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smarrimenti – n. 32

di Matilde D'Alessandro | 21 Febbraio 2016

SMARRIMENTI

La sindrome di Peter Pan

 

L’idea di diventare grandi, di assumersi delle responsabilità, fece sì che un bambino non volle mai diventare grande: 

Peter Pan! Ed ecco che, come nella fiaba, osserviamo molti soggetti, soprattutto di sesso maschile, che tardano a mettere su famiglia, lavoratori precari con affetti sempre meno stabili, che ne ricalcano le orme. 

Tale condizione non è riconosciuta come patologia, ma viene indicata in letteratura

ome Sindrome di Peter Pan.

Un celebre psicologo americano, il dottor Dan Kiley, ipotizzò che tale situazione fosse provocata da un blocco nella vita emotiva in età infantile. Lo sviluppo intellettivo è normale, ma la personalità resta bloccata a quel periodo ed, ovviamente, il disturbo viene osservato in età adulta, quando il soggetto non riesce ad assumere le proprie responsabilità. 

La causa va ricercata nella primissima infanzia e, forse, in una carenza affettiva da parte dei genitori, che lo spinge ad essere indifeso e angosciato dagli ostacoli, che eviterà con grande attenzione.

Kiley individuò 7 particolari caratteristiche del disturbo .

 

– Paralisi emotiva 

– Procrastinazione (tendenza a rimandare impegni)

– Impotenza sociale (incapacità nello stabilire legami solidi e sinceri)

– Potere  magico del pensiero (evasione da ogni responsabilità grazie alla magia mentale)

– Rapporto conflittuale con la madre

– Rapporto problematico col padre

– Problemi sessuali

 

Peter Pan non vuole crescere!

 

Contrariamente alle apparenze, Peter è un fanciullo molto triste, che intuisce intorno a sè un mondo molto ostile e ciò lo spaventa, facendolo sentire prigioniero nell’uomo che non vuole diventare e nel bambino che non può continuare ad essere: un po’ come i ragazzi di oggi, che vivono una realtà carica di conflitti e tensioni e che ritengono la fuga essere l’unico mezzo di difesa.

Molti superano questo stato nel percorso evolutivo della crescita, altri sviluppano tutta la problematica della sindrome, ovvero irresponsabilità, ansia, senso di solitudine, conflitto sul ruolo sessuale, narcisismo e sciovinismo.

Il Narcisismo, altro caratteristico segno della sindrome, è un disturbo della personalità, chi ne soffre necessita di ammirazione e manca di empatia.

Sebbene i narcisisti abbiano grande autostima, sono molto vulnerabili alle critiche e questo li spinge ad una disperata ricerca d’amore ed approvazione, ma, quando queste componenti vengono meno, precipitano in forte autocritica.

Kiley aveva riscontrato tale sintomo in entrambe le sindromi, trovando che il terrore di invecchiare, tipico del narcisista, è comune anche negli affetti di sindrome di Peter Pan, nella quale è presente anche l’insicurezza, che non favorisce stabili rapporti socio-affettivi. Inoltre, il “Peter Pan” vive negativamente la sessualità, con problematiche riguardanti la prestazione.

E’ importante porre l’attenzione nei primi anni di vita del soggetto, osservando il procedere dei disturbi di entrambe le patologie, facendo particolare attenzione alla costante ricerca di amore da parte del bambino da chi se ne prende cura.

In conclusione, è utile tenere presente la differenza fra chi soffre di sindrome di Peter Pan ed il paziente narcisita: il primo ha inclinazione a sentirsi debole e vulnerabile rispetto al mondo, laddove il secondo, il paziente narcisista, si crea una corazza, nascondendo la propria debolezza con l’arroganza e l’aggressività.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, autocritica, bambino, evasione, genitori, mondo, sviluppo

Info Matilde D’Alessandro

Esperta in Ansia, Disturbi Associati e D.A.P.
Napoli
320 7585631.
smarrimenti@pensalibero.it

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