supermercati. Così, va il mondo con la bolla speculativa che colpisce anche le corsie di casa nostra e che rischia di anticipare tutto, non solo il natale ma anche il carnevale. O le ferie estive di un 2009 tutto da scoprire.
Fabrizio Binacchi
www.virgola1.splinder.com

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