Secchioncella spocchiosa in quel d’aretin
E l’ambizione sfrenata ha giocato un brutto tiro insieme all’autostima in parte giustificata e meritata ma eccessiva di questi ragazzi pieni di buona volontà e sicuramente in buona fede, ma che non sempre sanno quello che fanno, obnubilati dalla frenesia di cambiare il mondo.
Maria Elena Boschi è una politica italiana, Ministro senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all’attuazione del Programma di Governo nel Governo Renzi dal 22 febbraio 2014. W.P.
Ex.Per ora.
Nel frattempo procedono in tempi rapidi le consultazioni. L’unica cosa rapida, per il resto si traccheggia e si cincischia. Noi speriamo che ce la caviamo.
Rientrata a Laterina dove per altro ha fatto un flop spaventoso, che la dice lunga, gemens et flens sul latte versato, la piccola Mariele non ha mai voluto capire quanto il suo atteggiamento fosse sbagliato. Quanto i suoi sorrisi aggressivi, su un volto angelicamente avvenente, senza un minimo di ripensamento umile. Che quello che fa lei va tutto bene che non lei può sbagliare e che sono gli altri che non capiscono. Tipico atteggiamento della primina della classe.
Che c’incastra costei, diranno i miei piccoli lettori. Già, ma il ministro era lei e la riforma abortita avrebbe portato il suo nome. Negli ultimi tempi, l’aspirante al premieraggio, aveva adottato taierino scuro e castigato, dopo gli sgargianti colori non consoni al ruolo che talvolta mettevano in mostra ciò che non si confà a un ministro che dovrebbe sprizzare autorevolezza e serietà. Che la faceva apparire più una velina che una altissima carica governativa. Non sempre la bellezza paga, non in questo caso. Ha cercato pure di stare calma, probabilmente sedata con benzodiazepine, ma ogni tanto sclerava. Noi glielo avevamo detto a Matteo. Ma lui, con grande autodeterminazione mista sottile arroganza, senza ascoltare nessuno, nemmeno uomini di esperienza e competenza, ha tirato dritto.
E l’ambizione sfrenata ha giocato un brutto tiro insieme all’autostima in parte giustificata e meritata ma eccessiva di questi ragazzi pieni di buona volontà e sicuramente in buona fede, ma che non sempre sanno quello che fanno, obnubilati dalla frenesia di cambiare il mondo.
Si dirà che anche i vecchi non hanno operato granchè. E, cosa peggiore, non lo fanno neppure ora, a giudicare dai pollai di galli e galline che continuano a becchettarsi invece di prendersi per mano e in catena di unione attrarre energie giuste e positive per voltare questa pagina scritta male, fra le più deludenti, da dimenticare, sempre dopo quella del Cavaliere. Su Monti e Fornero stendiamo il consueto velo pietoso.
Ma la legge di bilancio o di stabilità che dir si voglia è stata approvata in una manciatina di minuti…e senza le riforme. Certo, era già approntata, si dirà.
E ora dopo tre anni preziosi persi dietro al nulla ci ritroviamo a dissertare sulla Nuova legge elettorale. Porcellum consultellum italicum rifatto con le patate, auspicando, nel frattempo, rapida uscita di scena, per non dire levarsi dalle balle, con tutto ill rispetto, di re Giorgio portatore non sano del peccato originale. E che smettano di fare i balocchi dato che l’infanzia della repubblica è passata da un pezzo. Ora si dovrebbe, con maturità, riuscire a partorire senza troppo travaglio una leggina elettorale che duri almeno qualche decennio senza rimetterci mano.
E ci si chiede che fine ha fatto, ad esempio, la carta firmata da Coopy e Matteo meno di un mese fa. Non è dato sapere. Ma si potrebbe ipotizzare che il canovaccio, almeno quello, potrebbe costituire le fondamenta su cui apprestarsi a costruire. O No.
Dunque serve condivisione. E il proporzionale e il maggioritario e il premio di maggioranza, non bastano. I cittadini vogliono un governo di responsabilità nazionale. Lo vorrebbero.
Mentre 26 gruppi parlamentari, in gran parte composti da semizombi, si trastullano sfilando davanti al Matta. Ce la farà a stare fuori da sarcofago cotanto tempo? Si è perfida ma mi piaceva dirla.
Invece quello che vede le mucche nei corridoi continua a sbraitare contro quella destra lì. Non come avversaria ma come nemica da odiare. Nihil novi sub neve.
Noi speriamo che ce la caviamo.
Carla Ceretelli

Lascia un commento