Un terribile incidente sui viali di Firenze fa cogliere l’occasione per esternare ciò che si pensa da tempo.
I fiorentini sanno che cosa significa la mobilità in città. In certi momenti il caos. Quante scelte sbagliate dell’amministrazione comunale che chiude il centro e fa riversare tutto il traffico sui viali, unica circonvallazione della città. Dove gli automobilisti disperati e esasperati, nei punti in cui non c’è l’autovelox, e ormai lo sanno tutti, sfrecciano come a Monza.
Oggi come si dice c’è scappato il morto e per ora un ferito gravissimo. E speriamo che ce la faccia; madre e figlia in attesa a un semaforo.
Conosco bene la sensazione quasi di paura quando stai per attraversare il Viale Matteotti. E quante volte abbiamo pensato, e se perde il controllo? Chiaro che il fato ha fatto la sua parte. Ma non si lascia una città senza vie di scorrimento. E gli automobilisti e gli scooteristi, quando sanno che non rischiano multe, vanno a 100 all’ora, o almeno questa è la percezione. sarebbe molto più saggio mantenere una velocità moderata e scorrevole e non andare a singhiozzo, a spizzichi e bocconi, che è ancora più pericoloso.
E con i cantieri della tramvia la situazione è diventata insostenibile. Il viale dei Colli, nato nell’800 per le carrozze e i cavalli, è diventato l’unica via di scorrimento da un punto all’altro della città. E i viali tutti percorsi a folle velocità fra un rilevatore di velocità , temutissimo, e l’altro che ormai tutti sanno dove sono collocati. Sarebbe opportuno e utile che il sindaco , in emergenza e per un tempo limitato alla medesima, riaprisse la ZTL, il centro, e spegnesse le porte telematiche per alleggerire il traffico sui viali. Ma costui pensa che e tutti vogliono fare i furbi. Ed è sordo a qualsiasi istanza di buon senso. De coccio. E io parlo da residente in centro. Evidentemente non ama e non ha rispetto per i cittadini. Non abbastanza.
Chi ha perso il controllo non era positivo all’alcool test. Mentre scrivo non si sa se stava usando il cellulare.
Insomma gli incidenti accadono ma qui non c’è una giusta prevenzione.

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