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SI TAV:Perino-Santoro, la Tav e la violenza

di Mauro Del Bue | 4 Marzo 2012

La posizione dei No Tav è “no” a prescindere. Un “no” divenuto falsamente ideologico,  preconcetto. Localistico, poi assurto a posizione generale contro al Tav  perchè è su questa che si mobilitano i vari estremismi in tutta Italia. 

Quando dopo l’unità d’Italia le banche piemontesi finanziarono la nuove reti ferroviarie i socialisti non si schierarono contro. Anzi. Più avanti proporranno e approveranno il disegno di legge accolto dal governo Fortis sulla nazionalizzazione delle ferrovie. L’alta velocità in Italia (in ritardo di vent’anni rispetto alla Francia, dove hanno governato anche i socialisti) è già stata realizzata da Torino a Napoli e non è successo nulla. Dubito che il popolo della val di Susa (ammesso poi che la posizione dei vari Perino rappresenti  la maggioranza della popolazione valsusina) si sarebbe mobilitato contro la Tav se fosse passata da altra valle. La nuova ferrovia è contemplata nel piano europeo approvato dalla Cee, nella direzione del corridoio numero 5 (Lisbona-Kiev). L’altro importante corridoio che interessa l’Italia è l’attraversamento in verticale fino a Genova e in questo caso mi pare che i comuni interessati si stiano mobilitando a favore. Solo in Val di Susa c’è questa tensione che oggi è degenerata. Si accusa la polizia del fatto che un manifestante sia scivolato da un traliccio ad alta tensione nel quale illegittimamente era salito, si occupano le autostrade e si smontano porte dei treni, si vuol impedire la continuazione dei lavori che lo Stato italiano ha democraticamente deciso, dopo centinaia di incontri cogli enti locali e dopo centinaia di riunioni dell’Osservatorio. Anche alla luce di tali incontri il progetto è stato sostanzialmente cambiato, largha parte del tragitto si svilupperà sotterraneo per essere il meno invasivo possibile. La posizione dei No Tav è “no” a prescindere. Un “no” divenuto falsamente ideologico, preconcetto. Localistico, poi assurto a posizione generale contro al Tav perchè è su questa che si mobilitano i vari estremismi in tutta Italia. Nasce simile a quello dei no agli inceneritori e alle discariche napoletane, con le conseguenze che poi abbiamo toccato con mano. Certo le conseguenze del no alla Torino-Lione non sarebbero così invasive. Ma toccherebbero interessi vitali del nostro paese, sul piano dello sviluppo economico e delle logistica. Ci siamo dati da fare perché quel corridoio passasse dall’Italia e non dalla Svizzera o dall’Austria e oggi rischieremmo di perderne i benefici, che non sono solo quelli di un minor tempo di percorrenza come fanno finta di non capire i comitati. E che dire della posizione dell’ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che sostiene d’esser favorevole alla Tav e al corridoio 5, che lui stesso ha approvato, ma propone di valutare altre soluzioni di passaggio che non siano quelle della Val di Susa. Complimenti. Con questo principio (ma se la scelta tecnica è stata quella della Val di Susa un motivo ci sarà)  accoglieremmo l’idea che ogni qualvolta c’è una protesta allora si cambia area e se in ogni area c’è una protesta che si fa? Sono rimasto allibito dalla trasmisione di Santoro di ieri sera. Una trasmissione-comizio da irresponsabile che soffia sul fuoco come ai tempi di Tangentopoli, col povero Bersani lasciato solo e oggetto delle offese e degli strali del solito Travaglio. La penso come Bersani (noi socialisti italiani, come quelli francesi e quelli spagnoli e portoghesi, siamo sempre stati favorevoli alla Tav e alla Lisbona-Kiev, dunque alla Torino-Lione). Certo si può dissentire e manifestare anche con fermezza. Ma non si può dire: o così o niente. Rifiutando persino tutte le compensazioni che pure sono state proposte e accettate in tutti i comuni d’Italia ove è passata la linea dell’alta velocità. E concludere: se andate avanti allora è violenza. Che differenza c’è tra questo atteggiamento e il terrorismo?

