Oggi esco da una tavola rotonda di alto livello sul futuro del dollaro, organizzata dal Movimento federalista europeo, e riflettevo che noi, che in larga parte siamo piuttosto bravini, dovremo decidere un giorno se seguire il modello radicale o quello dei federalisti. Entrambi si collocano in una grande tradizione, che ha ottenuto dei risultati importanti. I radicali cercano in tutti i modi di sfondare sui media per le loro battaglie, ma risentono troppo pesantemente dei miserrimi risultati elettorali, soprattutto fuori delle grandi città e della loro struttura interna basata sulla monarchia assoluta di uno che ormai batte in testa. Però ogni tanto fanno delle cose giuste, come la battaglia per la RU486.
I federalisti non han mai partecipato alle elezioni, si muovono in modo coerente,sono stimati su giornali e nel mondo universitario, e hanno anche accesso a qualche finanziamento.
L’idea di poter essere noi il nucleo rifondante del movimento socialista italiano, rientra secondo me tra le patologie geriatriche. Se rinascerà qualcosa sarà perchè vorranno riattivare questo nome dei giovani, che oggi stanno fuori dal sistema dei partiti, veri e finti, perchè il loro pensiero è “voi siete cresciuti nella bambagia, mentre noi siamo nella m.: non avete proprio molto da insegnarci…magari individualmente si, ma in una organizzazione fatta da vo,i no grazie”.
Ma dirsi socialisti oggi vuol dire rischiare l’immediata invasione di anziani vedovi inconsolabili della politica, che vogliono rimettersi in circolo in qualunque modo.
Mi ha molto colpito Del Bue che oggi diceva che della segreteria della Costituente è rimasto solo lui…
Claudio Bellavita

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