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BASSOLINO E LA IERVOLINO SE NE VADANO!

Quando diciamo che occorre creare un nuovo soggetto politico nel quale confluiscano laici, liberali e socialisti, il cui primo connotato sia l’autonomia, intendiamo anche questo: che tale soggetto non resterebbe un secondo di più nelle giunte della Campania o di Napoli a coprire i responsabili dello sfascio.

di Redazione Pensalibero.it | 4 Gennaio 2008

Sappiamo di essere ripetitivi. Di concetti già espressi da noi e, sopratutto in questi giorni, da altri.
Domanda: se fosse successo ai tempi di Gava, Scotti, Cirino Pomicino, De Lorenzo, Di Donato, cioè i maggiorenti della città ai tempi della “prima repubblica”, quello che succede ora a Napoli?
Ve le immaginate le campagne di stampa? Repubblica, l’Espresso, il TG 3, ma anche il Corriere della Sera, i moralisti un tanto al chilo prontissimi a denunciare ma, se del caso, anche a tacere, e giù giù tutti gli altri avrebbero fatto un tale casino (giusto, peraltro) fintanto che, inesorabilmente si sarebbe mossa la magistratura secondo uno spartito già scritto. Gli esponenti dell’allora pentapartito sarebbero finiti nel tritacarne delle inchieste e dei processi mediatici. Un folla di Pm avrebbe contestato loro una serie di reati. E se le accuse fossero risultate infondate, gli inquisiti sarebbero comunque stati tenuti a bagnomaria per mesi o per anni e, alla fine, affondati con l’arma decisiva del concorso esterno. Contro la quale, come è noto, è impossibile difendersi, tanto è impalbabile e indeterminata l’accusa.
Siamo invece nel 2008. Sono passati sedici anni dalla “rivoluzione giudiziaria”. Bassolino, presidente della regione Campania, e Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli, sono ininterrottamente al vertice del potere da tre lustri: come sindaco partenopeo e presidente della regione il primo, come nunistro dell’interno e sindaco la seconda. Provengono l’uno dai DS, l’altra dalla Margherita ma ora sono dello stesso partito, il PD. E, dunque, che l’immondizia seppellisca pure Napoli e parte della Campania, perché non possono esservi colpevoli né soluzioni al problema. Al più si possono chiamare in causa la Storia e la Sociologia per dimostrare che colpevoli siamo tutti.
Fino ad oggi è avvenuto questo. E si è consentito che fosse considerato normale che per anni la spazzatura ornasse vie e piazze di mezza Campania, soprattutto a Napoli.
Ecco, quando diciamo che occorre creare un nuovo soggetto politico nel quale confluiscano laici, liberali e socialisti, il cui primo connotato sia l’autonomia, intendiamo anche questo: che tale soggetto non resterebbe un secondo di più nelle giunte della Campania o di Napoli a coprire i responsabili dello sfascio. E che se non bastasse, ne faremmo una questione nazionale.
Nella tradizione che annovera uomini come Einaudi, Saragat, La Malfa, Nenni e Craxi questa capacità di farsi interpreti del buon governo è scritta a lettere maiuscole. Assieme a quella di indicare le grandi opzioni strategiche in politica estera, in economia e nel campo delle libertà e dei diritti civili.

P.

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo matacena

    8 Gennaio 2008 alle 01:00

    beh, la soluzione ce l’avrei, dare Napoli e la Campania in gestione ai francesi o agli svizzeri accanto ai quali vivo. Le aiuole sarebbero fiorite, le strade pulite, già…ma forse gli elettori che da tanti anni eleggono questa “spazzatura” politica, si meritano solo di finirci dentro alla monnezza fino al naso.

