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Guardie orbe e ladri lince.

di Franco Luceri | 2 Agosto 2017

Ora volete sapere dove è il trucco usato dai nostri politici per rimanere al potere anche senza governare, solo per derubare il popolo e mangiarsi vivo lo Stato? Semplice. Immaginatevi due giocatori a un tavolo di ping pomg: se i comunisti e i liberali si “pingpongono” la responsabilità dello sfascio, possono farlo finché campano e persino a l’infinito se mai fossero immortali. I comunisti accusano i capitalisti di essere ingordi, rapaci, criminali, e questi restituiscono al mittente la responsabilità chiamandoli corrotti e parassiti. E quei poveracci degli elettori, utenti e contribuenti italiani finiscono scimuniti come asini nel frastuono. E continuano a sprecare il loro ex ora finto potere sovrano spostando inutilmente consenso da sinistra a destra e da destra a sinistra.

In Italia, per nostra fortuna, abbiamo ancora poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco, che ci rendono un servizio da eroi. Ma provate a immaginare che succederebbe se in un posto ci fosse una guardia in disservizio permanente effettivo e un ladro attivo h24. Nel senso che la guardia sembra che faccia diligentemente il proprio dovere per come accorre tempestiva alle chiamate dei derubati, ma quando incrocia il ladro che sta ripulendo un derubato, gli facilita il compito eclissandosi, per poi correre a fuochi sparati, a raccogliere la denuncia, ma sapendo bene che il furto è andato a buon fine per il ladro, grazie alla sua eroica collaborazione omissiva di guardia disonesta.

Da quando gli Stati comunisti si sono volatilizzati, i politici comunisti son finiti tutti in cassa integrazione non avendo più un loro sistema socio economico collettivista da rendere produttivo. Quindi nel libero mercato, e per giunta globale, la loro presenza è giustificata dal fatto che le democrazie sono tali se oltre alla maggioranza di governo c’è una opposizione che vigila. Quindi servono le guardie del comunismo per prevenire o reprimere i furti del capitalismo.

Ma ahinoi, salvo rarissime eccezioni che in democrazia non cavano un ragno dal buco, le nostre guardie comuniste sono “finte”, si sono prostituite a peso d’oro ai ladri del mercato nazionale e globale. Lasciano a multinazionali e banchieri la libertà di derubare gli italiani anche della vita, ove non bastasse la borsa, e poi fingono di correre a sirene spiegate in soccorso degli ultimi, ma avendo assunto l’obbligo legalizzato di servire i primi, gli avvelenatori, truffatori e corruttori del mercato, e ancora più e meglio la finanza strozzina, che li finanzia e li protegge.

Tutto l’apparato pubblico italiano comunista ha una efficienza a dir poco miracolosa ne l’impedire che i cleptomani del capitalismo subiscano danni o perdite ne l’esercizio delle loro “legalissime” funzioni accumulatrici finanziarie e tributarie. E ora che la refurtiva italiana sembra scarseggiare, a causa di milioni di disoccupati e milioni di poveri, stanno importando extracomunitari a “navate”, per garantire continuità lavorativa ai “filantropi” della finanza.

Io non ho soluzioni per la catastrofe Italia, ma sappiatelo e fidatevi solo di voi stessi. Comunisti e liberali sono compagni di merende; sul piatto della in-giustizia pesano uguali, sono associati per fare i ricchi più ricchi facendo i poveri più poveri.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: borsa, capitalismo, comunismo, consenso, danni, democrazia, extracomunitari, governo, integrazione, italia, Liberali, mercato, opposizione

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Franco LUCERI

    5 Agosto 2017 alle 15:50

    Adalberto Scarlino grazie del commento. Ma la mia analisi è prevalentemente economica. Per semplificazione chiamo la sinistra comunista e la destra liberale, ma non assolvo né condanno la politica. Condanno affaristi, speculatori e ladri che nobilitano i loro sporchi affari fra compagni di merende destri e mancini chiamandoli politica liberale e comunista. Tanto comunista da sterminare milioni di posti di lavoro e tanto liberale da istigare i piccoli imprenditori al suicidio, perché le minoranze di politici onesti non bastano a fare del letamaio Italia un Stato di diritto, per il solo fatto di chiamarsi ed essere come lei orgogliosamente liberali.

    Rispondi
  2. Franco LUCERI

    5 Agosto 2017 alle 15:46

    Adalberto Scarlino grazie del commento. Ma la mia analisi è prevalentemente economica. Per semplificazione chiamo la sinistra comunista e la destra liberale, ma non assolvo né condanno la politica. Condanno affaristi, speculatori e ladri che nobilitano i loro sporchi affari fra compagni di merende destri e mancini chiamandoli politica liberale e comunista, tanto comunista da sterminare milioni di posti di lavoro e tanto liberale da istigare i piccoli imprenditori al suicidio, perché le minoranze di politici onesti non bastano a fare del letamaio Italia un Stato di diritto, per il solo fatto di chiamarsi ed essere come lei orgogliosamente liberali.

    Rispondi
  3. Adalberto Scarlino, Firenze

    5 Agosto 2017 alle 11:52

    Brillante l’articolo, ma Franco Luceri, quando conclude che “comunisti e liberali sono compagni di merende” ( sic ) cosa intende per LIBERALI ? I liberisti ? I liberisti selvaggi ? Gli pseudoliberisti ?
    Gli pseudoliberali ? Altri ?

    Rispondi

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