
Franco Ceccuzzi si sente accerchiato e chiede aiuto alla Regione. Il sindaco di Siena in una intervista all’Unità ha detto che i capoluoghi soffrono di asfissia perchè non hanno più territorio per compiere le proprie scelte strategiche visto che i comuni che stanno attorno gli costruiscono addosso”. Ceccuzzi si riferisce soprattutto a Monteriggioni. Il comune, guidato da Bruno Valentini, pure lui piddino, arriva alle porte di Siena. Basti pensare che Fontebecci, dove ha sede la “banchina”, è nel territorio comunale di Monteriggioni e Stellino è già Siena. E una frazione di 500 abitanti, Belverde, gravita su Siena ma è nel comune di Monteriggioni. Anche Uopini è nella stessa situazione. Il comune di Siena si sente assediato e Ceccuzzi chiede alla Regione di fare una legge per tutelare le città d’arte dando la garanzia di poter avere funzioni strategiche adeguate. Forse sarebbe opportuno rivedere i confini dei comuni. Belverde, Uopini, Montarioso potrebbero essere aggregati a Siena ma a Monteriggioni andrà bene? E che dire di Arbia Scalo, otto chilometri da Siena e quindici di strade tortuose dal capoluogo Asciano? La frazione ora ha 1500 abitanti che gravitano perlopiù su Siena e appena sarà riconvertita in abitazioni l’ex fornace gli abitanti arriveranno quasi a raddoppiare. Vanno meglio le cose a sud dove il Comune di Monteroni non arriva a insidiare Siena. Insomma ci vuole più coordinamento tra comuni confinanti, un ruolo che potrebbe assumere l’amministrazione provinciale ma l’ente è politicamente in liquidazione per un’idea scellerata che accomuna centrodestra e centrosinistra. Quindi, che fare? Visto che tutti i sindaci sono piddini potrebbe fare il coordinamento la segretaria provinciale Elisa Meloni. Ne avrà voglia?

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