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Ricchezza e democrazia

Nel 2017, ci saranno elezioni politiche in Francia, Germania, Olanda e forse Italia. In quest’ultimo caso, dipenderà molto anche dallo sbocco della crisi politica in atto. In Europa, tra i paesi citati, l’Italia sta messo peggio di tutti, e comunque senz’altro peggio di ieri, peggio cioè di un passato almeno decennale.

di Angelo Giubileo | 9 Dicembre 2016

Prima o poi ci toccherà di nuovo scontrarci con la realtà, e stavolta nessuno potrà dire di rimanere sorpreso. Così come ancora è sembrato, per molti, all’esito del referendum costituzionale. Infatti, non potrà risultare una sorpresa il cambio di sistema, che sarà imposto probabilmente entro fine anno, del rialzo, ma sarebbe meglio dire della ripresa, dei tassi d’interesse da parte della Fed (la Banca centrale USA).

A rimedio delle fibrillazioni dei mercati che ne seguiranno in Europa, il Governatore della Bce (la Banca centrale europea), Mario Draghi ha già annunciato che il piano di finanziamento alle banche del quantitative easing (QE) proseguirà per tutto il 2017 “e oltre se necessario”; aggiungendo tuttavia e alla stregua di quanto dovrebbe risuonare come un monito alla politica, che da aprile la liquidità mensile resa disponibile per gli acquisti sarà tuttavia ridotta dagli odierni 80 a successivi 60 miliardi.

Nel 2017, ci saranno elezioni politiche in Francia, Germania, Olanda e forse Italia. In quest’ultimo caso, dipenderà molto anche dallo sbocco della crisi politica in atto. In Europa, tra i paesi citati, l’Italia sta messo peggio di tutti, e comunque senz’altro peggio di ieri, peggio cioè di un passato almeno decennale.

Per necessità, e non per strategia più o meno condivisibile, occorrerebbe almeno una presa d’atto, tardiva, ma comunque uno sforzo d’intesa collegiale, dopo che il popolo italiano si è sottratto al ricatto delle forze politiche di scaricare il peso della crisi su un sistema di democrazia giudicato ripetutamente ingovernabile. E invece, com’è stato ancora una volta evidente e nel corso di quest’ultimo ventennio, la crisi è crisi della politica; ovvero di scelte e atti non risolutivi dei gravi problemi esistenti.

Con la ripresa dei tassi USA, il sistema imporrà a tutti la ripresa di ogni sforzo produttivo; e non tanto per il sostegno dei consumi, quanto piuttosto per una ripresa, di cui già più volte si è detto ma alla maniera di una semplice litania, degli investimenti produttivi. Sarà l’inizio, stavolta definitivo, dell’uscita dalla crisi e una sorta d’instradamento verso la normalità del sistema capitalistico tradizionale.

Nel mentre, in Italia, i nostri politici continueranno incessantemente, come al solito, la loro campagna elettorale; incuranti dei problemi, divenuti ormai anch’essi soliti: debito pubblico, riforme del sistema, immigrazione e soprattutto, dato che nel nostro paese non siamo capaci di gestirla in proprio, riforma e rafforzamento della sovranità in Europa.

Qualunque sia la situazione, le città sono due, tra loro nemiche;la città dei poveri e quella dei ricchi (Platone, La Repubblica, IV).

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Editoriale, MetamorfosiTag: banca centrale, banca centrale europea, banche, bce, campagna elettorale, crisi, debito pubblico, democrazia, draghi, elezioni, elezioni politiche, europa, fine anno, francia, germania, immigrazione, italia, la repubblica, mario draghi, mercati, olanda, popolo italiano, referendum, repubblica, riforme

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. @anggiub

    12 Dicembre 2016 alle 10:56

    L’articolo non riporta dati di riferimento perché ampiamente noti anche ai non addetti ai lavori. Uno per tutti: negli ultimi 20 anni siamo il paese europeo con la crescita del pil più bassa, perfino rispetto alla Grecia. L’Italia 1,8%, la Grecia il 13,5%.

    Rispondi
  2. andrea7977

    9 Dicembre 2016 alle 16:02

    Mi sembra che tutto questo articolo si incentri su un solo concetto: che desso l’Italia sta “peggio… di un passato almeno decennale”.In tutto l’articolo non c’è un motivo ragionevole che giustifichi tale giudizio che risulta pertanto soggettivo e gratuito.

    Rispondi

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