Quando si subisce un tradimento si può perdonare, ma difficilmente si dimentica. Rimane sempre l’impressione o la sensazione che quel tradimento possa verificarsi di nuovo, se le circostanze lo consentono. La fiducia viene irrimediabilmente compromessa, sostituita da un sottile costante sospetto…
La coalizione di centro-sinistra, dopo due anni di governo Prodi, aveva perso al fiducia degli italiani e Walter Veltroni si era affrettato a verniciare di fresco la facciata del nuovo Pd per segnare una soluzione di continuità con il passato e riguadagnare il consenso degli italiani. Se il risultato del Pd alle elezioni è stato deludente forse dipende dal fatto che, come in un tradimento, certe cose si possono perdonare e giustificare, ma non si dimenticano… E la fiducia, come in un tradimento, quando è messa in discussione, fa fatica a ristabilirsi. Veltroni ha perso le elezioni perché gli italiani avevano perso al fiducia e perché non è riuscito a riconquistarla per la profonda incongruenza che lo ha contraddistinto.
Mi hanno insegnato che la vita è fatta anche di scelte e che ogni scelta comporta sempre una rinuncia. Veltroni si è presentato come l’ ‘homo novus’, espressione di un partito diverso e di una politica moderna e innovativa. Ma non ci si può presentare come il nuovo, l’alternativa alle politiche degli ultimi anni e, allo stesso tempo, riproporre in gran parte la stessa nomenclatura del precedente governo Prodi. Gli italiani hanno ricordato, preso nota, forse avrebbero potuto perdonare gli errori, ma non hanno dimenticato. In questo caso piuttosto che il coraggio di una vera scelta di rinnovamento, il Pd ha proposto l’alternativa della zuppa rispetto al pan bagnato!
Schizofrenie
Viviamo in un mondo difficile e in un paese particolare. Il mondo occidentale, infarcito della cultura del consumo, del cibo e dell’eccesso. Nutrito di appetiti bulimici e incontrollati, frustrato da una fame ansiosa che si contrappone all’ideale di certe magrezze esibite e sfrontate.
Un paese, l’Italia, in cui aumenta il numero di persone che vivono in condizioni di povertà, che faticano ad arrivare a fine mese, e che, pagati mutui o affitti, bollette e spese obbligate, rimangono senza il denaro necessario per mangiare e, come riferisce la cronaca, rubano il cibo nei supermercati. Un paese, l’Italia, in cui convivono le nevrosi del consumo con le angosce della precarietà e della miseria. Un paese schizofrenico, dove risuona lo stridore delle contraddizioni, e la sola consolazione è delle più magre: oggi stiamo tutti un po’ peggio…
Rosita Bimbi

Diciamo che ,tradimento per tradimento ,sono cambiate le regole del gioco , mentre gli attori ed le parti recitate sono rimaste le stesse . I valori ,a differenza dei costi , si sono annullati fino a scomparire , mentre restano le esigenze , dalle primordiali sino alle voluttuarie …e tu resti schiacciato in mezzo ! Per questo stiamo tutti un po’ peggio. Si marcia per la pace ( ma non per tutte le aggressioni ), si reclamano i diritti addebitando doveri solo agli altri , si ammazza per un niente , e farsi i fatti propri diventa una virtù. Come società non andiamo troppo bene ,mi pare .