• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Se vince Renzi è la vera fine del PCI

di Nicola Cariglia | 23 Settembre 2012

Con la vittoria di Renzi finirebbe il sistema che è stato l’ossatura del vecchio partito comunista e che è sopravvissuto alla fine della grande illusione

“ Se vince Renzi, è la fine vera e definitiva del PCI” . Quando voglio fare quattro chiacchiere intelligenti, telefono al mio amico Franco Camarlinghi e ci vediamo in centro, a Firenze, per una passeggiata e per un aperitivo. Quanto alle chiacchiere, dividiamo a metà; quanto all’intelligenza sfrutto la sua generosità senza risparmio.

Già comunista e eretico ante litteram, è l’ unico assessore alla cultura di Firenze di cui si serbi un ricordo. Era la seconda metà degli anni ’70 nei quali seppe colmare, per una stagione troppo breve, il vuoto culturale che già si era cominciato a determinare e che poi avrebbe preso a galoppare inarrestabile. Esponente dell’ “effimero” si diceva di lui all’epoca. Titolo che condivideva con l’altro dioscuro della politica culturale delle amministrazioni di sinistra, il romano Renato Nicolini. Sarà pure stato “effimero”. Ma del suo finale col botto, la grandiosa mostra sui Medici che si tenne a Firenze nel 1980 e che richiamò folle da tutto il mondo, si parla ancora oggi.

La fine del PCI. Ecco una chiave di lettura non banale su quanto sta avvenendo all’interno del PD. Chi vive in una di quelle che furono le “regioni rosse”, capisce subito cosa intende Camarlinghi. Non il comunismo come ideologia o forma di governo. Con la vittoria di Renzi finirebbe il sistema che è stato l’ossatura del vecchio partito comunista e che è sopravvissuto alla fine della grande illusione consentendo altri venti anni di vita e di potere ad una nomenclatura transitata pari pari dal PCI a tutte le mutazioni che ne sono seguite, fino all’attuale PD. Le grandi organizzazioni di massa che hanno continuato a garantire una diffusa presenza in tutti i gangli della società: cultura, sport, economia, sindacato, cooperative, etc. Organizzazioni che facevano dire che il PCI era uno stato dentro lo stato, che garantiva agli adepti, autonomamente, il soddisfacimento di ogni bisogno materiale e no: lavoro, svago, turismo. Per molti financo relazioni di amicizia e di amore, tanto che non si contano le famiglie che si sono formate grazie alle frequentazioni nelle sezioni e nei circoli.

Renzi con questa storia non ha niente a vedere. E per il solo fatto di vincere, e senza nemmeno volerlo, la spazzerebbe via. Camarlinghi ed io abbiamo giudicato Renzi non per quello che è, dice o fa. Probabilmente per le sue reminiscenze marxiste lui, e per il mio retroterra laico io, ci interessa di Renzi ciò che la sua presenza determina. Abbiamo seguito con favore la sua corsa a sindaco di Firenze, certi che avrebbe sbaraccato il groviglio che condizionava da troppo tempo la vita e l’economia cittadina, mettendo nel conto che avrebbe potuto sostituirlo con uno nuovo, altrettanto chiuso, di suo riferimento.  Non ci ha smentito sul primo punto e, per quanto riguarda il secondo, ha tradotto in realtà quella che era solo una ipotesi. Ora che corre per le primarie, non sappiamo (almeno io non lo so) con quali obbiettivi vorrebbe governare il Paese: per l’economia, per il lavoro, per i più deboli, per la scuola e per la ricerca, per l’organizzazione dello Stato, etc, non credo di sapere esattamente cosa aspettarmi. Ma mi aspetto, come Camarlinghi, che con lui possa definitivamente e realmente andare in soffitta tutto il vecchio apparato ex PCI sopravvissuto alla fine del partito con i riti, una certa mentalità ed i pregiudizi di una stagione superata.

E’ l’effetto principale, e l’unico certo, della eventuale vittoria di Matteo Renzi. La cui influenza sulla risoluzione dei problemi italiani deve, invece, essere giudicata da contenuti programmatici ancora tutti da precisare. Come quelli degli altri candidati alle primarie del PD e dei leaders degli altri partiti.

Pubblicato in : Il punto del Direttore

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Marzio Siracusa

    25 Settembre 2012 alle 17:01

    Caro Nicola, non ho mai pensato che tu e Franco Camarlinghi siate stati folgorati sulla via di Damasco ma solo che Renzi alla Presidenza del Consiglio sarebbe un prezzo enorme per regolare i conti a sinistra dopo mezzo secolo e in solo tre regioni italiane. Poi dubito molto che i conti con una sinistra sbagliata storicamente e culturalmente possano essere regolati a sinistra. Ma qua lo dico e qua concludo, l’argomento Renzi per me sta assumendo un tono provinciale dove si insiste a parlare di mediocrità per mascherarle. Mi piacerebbe che i detrattori di Renzi lasciassero i sostenitori in pace col loro autodafé inspiegabile, a cui del resto mi sembra che tu Nicola resista con sanissimi dubbi. Da parte mia, in quanto detrattore, da questo momento non parlerò più del sindaco di Firenze venditore di fumo e perché il salutare fondo sia raggiunto auspico piuttosto che quel fumo presto ci affumichi tutti.

