Psicosi e loro classificazione.
Le psicosi sono un gruppo eterogeneo e vario di disturbi, i quali possono comparire insieme o in sequenza e sonoraggruppati in tre dimensioni.
- Prima dimensione.
- a) La trasformazione della realtà, che corrisponde al vissuto delirante ed allucinatorio (sintomi positivi).
- b) I deliri, che sono pensieri privi di logica, sostenuti con grande convinzione, la cui assurdità è chiaramente
evidente alle persone che non riescono a convincere il paziente del contrario.
- c) Le allucinazioni, che sono delle pseudo percezioni dove non c’è l’oggetto percepito ed il paziente vive la vita come fosse reale. Esse avvengono improvvise e non sono gestibili.
- Seconda dimensione.
E’ l’impoverimento dell’ideazione affettiva ed è espressa con sintomi negativi (apatia, abulia, anaffettività), ma anche dall’impoverimento dei rapporti sociali, dove il soggetto è incapace di prendere iniziative, bloccato nei movimenti ed evita il contatto sociale fino ad isolarsi in casa.
- Terza dimensione.
E’ caratterizzata dalla disorganizzazione cognitiva, con alterazioni del linguaggio e del ragionamento, che appare caotico ed illogico.
Manifestazione dei disturbi psicotici.
- I deliri, pensieri legati all’esperienza soggettiva di chi li concretizza e incomprensibili e bizzarri per chi li ascolta.
Le idee possono sfociare in persecuzioni, minacce, cose riferite da parte di persone non definite. Altre volte si può pensare di poter realizzare progetti grandiosi, o di possedere facoltà mentali non comuni.
La religione, la scienza, la moralità, l’erotismo sono i temi preferiti delle idee deliranti.
- Le allucinazioni ovvero i suoni, le immagini, le voci che il soggetto vive in modo soggettivo e che ne influenzano il pensiero, le emozioni ed il comportamento.
- L’affettività non in accordo col pensiero: ad esempio si può raccontare di essere sotto minaccia, restando impassibili, gli affetti sono poco espressi, la volontà è appiattita con scarsa voglia di prendere iniziative o di progettualizzare.
- I comportamenti possono essere conseguenti alle idee deliranti o reazione alle allucinazioni.
Spesso si osserva che il paziente ha un progressivo isolamento sociale, con disinteresse verso amici e verso la frequenza di
ambienti sociali. Nelle forme con sintomi positivi, con le cure farmacologiche si osservano forme residue che presentano più sintomi negativi.
Gli episodi psicotici compaiono verso la fine dell’adolescenza ed alla prima età adulta. Possono aggravarsi con l’abuso di sostanze stupefacenti o di alcool.
Per capire se si affetti da disturbi psicotici bisogna osservare il pensiero: se è dissociato nella forma e nel contenuto, potremmo trovarci in presenza di un disturbo psicotico reale.
Le modalità di esordio non sono sempre uguali. Spesso si notano:
– cambiamenti dell’umore,
– ritiro sociale,
– diminuzione nel rendimento scolastico,
– pensieri ossessivi e ritualità comportamentali.
Lo stato delirante ed allucinatorio. Le sue manifestazioni possono essere anche secondarie, dovute all’uso abituale di sostanze psicotrope, come funghi allucinogeni, hashish e marijuana.
In età evolutiva è possibile un ritiro sociale, ma è dovuto o al disturbo autistico oppure ad un comportamento anomalo come il disturbo pervasivo dello sviluppo, che è uno stato caratterizzato dalla compromissione di tre aree principali dello sviluppo psichico del bambino:
– interazione sociale,
– comunicazione verbale e non,
– repertorio di attività ed interessi.
Dr.ssa Matilde d’Alessandro
Dott.ssa Matilde d’Alessandro
Esperta in Ansia, Disturbi Associati e D.A.P.
Napoli
320 7585631.
© Matilde d’Alessandro
Diritti d’autore riservati.
Ne è vietata la pubblicazione, anche parziale, su qualsivoglia supporto, se non preventivamente autorizzata.
logo “smarrimenti” © Fondazione Franchini


Lascia un commento