Giovani …. perchè così violenti?
Spesso ci si domanda come mai si incontrano sempre più giovani smarriti ed in cerca di un qualche equilibrio, la risposta va ricercata nelle cattive abitudini che vengono apprese dalla società, favorite indirettamente dai genitori che consentono tale apprendimento.
Un bambino su dieci, già dall’età di dieci anni, possiede uno smartphone, che un tempo sarebbe stato il regalo per il compleanno di ingresso della maggiore età, la qual cosa concorre nell’alimentare la pedopornografia, poichè, da recenti indagini, è emerso che sempre più minorenni ne fanno uso per scattare e divulgare foto personali, i cosidetti” selfie”, esponendosi così a particolari “attenzioni” e non solo…
Altro fattore deviante è l’uso continuo e smodato del personal computer, il quale, oltre a predisporre all’obesità, può arrivare a creare totale dipendenza sino ad innescare nell’utente la paura dell’esterno, a cui vanno aggiunte le conseguenze del continuo scambio tra finzione e realtà, la cui compenetrazione sempre più marcata fa sì che ‘adolescente abbia difficoltà a distinguere il reale dal virtuale.
Sotto accusa sono certi videogames violenti e diseducativi, che, sempre più diffusi, “rapiscono” totalmente l’attenzione dell’utente fino a renderlo inconsapevole protagonista e vittima al tempo stesso del gioco, facendogli vivere situazioni di efferata violenza, al momento virtuali, ma che poi alcuni tendono a trasferire nella realtà, rendendosi protagonisti di tali violenze. Altri, invece, subiscono gli effetti della paura della realtà, da cui vorrebbero evadere, ma che, abituati come sono al chiuso del mondo virtuale, non vi riescono se non ricorrendo all’uso di stupefacenti o di alcool.
Quest’ultimo fenomeno, sempre più diffuso tra gli adolescenti, costituisce una piaga sociale, le cui conseguenze sui giovani, presi nel relativo delirio di onnipotenza ed invincibilità, si esprimono in corse spericolate e spesso fatali con le auto, o tramite soprusi e violenze senza scrupoli di branco.
Ne emerge che viene sempre più meno il senso di responsabilità delle nuove generazioni, vuoi per un decadimento etico in seno alle famiglie, vuoi per responsabilità delle istituzioni, che nulla hanno messo in essere, sia come esempio che come attività, per favorire in esse la coltivazione e la trasmissione di quei valori, che soli fanno apprezzare la vita.
Facilmente si dà la colpa di tutto questo alla società ed alle sue istituzioni, dimenticando che la prima istituzione della società è la famiglia, che dovrebbe essere meno superficiale e più attenta alle reali esigenze dei figli, limitandone le ore da dedicare alla cybernavigazione, invece che favorendole, togliendosi così l’incomodo del difficilissimo compito di genitori e della propria reciproca introspezione etica.
In conclusione, la regola più semplice da rispettare, da parte dei genitori, è dare l’esempio con responsabilità, dimostrando, anche nei casi in cui si rendesse necessario opporre una negazione ai propri figli, un accordo di coppia in loro presenza, che sia per lo meno apparente e con coerenza logica, tenendo ben presente che il rapporto tra genitori e figli non è mai paritario e che, in ogni caso, è fondamentale non criticare mai chi compie l’azione , ma l’azione in quanto tale, evitando di mortificarne la dignità e la sicurezza di sè.


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