Indipendentemente da come andrà a finire la crisi di governo, Berlusconi bis o elezioni anticipate, una cosa è certa: è finita la fase propulsiva di questo centro destra. La CDL ha fatto molte cose buone ma ha fallito il progetto di fondo: trasformare il Paese liberandolo dalle scorie di decenni di una politica basata sui compromessi . Le ragioni sono molte ma la principale è che Forza Italia non è riuscita a diventare quel partito liberale di massa che era nelle intenzioni del suo fondatore. E’ diventata un movimento di massa ma non un partito e tanto meno di stampo liberale. A frenarla, dal punto di vista politico sulla strada del rinnovamento, la cultura statalista prevalente in Italia, ben impersonata da Alleanza Nazionale e UDC. Il fatto che la fase propulsiva di questo centro destra sia terminata non vuol dire naturalmente che la CDL sia politicamente finita, l’alleanza può benissimo andare avanti ancora per un anno, può addirittura vincere di misura le elezioni del 2006 ma si tratta di un procedere per inerzia che non porterà nessuna di quelle novità politico-programmatiche di cui il Paese ha bisogno. Speculare la situazione sul fronte del centro sinistra. Anche questa coalizione ha al suo interno molteplici contraddizioni che supera solo grazie all’avversione a Berlusconi. Lo sfaldarsi del polo moderato avrà così ripercussioni anche su questo versante. Difficile capire quanto durerà questa fase di transizione e soprattutto quale sarà il suo sbocco. Chi, come noi, si colloca su posizioni laiche e riformiste può solo proseguire nel tentativo, titanico, di tenere insieme quanti pensano che l’Italia abbia bisogno di una politica basta sul rigore economico, sul recupero di efficienza, sul riconoscimento di meriti e bisogni, sull’allentamento dei tanti vincoli che frenano il naturale dinamismo del nostro tessuto sociale. Si tratta in definitiva di dare una mano alla crescita di una cultura basata su questi valori che sono lontano mille miglia dall’assistenzialismo, dalla difesa delle rendite di posizione, dallo statalismo imperante che, da una sempre più probabile vittoria del centro sinistra, trarrà nuova linfa ed alimento. Poi, quando i movimenti del quadro politico saranno più chiari e inizieranno a delinearsi i nuovi schieramenti, decideremo il da farsi. Tenendo naturalmente a punto di riferimento i valori enunciati

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