Come tanti arruffapopoli odierni aveva un programma semplice, accattivante e vago: lavoro poco, guadagnare parecchio e una bistecca a testa di grammi 450.

UQ, fondato dal commediografo Guglielmo Giannini, voleva dare voce all’uomo della strada, pertanto fustigava la politica ed i suoi riti e, ri-pertanto propugnava l’avvento di un governo tecnico.
In anticipo sui tempi, non fu accontentato né con un Ciampi e nemmeno con un Monti. Ebbe un botto di vita iniziale, prese trenta deputati all’Assemblea Costituente, ma andò in liquefazione subito, anche perché Benedetto Croce si mise a presidiare la porta di ingresso del partito liberale, alla quale, invano, Giannini continuava a bussare.
Anni dopo, si arrivò alle elezioni del ’53, quelle giocate tutte sulla feroce polemica attorno alla legge elettorale maggioritaria, anch’essa in anticipo sui tempi, tanto da essere definita legge truffa da chi la avversava. A farsi beffe di tutti, irruppe sulla scena il Partito della Bistecca inventato da Corrado Tedeschi, professore di economia e editore di successo di settimanali enigmistici ed enciclopedie. Come tanti arruffapopoli odierni aveva un programma semplice, accattivante e vago: più vacanze per tutti, almeno tre mesi, niente tasse, lavoro poco, guadagnare di più di parecchio. Precisa, fino all’ultimo grammo, invece, la razione quotidiana di carne che gli italiani avrebbero guadagnato con la vittoria di Tedeschi: una bistecca a testa di grammi 450, non uno di più e non uno di meno.
Dunque, in quella infuocata campagna elettorale, il Partito della Bistecca teneva un comizio a Campi, vicino a Firenze, ove, secondo Dante Alighieri, assieme alle contigue località di Peretola e Brozzi risiede “ la peggio genia che Cristo stampi”.
Mentre da decine di minuti l’oratore arringava sui benefici della quotidiana bistecca e sulla sua priorità rispetto a qualsiasi altra problematica, dai tavolini di un bar si levò un uomo che, percorsa tutta la piazza deserta e bruciata dal sole, da sotto il palco levò il dito indice verso il comiziante e gli pose la seguente stringente domanda: “oh te! Ma di bere ‘un se ne ragiona?”
Il Partito della Bistecca non prese seggi. Oggi che l’abitudine a tutto ha tolto ogni stimolo a seppellire con una risata l’indecenza, da diverse elezioni conquista seggi Antonio Di Pietro, ne raccoglierà Beppe Grillo e, ancora di più certi saltimbanchi che si apprestano, in ragione delle loro capriole, a rappresentare il nuovo che avanza.

Certamente ,la bistecca ( a testa ) soddisfa tutti ,a parte che resta la necessità del bicchiere di vino per buttar giù . M a quando assieme alla bistecca che ti danno , nel conto si fanno entrare anche le due o tre che servono a rinfocillare l’orchestra , si potrebbe anche capire che …qualcosa non torna . Sicuramente non possono tornare i conti pubblici . Allora ,di cosa vogliamo parlare ? Della bistecca o della colossale truffa messa in piedi nel tempo dai tenutari dei vari “partiti” ? Okkio al nuovo che avanza …al posto della bistecca ci troveremo una minestra riscaldata ,fatta di ossa e bucce di patata!
Ehhhhhh, la BISTECCA è una gran cosa. Ma giustamente serve il bicchiere giusto!