la Depressione Infantile
La depressione come sintomo è la stessa degli adulti, ma a volte pervade la vita di un bimbo per problemi legati all’ambito scolastico, difficoltà ad essere accettato dai coetanei, problemi familiari.
Bisogna diversificare poi dalla sindrome clinica, che in età evolutiva, è spesso associata ad eventi stressanti.
Si tenga presente che la tristezza, in questa età, dipende dalla bassa autostima, problema che si riscontra sia nella pubertà che nell’adolescenza.
In questi casi non è esatto parlare di vera e propria depressione, ma di cause psicosociali che angosciano il piccolo.
Fortunatamente la depressione infantile come il disturbo bipolare e il disturbo maniaco-depressivo, sono meno frequenti nell’età evolutiva.
Vari studi hanno dimostrato, però, che bimbi ed adolescenti affetti da tali disturbi possono manifestare il sovrapporsi di sintomi di depressione, di ansia, di disturbo di condotta e di disturbo oppositivo-provocatorio ( il classico no).
Spesso si riscontrano problemi di ansia che sono stati curati come disturbi depressivi, oppure anche il contrario.
E’ stato osservato che l’ansia è caratterizzata dalla affettività negativa (paura, nervosismo, irritazione), malgrado siano presenti anche momenti di affettività positiva (eccitamento, entusiasmo, gioia).
La depressione invece è caratterizzata da esclusiva affettività negativa (tristezza, angoscia, colpa) e da una totale mancanza di affettività positiva.
Queste osservazioni fanno supporre che il bimbo sia ansioso e non depresso, malgrado manifesti anche emozioni negative e riesca quindi a trovare spazio per divertirsi, mentre un bimbo depresso non presenta alcuna gioia o piacere.
Altre valutazioni sulla differenziazione cognitiva dell’ansia e della depressione possono essere desunte dal modo in cui i bimbi percepiscono le emozioni.
Si è notato che il bimbo depresso, in situazioni ansiogene, si incolpi di un atto non commesso in misura maggiore rispetto al bimbo ansioso, ma non depresso.
Inoltre i bimbi e gli adolescenti depressi tendono ad aggravare episodi negativi in misura maggiore e distorsiva, cioè non si ritengono capaci di influenzare il verificarsi di certi eventi attraverso il loro comportamento.
E’ fondamentale l’azione preventiva con 10 mosse:
1) i bimbi spesso mascherano situazioni che li feriscono e le coprono con ansia o rabbia, rendendo difficile capire se sono depressi.
Spesso vengono confusi come “scostumati” o “dispettosi”.
Bisogna ascoltare bimbi ed adolescenti, mai sminuire i loro racconti. Essi parlano in modo diretto e se si presta attenzione, è possibile capirli.
2) Creare una routine quotidiana, ciò che li sconvolge e deprime è il cambiamento. Se il cambiamento è necessario, spiegare che comunque saranno conservati punti fissi (ora di pranzo, dormire etc). Dare la propria massima disponibilità, in modo da creare un punto dove richiedere aiuto al bisogno. Esternare loro affetto.
3) Complimentarsi sempre per i loro sforzi e per le cose ben fatte.
4) Chiedere sempre come stanno, accertarsi che siano in grado di reagire in caso di delusioni o dolori.
5) Riduzione delle discussioni familiari.
6) Aiutarli a capire qualora fossero vittime di bullismo o abusi fuori casa.
7) Prestare attenzione qualora ci fosse un cambio di routine (scuola, casa etc.).
8) La depressione può essere causata da una malattia o disabilità, quindi parlare molto con loro.
9) Adottare e mantenere una dieta sana e nutriente, abbiamo visto che un’alterazione chimica, può provocare squilibri.
10) Ricorrere al medico qualora fosse necessario, allorché si noti tristezza per 2 settimane, allontanamento dagli affetti etc., rabbia e risentimento, se non controllano gli sfinteri di giorno (si orinano e defecano addosso).
Dr.ssa Matilde d’Alessandro
Dott.ssa Matilde d’Alessandro
Esperta in Ansia, Disturbi Associati e D.A.P.
Napoli
320 7585631.
© Matilde d’Alessandro
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