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Se Renzi vuole smarcarsi dalla cattiva politica (imperante) smonti il referendum cavalcando la proposta di assemblea costituente

Ma possibile che a Bersani, Speranza o Cuperlo non venga l’idea di spiazzare Renzi con la proposta dell’Assemblea Costituente?

di Enrico Cisnetto | 15 Agosto 2016

Non sappiamo (ancora) chi e cosa rappresenti Stefano Parisi nello sgangherato mondo del centro-destra, ma se fossimo in Matteo Renzi prenderemmo al volo la sua proposta di convocare un’Assemblea Costituente per dare sbocco alle riforme istituzionali – allargandone il fronte e cambiando verso alle (troppe) stupidaggini che l’attuale riforma contiene – e “smontare” il maledetto referendum che da mesi blocca l’Italia e altrettanto è destinato a fare nei prossimi, prima e dopo che si sarà tenuto. Per la verità, come Terza Repubblica gli ha suggerito fin dall’inizio della sua avventura di governo, Renzi avrebbe dovuto essere lui il promotore dell’operazione Costituente. Per la precisione gli suggerimmo un progetto-paese “ri-costituente”, che da un lato affidasse alla solennità e al distacco dalla routine politico-parlamentare di un’Assemblea le riforme di tipo costituzionale, anzi la riscrittura (laicamente, senza tabù né pulsioni stravolgenti) della Carta suprema, e dall’altro predisponesse una sorta di piano Marshall per uscire in modo radicale dal declino economico e sociale. Nulla di tutto questo è stato fatto fin qui. Ma in politica non è mai troppo tardi per definizione, e dunque ora che sembra definirsi l’esistenza di una possibile sponda nel centro-destra, Renzi – per salvare se stesso, oltre che per il bene del Paese – dovrebbe avere la sveltezza di saltare sul tram che gli sta passando davanti. Che è l’ultimo, sia perché ci siamo ormai persi l’altra via d’uscita che era lo “spacchettamento” dei quesiti referendari, sia perché non ci sarà più tempo se non per una campagna lacerante.

Sappiamo che, per ragioni di carattere, non gli è facile arrivare secondo, ma dovrebbe una volta per tutte imparare che saper esercitare l’arte dell’umiltà è cosa utile, oltre che opportuna. A incoraggiarci in questo nostro ennesimo appello a Renzi – d’altronde, a chi altro dovremmo farlo? – c’è il fatto che il primo ministro nei giorni scorsi, dopo un periodo di salutare low profile (per le sue abitudini, tutto è relativo), ha finalmente detto di avere sbagliato a personalizzare il referendum. Bene, fare ammenda è stato saggio. Peccato, però, che subito dopo lui abbia sparato che se passa il Sì i 500 milioni (boom, al massimo saranno 150) risparmiati con le sue riforme verranno dati ai poveri, e il ministro Boschi se ne sia uscita definendo chi propone di votare No irrispettoso del lavoro del Parlamento (dichiarazione talmente azzardata che ha richiesto una successiva riformulazione correttiva). Il tutto con i renziani di provata fede che continuano a ripetere il ritornello che se vince il No si apre una crisi politica senza sbocco, che l’economia deperisce (perché finora è stata rigogliosa?) e che la Costituzione non si potrà più cambiare (chissà perché, visto che dal 1948 ha già subito ben 35 modifiche e che gli stessi propagandisti del Sì dicono che la riforma non è perfetta ma poi si potrà aggiustare). Ergo, il referendum come linea di demarcazione tra il bene e il male, tra la prosperità e la tragedia. Senza contare l’altra intollerabile modalità in cui la propaganda si è esibita (da entrambe le parti, ad essere sinceri), e cioè le liste di proscrizione di coloro che si sono espressi pro o contro. Della serie “non vorrai mica votare come Tizio o Caio?”, che è un modo di argomentare a dir poco barbaro.

