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Sindaci al Governo, Reggio e Padova ritornano al voto!

di Cesare Mannucci | 12 Maggio 2013

L’incompatibilità del doppio incarico costringe al voto anticipato le città perchè nell’attuale leggge la figura del sindaco è insostituibile. 

elezioni1Il sindaco diventa ministro e la città torna al voto. Elezioni anticipate per le città di Padova e Reggio Emilia con la promozione a ministro nel governo delle larghe intese di Enrico Letta, per i primi cittadini democratici Flavio Zanonato e Graziano Del Rio. La nomina agli importanti dicasteri dello Sviluppo Economico per il dinamico sindaco padovano e  per gli Affari Regionali e delle Autonomie andati all’attuale presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) comporta la decadenza dalla carica di sindaco per entrambi in forza dell’articolo 69 della legge 267/2000 di riordino delle autonomie locali. O meglio, spetta al sindaco in carica decidere per le dimissioni volontarie con il conseguente commissariamento del comune dopo 20 giorni sino al prossimo turno elettorale anticipato stabilito per una sola volta all’anno dall'”Election day”, o decadere dall’incarico e lasciare l’ordinaria amministrazione al vicesindaco sino alle elezioni esattamente per lo stesso periodo cui spetterebbe al commissario di nomina prefettizia. Sono i giusti effetti della legge sulle incompatibilità e sui doppi incarichi dei politici particolarmente apprezzati dai cittadini in tempi di grossa crisi economica. Molti ricorderanno il doppio incarico di Antonio Bassolino ai tempi sindaco del “Risorgimento” di Napoli chiamato dall’allora premier Massimo D’Alema nel suo governo come ministro del Lavoro, il quale per tutta la durata dell’esecutivo “svolse” i due compiti lasciando in realtà le sorti della città partenopea al vicesindaco Riccardo Marone. In verità la legge sulle incompatibilità c’è sempre stata per le cariche di sindaco di città sopra i 20mila abitanti e di deputato, per quella di primo cittadino e di consigliere regionale e di presidente della medesima provincia all’interno del quale si trova il comune. Ma non per tutti gli altri enti locali, partecipate, società pubbliche, fondazioni, consigli direttivi che pullulano su tutto il territorio nazionale e sui quali negli anni scorsi si sono abbattute le brillanti inchieste di Sergio Rizzo e di Gian Antonio Stella con il best seller “La Casta” e tutti i seguiti dei due valenti giornalisti. E non solo: in questi ultimi mesi Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle  hanno fatto uno dei cavalli di battaglia contro gli sprechi e i costi della politica l’eliminazione dei doppi incarichi. Eppure ad una lettura più attenta non sfugge la stortura anche dell’articolo 69 della legge 267 che oltre a mettere a freno la spasmodica rincorsa ad una o più poltrone, invece che ridurre i costi li alza. Più precisamente li riduce per lo stato centrale e li fa lievitare sui comuni che di punto in bianco si ritrovano senza il sindaco eletto direttamente dal popolo. Già perchè la legge 81/93 sull’elezione diretta del sindaco determina l’insostituibilità del primo cittadino. Le dimissioni volontarie, la decadenza o il decesso del sindaco provocano lo scioglimento anticipato della legislatura e l’indizione di nuove elezioni da tenersi in un periodo compreso tra il 15 marzo e il 15 giugno di ogni anno. La macchina infernale della burocrazia (tempi di comunicazione al prefetto della vacanza della carica di sindaco, decreto di scioglimento dal parte del Consiglio dei ministri e controfirma del Presidente della Repubblica) il più delle volte fanno trascorrere addirittura un anno (il caso di specie più recente è avvenuto a Bologna). Il tutto perchè la legge non ha previsto il ticket di elezione del sindaco e del vicesindaco. Quest’ultimo per la legge attuale, nei comuni al di sopra dei 15 mila abitanti, è una figura esterna al mandato popolare elettivo, ovvero non è compatibile con la carica di consigliere comunale. Sarebbe bastato invece prevedere l’elezione di entrambi. Il vicesindaco (come succede negli Usa per i presidenti: alla morte di Kennedy, il vice Johnson divenne presidente, e dopo le dimissioni di Nixon, il vice Ford portò a termine la legislatura), divenuto capo dell’amministrazione civica nominerebbe un suo vice tra i consiglieri comunali eletti con la maggioranza che sosteneva il vecchio sindaco e la legislatura, senza traumi, arriverebbe alla sua scadenza naturale. Si eviterebbe così un’inutile spreco di soldi pubblici. Le elezioni anticipate dei comuni sono tutte a carico del comune stesso che deve sopportare i costi per l’allestimento dei seggi, per il personale comunale in lavoro straordinario e festivo, per le spese di vitto e alloggio delle forze dell’ordine chiamate a presidiare i seggi elettorali, non esistono infatti stanziamenti governativi come per le elezioni amministrative naturali. Votare è sempre un segnale di ottima vitalità per la nostra democrazia, ma di questi tempi, anche un po’ di buon senso per evitare gli sprechi, di certo, non guasterebbe.

Pubblicato in : Primo piano

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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