    Rispondi
  2. Puccio cartoni

    6 Gennaio 2008 alle 15:21

    A me sembra che “la capacità di farsi interpreti del buon governo” sia stata ereditata miracolosamente ( ma non si sa ad opera di chi ) proprio da coloro che attualmente governano ; che sono il massimo del buon governo ,direi ! Sono bravissimi ,per definizione !Anzi , sembrano tutti alla ricerca spasmodica della definizione giusta per autoreferenziarsi : “democratico” , “del popolo” ,e via dicendo . . E quindi appare inutile eccepire : siamo in democrazia ,che diamine , ed abbiamo la libertà di esprimere tutta la nostra fiducia nei vari Veltroni ,Prodi , Jervolino e Bassolino . In ogni caso bisogna pensare al bene del popolo ,e non a scappare : chi parla di dimissioni è un criminale ! Nessuno si dimette ,e giustamente,da molti anni a questa parte….
    Caro amico Mercanzin , “la CRISI SPAVENTOSA DELLA POLITICA,( ma meglio sarebbe specificare “del mondo proprio di questi nostri politicanti” n.d.r. ) tenuta in piedi da contributi alla Fondazione Montalcini, o dai ricatti all’imprenditore Pallaro, perché questi signori garantiscano il proprio voto senatoriale” è davvero il PRIMO punto in ordine di importanza ,e non il secondo. Infatti ,per combattere da subito l’attenzione della gente su di questo problema ,la Casta ha coniato un neologismo ad hoc (declamato core in mano anche dall’attuale Presidente della Repubblica),la “antipolitica”,evidentemente fascinoso ,nella sua incomprensibilità.
    I punti A e C , “l’ascesa dell’inflazione “ e “l’incremento spaventoso di una spesa pubblica inefficace, inefficiente ed antieconomica”, ne sono per buona parte la pratica e logica conseguenza.
    Per questo la stampa di informazione (cosiddetta) ,di proprietà di questi gestori della politica ,mette la massima cura nello sviare l’attenzione .
    Torna in mente , al proposito di simili argomenti , la nota canzone ‘o caffè’ di De Andrè :…”e lo Stato che fa…..si indigna…poi getta la spugna con gran dignità !”. Appunto !
    E si può ascoltare tal Clemente Mimum , da direttore di mamma R A I ripescato a mezzo busto su Mediaset , raccontare al TG5 delle ore 20,00 (il 5 gennaio ) l’incredibile storia di un comandante di polizia municipale licenziato dal suo Sindaco per ché scarso raccoglitore di multe . Se davvero il Bilancio di Previsione dei Comuni contemplasse un tot di multe da fare , commentava il Mimum a difesa del Sindaco ,”dove andremmo a finire ?” E qui si pone un dilemma lancinante : o è scemo lui o siamo scemi noi , che stiamo all’ascolto.
    Purtroppo , sic stantibus rebus ,dobbiamo avere il convincimento che il “nuovo soggetto politico nel quale confluiscano laici, liberali e socialisti, il cui primo connotato sia l’autonomia” , se aspetta di sorgere chiedendo la benedizione degli attuali reggitori , o magari inglobando qualche ex a cui affidare la propria visibilità , corre il rischio , sì ,di ricevere il bollo del Comune , ma a prezzo della rinuncia alla propria funzionalità .
    Sarebbe un conato assolutamente inutile , ed improduttivo.
    Bisogna trovare il modo di parlare ed evidenziarsi senza perdersi alla ricerca di salvacondotti .

    Rispondi
  3. Silla Cellino

    5 Gennaio 2008 alle 11:37

    Questa vicenda dei Bassojervolino è veramente sconcertante. Per di più ci si mette anche Umberto Ranieri, ex comunista di destra ed ora bempensante di area governativa per tutte le evenienze. Nell’ intervista rilasciata ieri al Corriere lui sicuramente avrà pensato di dire parole chiare ed importanti per i destinatari e invece ha detto:
    a) che siccome bisogna essere franchi la responsabilità è di tutta la classe politica locale, ma in primo luogo del centro destra che di guai ne ha fatti parecchi anche ora che è all’opposizione
    b) che però le responsabilità sono di chi governa e amministra; e allora se ne devono andare? no, devono riflettere sui propri errori
    c) che deve prendere il via una strategia concreta che i cittadini possano verificare nei risultati, altrimenti le personalità investite di maggiore responsabilità (chi? se ne devono andare?) … no, facciano un passo indietro
    d) e il governo? non si è reso conto della gravità della situazione, avendo guardato “distrattamente” a queste vicende; ora è necessaria una commissione d’inchiesta che imponga l’adozione di misure drastiche, individuando i soggetti responsabili, che possono essere solo le autorità locali; se non eseguono si commissariano? forse, ma non si dice così, piuttosto che si ricorre al rimedio estremo della loro sostituzione.
    E meno male che, in fatto di onestà intellettuale, si riscatta in fondo: per i parlamentari eletti nella regione, anche per chi, dioneguardi, non ha mai fatto mancare il proprio contributo critico, resta, in caso di ulteriore fallimento, solo la prospettiva (di dimettersi?) … no, di non poter non avvertire la necessità di riconsiderare il proprio mandato.

    Rispondi
  4. Giampaolo Mercanzin

    5 Gennaio 2008 alle 10:51

    Purtroppo non parliamo più di ALITALIA E MALPENSA

    Ancora una volta, ARGOMENTII IMPORTANTI – Ferrara sull’aborto – o la questione Monnezza a Napoli – hanno distolto l’attenzione da un problema NAZIONALE vero, fondamentale per la nostra credibilità e per la nostra economia. Qui il prof. Sartori, SCIENZIATO DELLA POLITICA, dovrebbe dire la sua visto che la tecnica di governo che lui ha studiato e divulgato, prevede proprio che nei momenti di difficolta per i GOVERNANTI, si trovino degli aergomenti su cui catapultare l’attenzione dei cittadini, passando nel dImenticatoio le decisioni scomode. Anche questa volta questa tecnica sta funzionando, e noi allocchi corriamo dietro alle notizie fatue, dimenticando quelle vere e durature per la nostra sopravvivenza. Oltre a quelle citate merita un piccolo ricordino: A) l’ascesa dell’inflazione che CREERA’ LA SPIRALE PREZZI/STIPENDI; B) la CRISI SPAVENTOSA DELLA POLITICA, tenuta in piedi da contributi alla Fondazione Montalcini, o dai ricatti all’imprenditore Pallaro, perché questi signori garantiscano il proprio voto senatoriale; C) l’incremento spaventoso di una spesa pubblica inefficace, inefficente antieconomica, ecc. E, non le stelle, come ho visto in titoli di quotidiani, ma noi socialisti stiamo a guardare ed a rimirare le GRANDI AFFERMAZIONI PREOCCUPATE DI R. VILLETTI.

    Rispondi

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