
Esiste tutto un mondo di “opinion makers” che da una settimana compie sforzi inani per ricondurre i noti disordini a disagio giovanile, esclusione sociale, caro vita, ecc.
E, secondo me, lo fà nella piena consapevolezza che, invece, la matrice che informa i riots italiani e quelli europei trova il suo fulcro nel revanscismo jihadista.
Esattamente quello che si è lasciato crescere in oltre due anni di slogan “dal fiume fino al mare”, di finti genocidi, di cittadinanze concesse ad oscene suffragette antisemite, di drappi terroristici sventolanti in ogni piazza.
Anche dopo il fermo di uno dei presunti ideologi (un propal musulmanano di seconda generazione , che inneggiava al 7 ottobre, legato alla fratellanza musulmana, pienamente inserito in istituzioni e giornali che promuovono il più bieco palestinismo antisemita) si perpetua questa forma di autocensura.
Un pò per cinico opportunismo (pensano siano tutti voti per la sinistra e che le proteste indeboliscano il governo Meloni, anzichè l’esatto contrario). Un pò per inquinamento ideologico.
Tutta gente più o meno orfana dell’ideologia marxista (spesso anche marxista/leninista), che ha trovato il suo succedaneo nell’islamismo politico.
E c’è già chi teorizza questa ibridizzazione come già avvenuta: il riscatto delle masse oppresse dal capitalismo non passa più dal comunismo ma, per l’appunto, dall’islam.
Era già successo nel 1979.
Buona parte della sinistra mondiale (compreso il P.C.I.) si schierò per Khomeiny.
Con femministe che sostenevano che se portare il velo era la condizione per giungere al riscatto sociale allora valeva la pena cacciarselo sulla testa.
Poi a pagare dazio di questo folle abbaglio ideologico furono solo i malcapitati “progressisti” iraniani. Tutti sistematicamente accoppati.
Con gli intellò occidentali, naturalmente, a fare finta di nulla.
Di fronte a tanto autolesionismo nichilista il dovere di dire le cose come stanno diventa ancora più cogente.
E ALLORA VA DETTO A CHIARE LETTERE: SI SCRIVE PROPAL MA SI LEGGE EVERSIONE.
E L’EVERSIONE VA ISOLATA E REPRESSA.
ANCORA DI PIU’ SE NEL MIRINO HA LA NOSTRA LIBERTA’, I NOSTRI VALORI, I NOSTRI DIRITTI IN NOME DI UNA CREDENZA RELIGIOSA INTOLLERANTE, OPPRESSIVA .E INCIVILE CHE MIRA ALL’EGEMONIA
Stefano Pillitteri

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