Un particolare – forse il più importante- non è stato evidenziato dal dibattito che si è acceso in seguito alla nomina tra i segretari della Camera dell’on Sergio D’Elia.
L’ex terrorista, ora deputato della Rosa nel Pugno, condannato per l’ucccisione a Firenze dell’agente di polizia Fausto Dionisi, ha fatto per intero tutto il suo percorso.
Espiata una parte della condanna, ha fruito dei benefici previsti dalla legge per iniziare un percorso che gli permettesse di iniziare una nuova vita.
Non entriamo nel merito della disputa sull’opportunità o meno della sua candidatura al Parlamento e della successiva designazione all’ufficio di Segretario.
Ci sembra però pertinente una annotazione. D’Elia è giunto in Parlamento, come tutti i suoi colleghi deputati e senatori, direttamente su designazione dei vertici del suo partito. Gli elettori niente hanno potuto dire in merito perché, come sappiamo, sono stati espropriati del diritto di esprimere il voto di preferenza.
Se ci fosse stato ancora il voto di preferenza, ora non assisteremmo ad una discussione a posteriori e perciò inconcludente. Si sarebbero pronunciati direttamente gli elettori, al momento giusto. E oggi, la discussione sarebbe diversa, più serena. Con D’Elia pienamente legittimato, se eletto. Oppure escluso dal Parlamento se bocciato
Sergio D’Elia: chi lo ha eletto?
Se ci fosse stato ancora il voto di preferenza, ora non assisteremmo ad una discussione a posteriori e perciò inconcludente. Si sarebbero pronunciati direttamente gli elettori, al momento giusto.

Purtroppo il problema non è D’Elia che è stato condannato giustamente, ha scontato la sua pena giustamente, una volta liberato ha fatto ammenda e si è ricostruito una vita onesta e libera, il problema sono quei deputati che sono stati condannati, e approffitando della carica di onorevole hanno evitato di scontare la pena e non si sono affatto pentiti di quello che hanno fatto ma accusano i magistrati di perseguitarli.
Concordo sulle considerazioni in ordine al voto di preferenza e alla visione liberale circa il diritto di un ex terrorista…..di ricostruirsi…Non posso però sottacere all’irrsponsabilità di quel fanatico di pannella e della sua “corte” che non perde occasione per violentare il parlamento con discutibi personaggi poi eletti, dai folli e condannati ideologi della violenza, da porno attrici e ora da non un terrorista, ma da un assassino. E ha poco il redento, invitare i parlamentari di non etticchettarlo renderlo prigioniero del suo passato, è un passato che offende le coscienze democratiche e fa violenza a quanti sono stati colpiti dalla folia omicida di quei “compagni” che sbagliavano…Senso dello stato ritrovato sarebbe voluto dire, per una persona come lui che si è macchiata di gravi reati verso la repubblica che voleva abbarrere, rimanere nel silenzio e in punta di piedi riconquistarsi un ruolo di diritto che gli spetta, ma non occupando uno scranno parlamentare tantomeno assumere un ruolo nell’ambito delle funzioni della camera.
Confido molto in queste ore sullo sciopero della fame e della sete di pannella e nello….spirito santo, ammesso che esista. dacci una prova???