Pur avanti con gli anni capisco solo adesso le critiche che da più parti in passato sono state mosse al popolo italiano. Parlare di pecore è un eufemismo. Il dileggiarsi nel generalizzare particolari non significativi e spesso nemmeno pertinenti contro l’unico governo che ci mantiene a galla fra i paesi occidentali, è penoso e triste. E non parlo di ideologia. Quella è morta con il muro. Mi riferisco ad una modifica dell’assetto mondiale che ha trovato impreparati tutti i leader dalla caduta del muro in poi. Mi riferisco alla conduzione fallimentare dell’Italia in questi ultimi 25 anni dove gli interessi privati (Berlusconi) e l’ottusità politica (sinistra e governo D’Alema e Prodi) hanno portato l’Italia al disastro (quasi). L’unica persona che con i suoi limiti, ed i suoi sempre maggiori e sciocchi detrattori dal cervello cortissimo, ha cominciato a riconsegnarci all’apprezzamento estero intraprendendo caparbiamente la strada di riforme, è Renzi. Guardarsi intorno e non riuscire a capire oggi che la qualità delle alternative (Salvini!!! – 5 stelle dall’ignoranza siderale) è fallimentare, è proprio da ottusi. Allora non solo non dobbiamo lamentarci dei giovani che vanno all’estero, ma dovremmo anzi favorire l’esodo anche dei meno giovani e scappare da questo pollaio/ovile.
Andrea Moroni – Firenze
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Caro Direttore
come prevedibile, dopo il primo turno delle amministrative risulta certo ed inconfutabile che nessuno ha perduto.
Non ha perso il PD, non ha perso Forza Italia e neppure la Lega, men che meno il M5s e FDI. Pensi, e non mi ritenga malizioso, che ha vinto persino Osvaldo Napoli a Torino con un ” fantastico 5% “. Persino la Sig. Beta (ex grande fratello 1) ha vinto ricevendo ben un (1) voto, probabilmente il suo. Anche la show girl Simona Tagli ha ricevuto un plebiscito di 13 voti ( ma lei ha 7, tra fratelli e sorelle). Insomma tutti vincitori. Le faccio una confidenza : per non essere da meno ,ho vinto pure io: ben 10 € al gratta e vinci.
La saluto cordialmente.
Oberti Maurizio
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Ho deciso di utilizzare questa volta lo spazio del mio editoriale per rispondere alle lettere di due lettori. Per un motivo semplice: riflettono benissimo, messe assieme, sentimenti largamente diffusi nel Paese. In quella di Andrea Moroni, la desolante sfiducia di chi, consapevolmente o meno, non crede troppo nella democrazia. Espressioni come “…i suoi sempre maggiori e sciocchi detrattori dal cervello cortissimo..“ e “… Guardarsi intorno e non riuscire a capire oggi che la qualità delle alternative … è fallimentare, è proprio da ottusi“ sono, queste si assai tristi. In democrazia, sig. Moroni, le differenze non solo si accettano. Sono le benvenute. C’è qualcosa di gravemente preoccupante nel sentimento di precoce caduta dell’impero che sta seminando sgomento nei sostenitori della prima e della seconda ora di Renzi. E, ancora peggio è consolarsi considerandosi la parte eletta del popolo, illuminata da un leader infallibile. Cose che pensavamo di avere messo definitivamente alle nostre spalle. Se le critiche e l’insofferenza verso il governo attuale crescono, lo si deve ad un motivo assai semplice, caro Moroni. La gente, a torto o a ragione, pensa che Renzi non abbia tenuto fede alle promesse e che, ormai, non sia più in grado di farlo. E‘ successo con tanti altri prima di lui, che poi si sono dovuti difendere sopratutto dai più sfegatati dei loro ex sostenitori. In democrazia non siamo mai all’ultima spiaggia. La soluzione di ricambio si crea sempre.
Per questo ci conforta la lettera del disincantato Maurizio Oberti. Guardare con ironia e distacco alle vicende politiche, nel caso in specie alla pretesa di essere tutti vincitori, è un bene. Assicura moderazione nei giudizi e, presumibilmente anche nei comportamenti. Tutti noi mortali, comuni o eccellenti, passiamo. Il mondo resta. E comunque va avanti.
N.C.

Le persone come Moroni sono deluse dalla realtà, che spesso è dura da sopportare.
Renzi, come Valls, soffrono di un male che si chiama ego smisurato, debordante, che non vede e non sente, ottuso. Confondono l’agitazione con l’azione, la commemorazione con la soluzione, scambiano la patologia della dipendenza ai social network e il ditino veloce sullo schermino (ditino, schermino, cervellino), a quella che dovrebbe essere spessore morale, culturale e politico, cioé tutto il contrario di Renzi.
Quanto all’ignoranza dei pentastellati, non corrisponde al vero, o allora si deve dire che ignoranti e capaci sono in ogni schieramento.
Gli elettori, democraticamente, sceglieranno domenica prossima e in ottobre.
Appunto, Nicola, ” non siamo mai all’ultima spiaggia “. Ma ai fanatici dell’inquilino di Palazzo Chigi salvatore e all’inquilino stesso che ha da poco coniato il suo nuovo motto ” Io rischio non fischio “, vorrei ricordare il famoso detto di Oscar Wilde: ” Per non sembrare stupidi a volte è preferibile tacere piuttosto che aprir bocca e togliere ogni dubbio “.