Il 22 o 23 aprile saranno convalidati i risultati delle elezioni regionali. Entro i successivi otto giorni ci dovrà essere la scelta del collegio per quanti sono stati eletti in più circoscrizioni. Dopo dieci giorni dalla data della convalida si terrà la prima riunione del Consiglio con la presentazione della Giunta e del programma. Fin da ora però si prospettano due problemi politici di una certa rilevanza, il primo attiene alla maggioranza, il secondo all’opposizione. Si tratta dell’eventuale nascita, anche in Toscana, dell’Unione, vale a dire l’allargamento della coalizione di Toscana Democratica a Rifondazione comunista, e, sul fronte della centro destra, della sottoscrizione o meno di un nuovo patto istituzionale che, nella scorsa legislatura portò all’assegnazione alla Casa delle Libertà di alcuni posti ai vertici del consiglio e soprattutto all’approvazione di Statuto e legge elettorale.
Il primo problema, Unione sì/Unione no, in pratica è già risolto. Il risultato elettorale assegna non tanto a Toscana democratica ma addirittura a Uniti nell’Ulivo, Ds, Margherita, Sdi e Repubblicani europei (questi ultimi solo per finta), la maggioranza assoluta dei seggi, 34 su 65. Una garanzia totale, per i riformisti del centro sinistra, che l’accordo con Rifondazione si farà esclusivamente alle loro condizioni. E’ per questo che i leder DS, da Filippeschi ad Auzzi, da Martini a Domenici, hanno già evidenziato come l’accordo sia la priorità politica della coalizione. Sono tanto convinti di questo che hanno già offerto al PRC anche l’allargamento della maggioranza che regge Palazzo Vecchio. In Rifondazione, l’ala sinistra cerca di mettere dei paletti in nome della purezza programmatica ma il solco ormai è tracciato. Dopo il risultato delle regionali, è impensabile che il fronte non si compatti per dare a Berlusconi la spallata finale. L’accordo comunque, anche se fatto alle condizioni e sotto le insegne di Uniti nell’Ulivo, non potrà umiliare Rifondazione e si concretizzerà in un accettabile spostamento a sinistra del quadro politico e in tanta demagogia sul tipo del nuovo assessorato alla “cooperazione, al perdono e alla riconciliazione”.
Diversa la situazione nel centro destra. Qui le bocce non sono ancora ferme. Sul patto istituzionale ci sono tre posizioni. Forza Italia, pur dicendo che i DS non hanno rispettato le intese, sembra rinunciare malvolentieri ai vantaggi che possono derivare dall’accordo, tipo qualche posto negli organi direttivi del consiglio. An è decisamente contraria a ripetere l’esperienza. L’Udc sta nel mezzo. Nella passata legislatura era favorevole al patto ma contraria a portarlo alle estreme conseguenze tipo Statuto e legge elettorale. I prossimi giorni ci diranno la strada che verrà intrapresa. A noi sembra, e da queste colonne lo abbiamo più volte denunciato, che aver dato, nella passata legislatura, all’intesa istituzionale l’interpretazione estensiva che le fu data sia stato un errore capitale pagato in voti e credibilità. L’inversione di rotta è essenziale per dare gambe ad un progetto alternativo per la Toscana, a patto che insieme alla musica cambino i suonatori, almeno quelli chiamati a dirigere l’orchestra.
FRA 15 GIORNI IL NUOVO CONSIGLIO REGIONALE
Il centro sinistra punta sulla nascita dell’unione. Il centro destra verso una politica di opposizione vera

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