Da un po’ di giorni sui giornali si vedono riquadri di pubblicità con vari articoli della Costituzione della Repubblica Italiana. Pubblicità affascinante, a cura della presidenza del Consiglio, ovviamente. La Costituzione quest’anno compie sessant’anni. Nei principi e nello spirito quel testo pensato e scritto dai cosiddetti padri costituenti è più “giovane” di tante leggi anche recenti, che a quella Carta dovrebbero ispirarsi. Bell’idea. Le stesse pubblicità sono fatte benino. Sfondo a colore storico, messaggio essenziale, utilità ripetuta. E anche lo slogan non è affatto male: “La Costituzione. Noi, nero su bianco”. E poi: “Leggerla è il miglior modo di festeggiare”. Di più, per festeggiarla meglio bisognerebbe impararla. Magari a memoria. Ha fatto bene il presidente della Repubblica Napolitano a ricordare che la Costituzione è ancora una “bella signora” che ha qualche ruga.Tradotto: i principi sono ancora validi e moderni, i ritocchi sono doverosi soprattutto nella seconda parte, relativa all’ordinamento, ai poteri, alle amministrazioni locali. Napolitano ha fatto bene a tenerne una copia in bella mostra durante le riprese televisive del messaggio di Capodanno. Napolitano invita sempre le scolaresche che vanno a visitare il Quirinale a studiare educazione civica e la carta fondamentale dello Stato, votata dall’Assemblea costituente sessant’anni fa, atto che ha segnato l’avvio della democrazia popolare in Italia. Tutto bene. Ma la domanda è scontata. Conosciamo o conosciamo bene la Costituzione? Mh, se siamo sinceri fino in fondo dobbiamo dire di no. Salvo gli studenti di giurisprudenza, operatori del settore, avvocati, magistrati, varie categorie occupate nelle giurisdizioni, un po’ di stampa specializzata, studenti volenterosi di qualche liceo, qualche appassionato, si puo’ azzardare che in giro ci sia davvero poca gente che può dire di conoscere la Costituzione. Ma sì, forse si conosce qualche articolo più rinomato e citato, tra i primi dodici, forse l’articolo 21 sulla libertà di espressione, forse qualche articolo sulla libertà di culto, o sulla formazione del governo o sulla giustizia, ma difficilmente si conosce la Costituzione nella sua sistematicità e completezza. Sfida per il 2008. imparare a memoria la Costituzione. Più provocazione o più esercizio? In effetti la scuola italiana potrebbe fare molto ma molto per instillare un maggiore senso civico e di appartenenza e oserei dire di amicizia con lo Stato, che contribuiamo a comporre e a sostenere, nelle varie forme previste proprio dalla Cosituzione, attraverso partiti, associazioni, formazioni. Andava sicuramente bene mandare a memoria, come si diceva, “ la donzelletta vien dalla campagna” del mitico sabato del villaggio o per rimanere in zona tradizionale l’altrettanto mitico “Ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro stesse la spoglia immemore..” ma allora se lo sforzo si può fare per le poesie che hanno fatto la letteratura italiana più conosciuta e studiata perché non tentare di appropriarsi, a memoria, del testo che ha cambiato il nostro sistema e regola di fatto la nostra vita? Ovviamente a gradi, a capitoli, o per articoli che piacciono di più, insomma al di là della sfida e della provocazione, la Costituzione potrebbe diventare un libro da tenere sul comodino come le Confessioni di Sant’Agostino o l’ultimo libro di Dan Brown o di Vespa. Va a gusto. Cinque dieci articoli a sera e sicuramente domani ti senti più italiano. E più cittadino, che non fa mai male.
Fabrizio Binacchi
www.virgola1.splinder.com

Per continuare a sperare nelle future classi dirigenti ,o meglio nella loro attività onesta e funzionale , dovremmo EVITARE che , secondo l’indirizzo del grande e famigerato riformatore Bassanini ,i massimi dirigenti vengano nominati da Ministri ed Assessori , in base più a caratteristiche di fedeltà che di requisiti di legge . “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge “ recita il 97 C. Non dice che si accede mediante nomina dall’alto ,o per assegnazione di consulenza .Mentre evidenzia l’opportunità di garantire “che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione “.
Certo , ma poi quali sono i diritti degli “onorevoli”comandanti…… ? Lo si legge nel 51 C. ,che termina dicendo “Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e DI CONSERVARE IL SUO POSTO DI LAVORO ”…………che non significa “altra poltrona” od “indennità di mancata rielezione “!
E poi “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.” (Art 36 ); ed ancora il 38 “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati MEZZI ADEGUATI ALLELORO ESIGENZE DI VITA in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.”….i mezzi adeguati verranno dai carrozzoni pensionistici o da risorse totalmente individuali ? Ad oggi ,i mezzi super adeguati provenenti dalle casse pubbliche spettano solo a chi non dovrebbe averli ,gli onorevoli; per loro sì:” Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti “. Ma solo per loro .
Leggendo il 48 (Il voto è personale ed eguale, libero e segreto) ,come si fa ad ammettere la lista elettorale presentata dalla segreteria di partito ,senza avere possibilità di scelta ? E parlando di voto ,è chiaro che la scelta non può essere preventiva ( tipo primarie maccheroniche ) , od obbligata( con lista bloccata) . Mentre per il 49 ,” Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per CONCORRERE CON METODO DEMOCRATICO a determinare la politica nazionale.”. Vi risulta ?
E gli articoli 39 e 40 , su sindacati e diritto di sciopero ?Ed il 48 (Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.)…forse non esiste più , dato che il diritto ad ESSERE VOTATO spinge sui seggi parlamentari molti riconosciuti rei di colpe varie…
Tutto sommato ,la conoscenza è una cosa ; la applicazione anche di norme ignorate mi sembra altra questione. Prima di aggiornar e modificare , vediamo di attivare compiutamente quanto invece è deliberatamente e colpevolmente desueto !!
AUGURI DI BUON 60°, 600 DI QUESTI ANNI.
Non so se la memoria possa aiutare o meno alla cittadinanza attiva, anzichè al bieco qualunquismo a buon mercato, se non all’ignoranza crassa, che sale nel Paese dai quindicenni in su e che spesso è il peggiore dei mali (per dirla con Confucio).
Sullo spirito e i principi nulla da eccepire, spero, da nessuna prospettiva, maggioranza, opposizione, centrodestra e centrosinistra.
Data la grande coalizione dei costituenti, laici e cattolici, liberali e socialisti l’hanno armonizzata bene.
In teoria gli unici, legittimi, detrattori potrebbero radunarsi tra neo-nazifascisti, neo-monarchici e forze neo-eversive.
Libertà, personale e d’impresa (fuori dall’organicismo statalista), solidarietà tra le classi (superando l’egoismo classista), e uguaglianza (sostanziale, non solo formale e astratta), laddove (art.3 co.2) si parla di rimozione delle cause di inefficacia.
Forse ciascuno, dal singolo cittadino allo Stato, potrebbe fare di più per un adempimento e un’ottemperanza meno lacunosa.
Se il ministro Fioroni vuol dare una svolta ai tristi esiti emersi dal livello comparato dei nostri studenti rispetto agli altri europei, più che mordersi le mani o invocare il “sacro” terrore, inserisca sin da subito lo studio della Costituzione nella scuola dell’obbligo, in III^ media.
Potremmo così ricominciare a sperare nelle future classi dirigenti.
FRANCESCO ATTOLICO
DEMOCRAZIA SOCIALE EUROMEDITERRANEA PUGLIA attolico.dsepuglia@tele2.it