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Sicurezza: le sparano grosse per non produrre nulla di efficace

Le sparano grosse strumentalizzando i gravi fatti di Torino, accusano la sinistra di complicità, poi riuniscono i vertici del governo e non producono nulla: fallimento totale. Però Meloni trova la mossa astuta per uscire dall’angolo e si rivolge a Schlein chiedendo di votare insieme e non dicendo su che cosa si dovrebbe fare questa “unità nazionale”. Chiede all’opposizione di votare a scatola chiusa. Non fa una proposta concreta. Tuttavia, questo basta perché TG e giornali filogovernativi rilancino compiacenti le parole insulse e provocatorie di Meloni. Mercoledì, in ogni caso, produrranno l’ennesimo decreto sulla sicurezza perché, dopo aver alzato così tanto il clima politico, bisogna pur fare qualcosa per salvare la faccia con l’opinione pubblica

di Enrico Rossi | 3 Febbraio 2026
MATTEO PIANTEDOSI MINISTRO, GIORGIA MELONI, MATTEO SALVINI, ANTONIO TAJANI

Le sparano grosse strumentalizzando i gravi fatti di Torino, accusano la sinistra di complicità, poi riuniscono i vertici del governo e non producono nulla: fallimento totale.

Però Meloni trova la mossa astuta per uscire dall’angolo e si rivolge a Schlein chiedendo di votare insieme e non dicendo su che cosa si dovrebbe fare questa “unità nazionale”.

Chiede all’opposizione di votare a scatola chiusa. Non fa una proposta concreta.

Tuttavia, questo basta perché TG e giornali filogovernativi rilancino compiacenti le parole insulse e provocatorie di Meloni.

Mercoledì, in ogni caso, produrranno l’ennesimo decreto sulla sicurezza perché, dopo aver alzato così tanto il clima politico, bisogna pur fare qualcosa per salvare la faccia con l’opinione pubblica

Sarà l’ennesimo decreto sull’ordine pubblico da quando governa la destra.

Ecco un elenco sintetico;

Decreto-legge n. 162/2022, stretta su proteste e manifestazioni;

Decreto-legge n. 48/2025, il decreto sicurezza più ampio e recente, convertito in legge;

diversi altri decreti legge inoltre contengono norme collegate a ordine pubblico, immigrazione, controlli e poteri di polizia, spesso politicamente presentati come “pacchetti sicurezza”.

Ora, un nuovo decreto è in preparazione (2026), un nuovo “pacchetto sicurezza”, ancora da numerare e approvare, quando riusciranno a mettersi d’accordo sui contenuti e su chi deve intestarsene il merito.

Esso, come gli altri, non renderà il Paese più sicuro, ma ridurrà ancora gli spazi di dissenso, producendo più rabbia e più conflitto.

Questa destra al governo, estremista e insofferente alla critica e alla dialettica sociale e politica, è la vera responsabile della crescita del clima di tensione nel Paese, perché attizza il conflitto e la politica dell’ordine pubblico in modo ideologico per attaccare la sinistra e presentarsi come la forza dell’ordine e della legge.

Anziché fare decreti che si rivelano dannosi e sempre inefficaci sul piano della sicurezza, il governo Meloni dovrebbe invece mettere più soldi per aumentare gli organici delle forze dell’ordine e impiegarli nelle citta, come chiedono i sindaci.

Quindi, è arrivato il momento di affermare con chiarezza che questa destra non solo ha fallito sul terreno della sicurezza ma addirittura ha peggiorato la situazione.

La strada su cui ci stiamo incamminando per tanti aspetti somiglia a quella di Trump che aveva promesso mano dura contro l’immigrazione, narrata come fonte di criminalità, e ora si ritrova, a causa delle violenze dell’ICE, le piazze piene di manifestanti che lo contestano e le urne vuote, come dimostra la clamorosa sconfitta dei repubblicani nel Texas.

L’ex prefetto Franco Gabrielli ed excapo della polizia avverteoggi che “non si deve usare la polizia come una bandiera propagandistica e che il tema dell’ordine pubblico non si può gestire come il bar sport”.

Parole durissime, a cui noi aggiungiamo che la sicurezza dei cittadini è una questione delicata e complessa che non può essere ben gestita con la cultura politica che si apprende nelle sezioni ex missine, ora di Fratelli d’Italia, dove ancora si sentono cantare gli inni fascisti e si inneggia a Mussolini e al suo ordine criminale.

Enrico Rossi

Pubblicato in : Editoriale

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

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