
Fare l’amministratore pubblico è rischioso e si vede chiaramente la presenza ingombrante dell’anti Stato rappresentato dalla criminalità organizzata ma anche da forze sociali che alimentano sentimenti eversivi nei confronti dei valori democratici. Sui sindaci gravano responsabilità anche eccessive, come è stato nel corso dell’emergenza Covid.
Lo sostengo da quasi oltre cinque lustri da quando cioè, poco più che trentenne sul finire del secolo scorso, sono stato “catapultato” per volontà popolare al vertice della giunta di un comune dell’Hinterland milanese di quasi 15 mila abitanti.
Le responsabilità sono tante, i poteri operativi (non quelli di mero indirizzo ma quelli importanti gestionali) sono limitatissimi, mentre i rischi personali ogni anno crescono in maniera esponenziale così come la burocrazia alla faccia della semplificazione tanto sbandierata da ogni governo che si è succeduto negli ultimi decenni.
“Il tema della responsabilità dei sindaci è un tema generale per il Paese. Oggi sono sovra esposti, bisogna intervenire in questo settore come su altri. Solo in questo modo si potrà migliorare l’azione istituzionale e amministrativa dei primi cittadini e restituire agibilità, certezza e dignità ad un ruolo che negli anni è stato esposto a imputazioni penali troppo spesso infondate”. Lo ha detto il vicepresidente dell’Anci e vice sindaco di Chiuduno, Stefano Locatelli, intervenuto l’altra mattina all’audizione in Commissione Giustizia della Camera sulla proposta di legge di modifica dei reati di abuso d’ufficio e di traffico di influenze.
“L’Anci – ha spiegato Locatelli – accoglie quindi con favore le proposte di legge che mirano a modificare il reato di abuso d’ufficio, un tema complesso ed essenziale che riguarda tutti i pubblici ufficiali, non solo i sindaci ovviamente, e porrebbe rimedio ad un vulnus rappresentativo e democratico non più tollerabile”.
Il vicepresidente Anci ha inoltre ricordato che “i compiti dei sindaci sono cresciuti negli ultimi anni in modo vorticoso in un contesto di riduzione di risorse umane e finanziarie, in un quadro di regole spesso confuso e contraddittorio. Nell’immaginario collettivo sono i responsabili di tutto, al di là delle proprie effettive competenze, con un eccesso di esposizione e di responsabilità anche in sede giudiziale”.
Durante l’audizione Locatelli ha consegnato alla Commissione un documento dettagliato in cui Anci propone due emendamenti: il primo per delimitare la responsabilità del sindaco, il secondo per abrogare la parte normativa della Legge Severino che obbliga il sindaco alla sospensione, in caso di condanna in primo grado, obbligo non previsto per le altre figure istituzionali locali e nazionali.
Serve quindi un’azione forte da parte del Governo per cercare di riavvicinare i cittadini e i giovani alla politica, soprattutto a quella locale, altrimenti sarà sempre più difficile trovare persone disposte ad impegnare la propria vita per il bene comune e sarà necessario non il terzo mandato, ma abolire del tutto il limite di sbarramento dei due consecutivi in fascia tricolore.
Cesare Mannucci

Prediche inutili fino a quando lo Stato italiano non si attrezzerà (cioè mai) al rispetto per il Cittadino (la stragrande maggioranza del popolo – sovrano – invece di continuare nella caotica legislazione redatta sul presupposto della non fiducia, in particolare laddove l’azione deve essere svolta dal dipendente pubblico.
È sempre via più facile quella di far “morire” un uomo solo in luogo del popolo. Il riferimento alla citazione evangelica è alquanto voluto.