Insomma, gli italiani vanno in ferie, ma la (cattiva) politica no. Sono molti i problemi che incombono su di noi, dall’economia che non va (siamo ritornati alla “crescita zero”, mentre la deflazione non schioda e le banche rimangono nel mirino della speculazione) alle gravi tensioni internazionali (terrorismo, Libia, Turchia, ecc.), dalla permanente impasse dell’Europa alla complicata gestione del flusso dei migranti, per finire con lo spettacolo indecoroso offerto da Roma, sepolta dai rifiuti e umiliata nell’offerta dei servizi essenziali. Eppure la politica guarda ad altro e parla d’altro. La penosa querelle sulla Rai, vicenda nella quale il più pulito ha la rogna. Il truffaldino annuncio che la politica economica si occupa di ridistribuire ricchezza (pensioni minime, poveri, ecc.) che non produciamo, anziché porsi l’obiettivo di far crescere il pil di almeno due punti l’anno per rendere meno eterno il tempo di recupero del reddito perduto dal 2008 in poi. Il surreale dibattito sulla data del referendum costituzionale. Il demenziale braccio di ferro, in Campidoglio, sulla figura dell’assessore Muraro, di cui i romani sentivano certo il bisogno per essere rassicurati che la signora Raggi sarà un buon sindaco e che i problemi della città saranno prontamente aggrediti. Ma si può sentir dire dal sindaco grillino che doveva rottamare la cattiva amministrazione che c’è un “rischio sanitario dietro l’angolo” per la sporcizia nelle strade e poi offrire come soluzione il fatto che chiederà chiarimenti alla municipalizzata preposta? Ma, Campidoglio a parte, a fare mostra di pochezza non è solo il governo, da mesi ormai inspiegabilmente ridotto all’ordinaria amministrazione e alla politica degli annunci, o i pentastellati, che misurano la distanza siderale che passa tra vellicare l’anti-politica e lo sporcarsi le mani con i problemi da risolvere. No, anche l’opposizione fornisce il suo bravo contributo al disfacimento generale. Di quella grillina basta osservare il dilettantismo con cui si muove a Roma per capire di che pasta sia fatta. Quella del centro-destra non esiste (Brunetta a parte) perché il tema è tutto interno a Forza Italia e Lega e nelle dinamiche delle possibile alleanze tra le diverse componenti. Mentre è quella interna al Pd a dare spettacolo: priva di idee da sempre, ora tocca l’apice della sua evanescenza proponendo nomi come Bianca Berlinguer, Michele Santoro e Roberto Saviano (li abbiamo scritto in ordine di crescente demenzialità) per lanciare il guanto di sfida a Renzi. Ma possibile che a Bersani, Speranza o Cuperlo non venga l’idea di spiazzare Renzi con la proposta dell’Assemblea Costituente?

Tutto ciò è sconsolante, avvilente, demoralizzante. Ed è così preoccupante che, contrariamente agli altri anni quando TerzaRepubblica staccava per qualche settimana di riposo, in questo desolante agosto abbiamo deciso di tenere aperta la bottega, nel tentativo – se è disperato, ditecelo voi, cari lettori – di alimentare quello che ci piace definire il “buonsenso del buongoverno”. Buon Ferragosto.

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, annuncio, assemblea costituente, banche, bersani, braccio di ferro, campidoglio, costituzione, crisi, governo, italia, lavoro, lega, libia, matteo renzi, mondo, parlamento, pd, pensioni, rai, referendum, renzi, repubblica, rifiuti

