Per me e’ successo l’incredibile. Si dice: la vestizione di Silvia all’arrivo, la esibizione pubblica della conversione non sono state un atto spontaneo della ragazza, ma una manifestazione di propaganda voluta dai terroristi, come trofeo e evidenza, agli occhi del mondo, di una vittoria morale. Forse non e’ vero o e’ una forzatura. Ma il governo poteva prevedere che sarebbe successo. E organizzare in tutt’altro modo il rientro di Silvia: in forma sobria, senza spettacolo mediatico, con discrezione e con dignita’. Come avrebbe fatto qualunque altro governo in Occidente. Evitando ogni pur lieve sospetto di una umiliante vittoria mediatica dei banditi. Conte e Di Maio, invece, hanno persino battagliato su chi dovesse intascarsi il dividendo dello spettacolo. In questo modo i due politici hanno svilito, anche, l’azione dello Stato e dei suoi coraggiosi ed eroici militari. Passati in secondo piano e offesi dall’immondo sospetto di una messinscena inquietante di propaganda per i criminali. Avrebbero potuto almeno dichiarare al rientro di Silvia: “ora basta. I rapimenti per finanziare il terrorismo devono finire. Nessun italiano partira’ piu’ per quelle zone senza il ruolo vigile dello Stato” . E, infine, i due politici hanno lasciato deviare, irresponsabilmente, la delusione e le perplessita’ di molti italiani, per lo spettacolo simbolico del rientro, in diffidenza verso la povera ragazza. Cioe’ la vittima. Se fosse vero, quello che e’ successo e’ molto piu’ grave di un dpcm scritto male. Sfiora l’alto tradimento. Non credo che in Francia, Germania o Inghilterra sarebbe successo.
Umberto Minopoli (pubblicato su facebook)

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