    Rispondi
  2. Massimo Marchini

    25 Settembre 2012 alle 14:18

    Silvio Gigli la definirebbe “una domandina semplice semplice”.
    Ma, alla fin fine, cosa abbiamo da perdere?
    Siamo a raschiare il tegame e chi ci da anche un minimo di speranza?
    Intendiamoci, nemmeno Renzi ce la dà, ma almeno dà l’impressione di volerci provare.
    Se poi, invece di segnare la fine dell’effetto PCI a livello nazionale,
    segnasse anche solo l’inizio della fine dell’effetto PCI a livello regionale, penso che sarebbe già un risultato.

    Mah ………..

    Rispondi
  3. n.c.

    25 Settembre 2012 alle 11:35

    Cari amici,
    l’analisi dell’articolo è la seguente: con Renzi muore, definitivamente, il vecchio PCI. E’ un bene? E’ un male? La discussione, vedo, è aperta. C’è chi teme che non ci sia mai fine al peggio, tanto che le truppe renziane risultano affollate di riciclati. Bene, si discuta.
    Ma, per favore, non si confondano dati di fatto e aspettative. Mi riferisco in particolare a Marzio: rilevare che Renzi, vincendo, spazzerebbe via quanto resta della complessa macchina del vecchio PCI non significa essere folgorati sulla via di Damasco. Nè Camarlinghi nè io, se non altro per l’età che ce ne ha fatte vedere troppe, potremmo cadere in questa tentazione.

    Rispondi
  4. Francesco Sforza

    25 Settembre 2012 alle 09:50

    C’è una differenza fra PCI (morto e sepolto) e ganga PD (più viva che mai) perché non ne individua il collante senza qualità fatto di pollici opponibili e furberia. E’ una tradizionale cecità narcisistica dei laici, che non riuscirono mai a farsi forza di massa. Se vince Renzi l’ “asfissia familistica ex rossa” si trasformerà in asfissia ciellina, niente altro. Un passo avanti verso un nuovo totalitarismo all’italiana. Non è mica la prima volta. Tutti gli attuali tirannelli locali stanno diventando renziani, pd o pdl non importa, anzi qualche berlusconiano più sveglio degli altri viene vantato come successo elettorale. Dovranno pagare una tassa di conferma a Comunione e Liberazione, che avrà solo l’imbarazzo della scelta di dove raschiare denaro pubblico. Marcucci e c. stanno dando l’esempio a Lucca.

    Rispondi
  5. Paolo Pisani

    25 Settembre 2012 alle 08:06

    Se Renzi giungerà alla Presidenza del Consiglio, sarà il trionfo della fantasia! A noi Renzi piace, piaceva di più qualche tempo fa, prima che certi figuri in odore di ‘riciclaggio’, gli si affollassero intorno, facendosi fotografare con il braccio sulla spalla, quasi da ‘ compagni di merende ‘. Ne hanno un pò sciupato l’immagine, ma ci auguriamo che il giovin Matteo, sappia dire a costoro “..no tu no !| “. Il problema è che per le’primarie’, deve pescare soprattutto nel popolo PD, per cui questi ‘volpacchiotti’, avranno un peso non indifferente. Vedremo che succede! Per il momento, lo aspettiamo con il suo camper, per sentire la buona novella’. Per favore, non ci deludere !! Ultimissima: qua in Maremma, dopo la prova a Capalbio Libri, il 30 ottobre giungerà a Grosseto. Tra i ‘furetti PD’ c’è già fibrillazione. Qualcuno deve ancora sciogliere il nodo se mettersi la giacca od un maglioncino di cotone alla Marchionne. Che Dio ci scampi e…totani!

    Rispondi
  6. Marzio Siracusa

    24 Settembre 2012 alle 12:19

    Renzi alla Presidenza del Consiglio mi sembra un prezzo spropositato e pericoloso per liberare Toscana, Umbria e Emilia dall’asfissia familistica ex rossa, tanto più che le tre regioni rappresentano poco meno del venti per cento dell’elettorato nazionale, e non si capisce come la sinistra calabrese o friulana possa essere interessata a liberarsi da un’asfissia mai subita. Restringersi alla sola prospettiva tosco umbra emiliana fa vedere in Renzi una specie di liberatore a cui il resto della sinistra italiana non è interessata, a meno che non sia succube dell’imperante toscanismo televisivo. Non si può far passare per nuovo ciò che è nato da un contesto attardato e ritardato. Ma al di là di queste considerazioni fa davvero malinconia una generazione ex FGCI e ex spiritosa, così senza figli e pentita da aggrapparsi in senilità a un Renzi senza riconoscerne la vecchiaia ideologica sotto la gioventù anagrafica.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti