luccicano i miei pensieri arditi
ora che i sogni sono privati
passo da lush e sono nei sapori
nella oxford street a tanti odori
atuzzicanti come la passione
no non compro l’hennè
i capelli li farei anche blue
o arancio col sole sdraiato
una corona infiammata
e tante perline giù giù giù
una volta piangevo a comodo
andavo giù e risalivo di lato
e tutto era provvisorio
anche un sorriso amaro
adoro la carta stampata
vorrei restarvi per sempre
isolata accucciata appagata
sono furiosa come una cascata
e non parlo mai per puro caso
una battuta arguta mi commuove
magicamente il ballo rimestava
la polpa della vite da schiacciare
e riprendeva tumultuosa a fermentare
e ai passi sulla luna posso riandare
una parte di levità e canditi a volontà
potevo pensare e forse scappare
la voglia mi rimane ma mi devo spiazzare
il rigore si tempera o si scioglie
ora lo sguardo cieco è ossigenato
solo il coraggio serpeggia a braccia alzate
sono stata la mia amica fedele
implacabile e anche generosa
forse anche odiosa e poco virtuosa
cose pazzesche per calmare
il mio punto cardinale.
(Carmela Panariello Franchini)
Hurgar con ternura y desenfreno
entre los cálidos laberintos
de tu cuerpo,
es placer que me llena los sentidos
y pierdo la noción de todo tiempo.
Arribar al contorno de tu boca
que es la fuente que nutre mi locura
de recorrer tu piel,
sintiendo la tersura
de seda y terciopelo de tu vientre.
Al amparo de tus piernas
que me abrigan,
me entrego por completo
a esta aventura
y quedo sin aliento en la penumbra
de tu pecho, que marca el compás
de este trasiego.
Exhaustos,
en sutil y manso abrazo
quedamos enlazados
frente a frente,
al rescoldo del fuego
del ocaso.
(Silvia Elena Valdés)
Giorni su giorni che passano e tutto sembra sempre immoto e uguale. Poi mi guardo attorno e scopro l’inganno: sono io che me ne sono andata o sono finita in un nuovo mondo?
(Elisabetta Malantrucco)
Rimane un’ombra
impastata a silenzio.
Anche il pioppo trema
sotto trame d’argento.
Sembra un vuoto di senso
questo senso di vuoto.
La vita a volte
è carta velina.
(Manuela Agostinelli)
Sognava di volare
in alto nel cielo
sopra le montagne
al di là delle nuvole
oltre il blu
oltre la luna
e le stelle
e poi di annegare
nelle profondità
dello spazio.
Nel buio.
Con le mani
strette sugli occhi
cercava
quel buio.
Lassù non c’era luce
solo silenzio.
Nell’assenza del suono
e della luce
trovò se stessa.
Tolse le mani dagli occhi,
lentamente
e come un’astronave
ritornò a terra.
Aprì gli occhi.
Le cose intorno
erano le stesse,
ma erano diverse.
Sorrise.
Era proprio lì
che voleva essere.
(Erica Liffredo)
Sono la donna mozzata,
Sono la vecchia il pensiero.
Lontana dal sentimento.
Sono il dolore
Del tempo che passa
E relega alla gioventù
Le gioie evidenti.
No la fine non c’è.
(Lia Romano)


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