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Sicilia: operazione “grande centro”

Dopo le defezioni del Presidente Grasso per il PD e dell’on. Prestigiacomo, l’unica certezza appare evidente a tutti: FI e PD non hanno candidati veri, autorevoli e credibili!

di Daniele Marchetti | 2 Agosto 2017

Mentre la Versilia ospita il gota della politica italiana, tra il 30 luglio e il 2 agosto presenti al caffè della Versiliana -nell’ordine- Renzi, Di Maio, Salvini e Berlusconi (appuntamento quest’ultimo da confermare ma dato per molto probabile), l’attenzione vera è tutta rivolta alla Sicilia, primo dei 4 appuntamenti elettorali che interesseranno il Belpaese nei prossimi otto, nove mesi.

È di queste ore la notizia di una frenetica attività di contatti e di incontri tra gli esponenti centristi, ed i colleghi di PD e FI.

L’idea che dopo cinque anni (come se nulla fosse accaduto) possa tornare in scena lo stesso siparietto con lo scontro al calor bianco tra Crocetta e Musumeci, non piace a nessuno. Né al PD che da tempo ha preso le distanze dall’eclettico Crocetta ed è orfano di Grasso, né -tantomeno- al coordinatore regionale azzurro Miccichè storicamente sulla sponda opposta del “destrorso” Musumeci. Quindi la carta del centro sembra essere una strada, se non proprio obbligata, assai utile per molti.

Sì, ma quale centro?

Un centro che rappresenti esclusivamente e semplicemente l’ala centrista della maggioranza di Governo e riproponga in Sicilia le difficoltà romane o, piuttosto, un centro più folto, ampio e variegato che ricomprenda al proprio interno espressioni significative come quella dell’ex forzista Fitto o dell’ex UDC Cuffaro rientrato in sella dopo l’espiazione composta della condanna o dell’ex governatore Lombardo leader delle autonomie?

Voci informate farebbero intravedere buone possibilità per questa seconda ipotesi anche perché dopo la Sicilia sarà la volta della Lombardia e -al Colle piacendo- anche dell’intera Italia. Ed un centro duple-face, a variegata sensibilità, potrebbe tornare assai utile per gestire le molte intrigate, confuse, ingarbugliate partite aperte.

A Berlusconi in Sicilia non importa vincere ma contribuire, in modo determinante, alla sconfitta dei 5 Stelle. La raccomandazione che il Cav ha impartito lo scorso sabato a Miccichè appare estremamente chiara: “In Sicilia dobbiamo vincere con un governatore capace”. Come dire, il nome non importa, il colore men che meno, l’importate è fare argine contro l’ondata grillina e governare bene l’isola degli sbarchi destinata, nei prossimi mesi ed anni, ad divenire un palcoscenico internazionale.

Sul versante PD le preoccupazione non sono da meno. Renzi sembra aver preso in mano le redini del gioco e, ora dopo ora, cerca di contattare uno ad uno i tanti esponenti siciliani del Governo (e non solo) per tentare di arrivare prima del Cav o comunque insieme. Anche l’ex sindaco ha l’urgenza di far perdere Grillo e, non da meno, di allontanarsi quanto più possibile da un abbraccio mortale con le sinistre e l’insostenibile candidatura Crocetta appare la scusa perfetta.

Dopo le defezioni del Presidente Grasso per il PD e dell’on. Prestigiacomo, l’unica certezza appare evidente a tutti: FI e PD non hanno candidati veri, autorevoli e credibili!

Chissà se il centro avrà davvero la temerarietà e la caparbietà di tentare il colpaccio proponendosi unito come non mai, dimostrando di avere gli attributi, le idee ed anche la persona giusta per giocare “la partita dell’esistenza”.

Molto del futuro centrista transiterà per Palazzo d’Orléans: tra desistenze ed alleanze, molti sono avvertiti!

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, anni, berlusconi, futuro, governo, italia, lombardia, notizia, pd, politica italiana, renzi, sicilia, udc

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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