Perché sono affascinato da due ore e mezza di dibattito tra Sego e Sarko , per di più in francese , lingua per me non particolarmente facile ?
Prima spiegazione : l’alternativa è assistere alla demolizione del Manchester da parte del Milan , spettacolo decisamente indigesto per un interista .
Seconda spiegazione : stabilito che esistevano altre alternative potabili , sono rimasto a guardare i candidati alla leadership di un grande Paese europeo e latino per via dell’immagine dei due contendenti che si sovrapponeva nella mia mente a quella di Prodi e Berlusconi , provocandomi una fatale attrazione subliminale generata per differenza.
Terza spiegazione : preso atto del fatto che esistono alternative d’immagine italiana migliori ( che so, Melandri-Casini) , probabilmente sono rimasto colpito dal fatto che i suoni emessi dai due non erano né barriti né squittii infarciti di intercalari “come dire” , ma assomigliavano ad un ordinato , pacato e chiaro discorso.
Quarta spiegazione : ricordandomi che gente in grado di parlare bene e stare a tavola con educazione tutto sommato non manca nemmeno da noi , forse sono rimasto colpito dal fatto che i due candidati parlassero di politica, di problemi sociali reali , formulassero ipotesi e soluzioni , sollecitassero il sostegno elettorale dei telespettatori su una scelta e non sullo scintillio degli occhi azzurri ( di cui sono entrambi dotati, peraltro ) o sull’impatto della folta capigliatura (naturale , per entrambi) .
Quinta spiegazione : stabilito che Tremonti e la Finocchiaro , se vogliono, sono egualmente in grado di dibattere con competenza e precisione , ho pensato che a trattenermi al video fosse la curiosità di vedere come sono fatti dei leader veri , che hanno conquistato la guida dei rispettivi schieramenti certamente conoscendo e probabilmente maneggiando bene i “ machiavellismi “ della politica francese , che a tutto somiglia tranne che ad un pranzo di gala , ma non se ne sono fatti condizionare oltre misura , mantenendo le proprie convinzioni , imponendo il proprio marchio ed il proprio stile ai rispettivi schieramenti.
Segolene Royal ha affrontato a viso aperto i tromboni dell’orchestra mitterandiana , come Lang e Fabius, mostrando a tutti come il suono solista di questo strumento fosse inutile senza il direttore d’orchestra ; ed i trombati dell’era geologica socialista precedente , come Jospin e Rocard , relegandoli senza troppo garbo nell’armadio degli abiti dismessi . Li ha battuti in elezioni primarie , sul piano delle relazioni accademiche e politiche, dell’immagine stampa , ritrovando la gente , quella vera , quella che cerca soluzioni semplici a problemi difficili , come il risanamento delle banllieu , che si rivolge a Le Pen se la sinistra fa finta che il problema non esista o da risposte in ritardo dei almeno dieci anni.
Sarkozy ha evitato la fine dei figli di Kronos , districandosi tra le trappole di Chirac che, nel corso della sua lunga vita politica, ha mantenuto la prenotazione sulla candidatura della destra all’Eliseo “per sé o per persona da nominare” da almeno trent’anni , ed era , e forse è , tuttaltro che convinto che la stessa non fosse ancora in vigore.
E Sarkozy ha vinto la guerra del centrodestra , pole position per la Presidenza , senza nascondersi , ma girando per la Francia profonda come per la cintura di Parigi , prendendo posizione e scegliendo interlocutori sociali precisi.
Sì , è proprio il “Quinto elemento” , il coraggio della sfida , la voglia del rischio politico che mi ha affascinato .
E’ quello che manca alla nostra Emma Bonino , che non riesce nemmeno a liberarsi dell’ombra di “2 (percento) fisso” Pannella , altro che candidarsi alla leadership ! E che manca a Fini o a Veltroni , che forse non hanno studiato bene la storia francese , ed invecchiano incarnando il ruolo del Delfino , predestinati ad un trono sul quale non si siederanno mai.
Franco D’Alfonso

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