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    5 Marzo 2012 alle 20:38

    Non ricomincio con le osservazioni perchè Scarlino ha esattamente centrata la questione. Il problema è che si sceglie la soluzione più cara per la sopportazione dei residenti e per la spesa prevista e prevedibile ( occhio a le variazioni in corso d’ opera!)…e questo travalica ogni questione sulla correttezzaa dell’operazione. Il vero interesse è nella spesa maggiore ,perchè consente anche mance migliori : lo si capisce solo a cose fatte….stranamente !

    Rispondi
  2. Giuseppe Selvaggi

    5 Marzo 2012 alle 12:05

    “La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessa per l’affermazione della nostra dignità di cittadini, la lotta per il progresso e la coscienza civica contro la provocazione permanente di pochi privilegiati onnipotenti.” (Antonio Cederna)
    Se ci fossero ancora persone come Cederna, Bassani o Croce la lotta contro la provocazione permanente di pochi PRIVILEGIATI ONNIPOTENTI risulterebbe più efficace.
    Un tempo per far valere le proprie ragioni si usavano parole che erano come macigni, oggi i manifestanti alle parole preferiscono i macigni. E i risultati si vedono…

    Rispondi
  3. Adalberto Scarlino

    5 Marzo 2012 alle 11:38

    Non c’è disprezzo che basti per sottolineare la faziosità, la demagogia, la scorrettezza di figuri come Santoro e Di Pietro. Così come non bastano le parole per denunciare chi provoca carabinieri e polizia, chi pratica la violenza, chi fa il teppista, magari travestito da pacifista.
    Solo su questo possiamo essere d’accordo.
    Sul resto NO.
    La ” alta velocità” – sia quella in val di Susa, sia quella che si è realizzata sull’Appennino, sia quella che si sta realizzando a Firenze – è un’opera di feroce aggressione all’ambiente e al territorio . i danni già arrecati a falde acquifere, piante, abitazioni, sono sotto gli occhi di chiunque voglia guardare; i danni che seguiranno sono stati descritti e segnalati all’attenzione di chiunque voglia onestamente ( onestamente, questo è il punto ) verificare.
    Alta velocità : un’eternità per i lavori , un’enormità per i costi. Ai quali non corrispondono, tra l’altro, benefici. Benefici per i cittadini, intendo.
    Alternative ai tracciati imposti ci sono – a Firenze, poi, clamorosamente evidenti – e sono state spiegate, illustrate, documentate ; ma la stretta complicità in affari tra la cosiddetta destra e la cosiddetta sinistra ( con le cooperative “rosse” al centro ! ) ha vietato ogni ipotesi di progetti molto meno dannosi, molto meno costosi . E’ questo il partito del NO , al quale liberali, laici, raziocinanti , cittadini dovrebbero ribellarsi, con tutti i mezzi: civili e non violenti, ma decisi.
    Permettetemi, inoltre, di ripetere che il progresso – per essere tale; e non solo sviluppo – deve ( dovrebbe ) essere indirizzato a migliorare la qualità della vita. Il progresso non consiste – non solo – nella velocità. Piuttosto, nel caso dei trasporti ferroviari, nella puntualità, nella efficienza e sicurezza ( anche in caso di maltempo ) , nella pulizia, nella ramificazione della rete , in un servizio adeguato per le tante città e non solo per i capoluoghi di metropoli, in costi tollerabili per il cittadino medio.
    Invece i governi Prodi, Berlusconi, Passera-Monti, in questo simili se non identici, sono andati e vanno nella direzione opposta, usando come braccio operativo violento Trenitalia , il suo capobanda, la banda di servi complici, tutti – naturalmente – pagati e strapagati.
    Scusate la sintesi e la sincerità.

    Rispondi
  4. Paolo Marini

    4 Marzo 2012 alle 20:08

    Molte affermazioni di buon senso e dunque largamente condivisibile.
    L’unica cosa che mi domando (per non aver presente l’iter osservato e dunque per mia personale non conoscenza del medesimo) è se le consultazioni con i territori e le istituzioni rappresentative siano state gestite, a suo tempo, in modo corretto.
    Per il resto, un inseguimento estenuato del consenso senza del quale non si fa alcunché è la democrazia della paralisi e arriva fatalmente alla paralisi della democrazia.
    L’accostamento al terrorismo di certo contegno violento mi sembra onestamente eccessivo. Non tutta la violenza è “terrorismo”!

    Rispondi

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