Info Enrico Cisnetto

Editorialista economico e opinion leader, da anni studio e descrivo i processi di cambiamento del capitalismo italiano e internazionale, soprattutto in relazione alle dinamiche politiche. Già direttore di diverse testate della Rusconi, vicedirettore del quotidiano l’Informazione e vicedirettore del settimanale Panorama, svolge un’intensa attività di editorialista per Il Messaggero, Il Foglio, Il Gazzettino di Venezia, La Sicilia di Catania, Liberal e Il Mondo. Cura una rubrica quotidiana nella trasmissione radiofonica Zapping (Rai Radio1) ed è spesso ospite delle trasmissioni di approfondimento e telegiornali di Rai, Mediaset, Sky, La7. Presidente di “Società Aperta”, è direttore responsabile del quotidiano on-line TerzaRepubblica.it

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    17 Agosto 2016 alle 16:47

    ora ci si mette anche l’Europa in campo a favore del SI. Prometteranno soldi, e gli italiani cascheranno nel tranello?

    Rispondi
  2. Felice C.Besostri

    17 Agosto 2016 alle 09:07

    il PCI-PDS-DS èsempre stato contrario ad una Seconda Costituente

    Rispondi
    • zorro410

      17 Agosto 2016 alle 10:55

      Sopratutto e’ sempre stato contrario a fare veramente le riforme . Ne hanno parlato per anni ma era solo fumo negli occhi degli elettori ,

      Rispondi
  3. zorro410

    17 Agosto 2016 alle 00:40

    ” Cambiare nulla per non cambiare niente ” il gattopardismoin Italia non muore mai . E pur di non fare nessuna riforma ci si inventano le formule piu’ strane purche’ si guadagni tempo , purche’ tutto rimanga invariato

    Rispondi
  4. paolo francia

    16 Agosto 2016 alle 23:47

    Il messaggio di Orsini riassume perfettamente la situazione, solo che Mattarella, messo la da Renzi, non farà niente, se non aiutarlo.
    Segnalo la svolta di Rai 3, servizi montati ad arte per far passare le ragioni del NO solo come le ragioni della Lega e di Trump, mentre quelle del SI, invece sono le scelte sagge e democratiche. Terribile montaggio nel TG3 di oggi.

    Rispondi
  5. enzopalumbo

    16 Agosto 2016 alle 10:41

    Integro i commenti di Zorro e Cariglia: Non si deve fare una nuova commissione di studio, che (ha ragione Zorro) non serirebbe a nulla, e neppure una commissione parlamentare bicamerale (che resterebbe nella volubile disponibilità dei partiti); si tratta invece di eleggere, con metodo proporzionale, una vera e propria assemblea costituente, che, una volta legittimata dal voto popolare, nessun partito potrà fermare, e che quindi porterà inevitabilmente a compimento quella riforma che non può essere affidata a un parlamento eletto con sistema maggioritario e per lo più nominato dai partiti.

    Rispondi
  6. NICOLA CARIGLIA

    15 Agosto 2016 alle 19:29

    Zorro410 forse sa usare il fioretto. Ma sulle assemblee costituenti sembra un po’ approssimativo.

    Rispondi
  7. zorro410

    15 Agosto 2016 alle 18:59

    Quando non si vuole fare nulla si fa una commissione ouna assemblea costituente . Si fa lavorare un anno e poi si chiude con un nulla di fatto scaricandosi reciprocamente le colpe

    Rispondi
  8. zorro410

    15 Agosto 2016 alle 18:56

    Un’altra assemblea costituente ? l quarta o la quinta ? E’ sicuramente una battuta .

    Rispondi
  9. enzopalumbo

    15 Agosto 2016 alle 18:29

    Quella di Enrico Cisnetto — di attivare le procedure per consentire l’elezione di una nuova Assemblea Costituente, per aggiornare alcune parti della Costituzione — è la proposta che i Liberali x il NO hanno indicato con un comunicato del 27 giugno (che trascrivo qui in calce), ed è l’unica idea di buon senso che può evitare la spaccatura del Paese, chiunque vinca la “disfida” voluta da Renzi nel referendum costituzionale d’autunno. Naturalmente, come ogni idea di buon senso, ha buone probabilità di essere fatta cadere, senza neppure farla entrare nel dibattito politico, come ben sa Enrico Cisnetto, che la nuova Costituente la sta proponendo inutilmente da anni.

