
A Gaza la malnutrizione ha privato migliaia di madri della capacità biologica di allattare i propri figli. La carenza estrema di cibo e acqua potabile impedisce ai corpi delle donne di produrre latte a sufficienza. I neonati rischiano la fame nei primi mesi di vita.
L’allattamento al seno richiede un apporto calorico e idrico regolare che l’attuale crisi umanitaria rende impossibile. Le organizzazioni sanitarie segnalano che lo stress psicologico acuto legato ai bombardamenti blocca ulteriormente il riflesso di eiezione del latte. Le madri si trovano costrette a cercare alternative in un contesto dove il latte artificiale è introvabile o preparato con acqua contaminata.
La mancanza di nutrienti per i neonati accelera i casi di deperimento cronico e arresto della crescita. I medici sul campo denunceranno gli effetti a lungo termine di questa deprivazione sulla salute cognitiva e fisica di un’intera generazione. Gli aiuti umanitari non riescono a coprire il fabbisogno minimo di integratori e alimenti terapeutici necessari per invertire la tendenza.
La malnutrizione ha privato migliaia di madri a Gaza della capacità biologica di allattare i propri figli. La carenza estrema di cibo e acqua potabile impedisce ai corpi delle donne di produrre latte a sufficienza, mettendo i neonati a rischio fame nei primi mesi di vita. Secondo i dati diffusi da organizzazioni come Save the Children e Medici Senza Frontiere, oltre il 40% delle donne in gravidanza o in allattamento nella Striscia soffre di malnutrizione acuta.
L’allattamento al seno richiede un apporto calorico e idrico regolare che l’attuale crisi umanitaria rende impossibile. Lo stress psicologico acuto legato ai bombardamenti blocca ulteriormente il riflesso di eiezione del latte. Le madri si trovano costrette a cercare alternative in un contesto dove il latte artificiale è introvabile, ha costi inaccessibili o viene preparato con acqua contaminata.
E allora guardateli, se avete il coraggio. Guardateli questi figli della rabbia e del deserto, ridotti a piccoli spettri di pelle e ossa prima ancora di aver imparato a respirare. Guardate quelle madri dai seni aridi, svuotati non dal tempo, ma dalla ferocia degli uomini e dall’indifferenza di un mondo che preferisce girarsi dall’altra parte. L’allattamento, che è il primo, ancestrale patto d’amore tra la vita e la terra, a Gaza è diventato un lusso proibito. Un miracolo biologico spezzato dalla fame.
Ci riempiamo la bocca di parole altisonanti: diritti umani, diritto internazionale, corridoi umanitari. Ma la verità nuda, cruda e spietata è che stiamo permettendo che il futuro venga abortito sui letti d’ospedale di una terra martoriata. Quando i militari requisiscono il latte in polvere e lo gettano nella spazzatura come fosse contrabbando, non stanno solo conducendo una guerra. Stanno commettendo un delitto contro la natura stessa. Stanno assassinando il domani.
L’Europa assiste, trema, compila dossier e balbetta risoluzioni inutili nei suoi salotti profumati. Ma la storia non dimentica. Questa generazione di sopravvissuti, cresciuta senza il calore del latte materno e nutrita solo di acqua sporca e disperazione, non ci perdonerà. Avrà lo sguardo duro di chi è stato tradito fin dalla culla. E noi, con la nostra vigliacca neutralità, saremo complici di ogni singola goccia di vita che oggi si spegne nel silenzio.
Giuseppe Basilico

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