    COMUNICATO STAMPA
    LIBERALI PER IL NO ALLA “DEFORMA” COSTITUZIONALE
    Roma, 27 giugno 2016

    Si è riunito a Roma il Comitato dei “Liberali per il No alla riforma Costituzionale”, presieduto da Giuseppe Bozzi – uno degli avvocati che nel gennaio 2014 hanno sostenuto dinanzi alla Corte Costituzionale l’incostituzionalità del Porcellum – e con la partecipazione di Enzo Palumbo, che è oggi impegnato in analoga iniziativa per l’incostituzionalità dell’Italicum, che la Corte esaminerà all’udienza del 4 ottobre.

    Si è stabilito di intensificare la raccolta delle firme per il referendum conto l‘Italicum e contro la riforma costituzionale, su cui molti esponenti del comitato sono da mesi impegnati nell’ambito del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.

    I liberali per il No respingono con decisione la favoletta propinata dalla casta di regime, per cui la Costituzione va modificata perché frutto di un “inciucio” cattocomunista, necessario nello scenario postbellico..
    Sta di fatto che la seconda parte della Costituzione, che oggi si vorrebbe modificare, è invece quella più propriamente liberale, perché stabilisce le garanzie dei cittadini contro lo strapotere dei governi, come sta accadendo già oggi nel controllo dei “media” attraverso le recenti vicende societarie della stampa quotidiana e il totale asservimento dell’informazione radiotelevisiva pubblica”.

    Si tratta di una riforma di “casta”, alla quale viene garantito potere e impunità attraverso l’artificio di una legge elettorale incostituzionale, e la contemporanea abolizione di ogni ragionevole controllo, che resterebbe affidato, nel senato riformato, alla screditata classe politica regionale, mettendo a rischio anche le libertà fondamentali previste dalla prima parte della Costituzione..

    Per convincere gli italiani ad approvare lo stravolgimento della Costituzione siamo ormai giunti sino al “terrorismo mediatico”: in caso di vittoria del NO, il governo minaccia dimissioni e caos, e la Confindustria prospetta apocalittici e improbabili scenari recessivi, in un suo sconcertante documento propagandato dal Sole24Ore, ormai divenuto quasi “house organ” del governo

    A giudizio dei liberali per il NO una così radicale trasformazione della Costituzione non può essere affidata a un parlamento eletto con un sistema elettorale dichiarato incostituzionale, a cui doveva invece seguire una nuova consultazione elettorale sulla base delle regole elettorali stabilite dalla Corte Costituzionale, ovvero anche una semplice modifica dei meccanismi di revisione, attribuendo il potere riformatore ad un’apposita assemblea costituente, eletta con un sistema rigorosamente proporzionale.

    “I liberali per il No – conclude la nota – chiedono al Presidente della Repubblica, cui spetta di indire il referendum, di esercitare la sua alta vigilanza affinché l’appuntamento referendario non venga subordinato alle mutevoli esigenze del governo, e di sollecitare gli organi di controllo affinché assicurino la neutralità delle istituzioni e il pluralismo e la correttezza della pubblica informazione”.

    Rispondi
  10. Giampaolo

    15 Agosto 2016 alle 17:55

    Il “superomino” è troppo pieno di se stesso. Credo sia stato allevato come un bambino viziato che, alla malridotta famiglia che ha, ha sempre chiesto ed ottenuto tutto, per cui inutile chiedere un atto di umiltà. Basta vedere come si muove. Sembra ostentare il passo marziale dei grandi condottieri, mentre è piuttosto goffo ed oltrettutto a zero di battute. Non ci siamo. Ormai l’hanno capito anche i suoi amici, che però insistono per tenerselo fino a che non si sgonfierà da solo..

    Rispondi

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