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Se politica, economia e finanza sono decedute, la scienza respira ancora?

Nel corso dei millenni, i grandi produttori di cultura, hanno rivoltato lo scibile umano come un calzino, dimostrando tutto e il contrario di tutto con inesauribile fantasia. Karl Marx ebbe un colpo di genio nel 1844; capì che il problema dell’umanità erano gli imprenditori famelici e i banchieri strozzini, e indusse mezzo mondo a cancellare per legge quelle due razze di cattivi, e a promuovere gli Stati, unici datori di lavoro e distributori di credito “buoni come il pane”.

di Franco Luceri | 4 Luglio 2026

Nel corso dei millenni, i grandi produttori di cultura, hanno rivoltato lo scibile umano come un calzino, dimostrando tutto e il contrario di tutto con inesauribile fantasia.

Karl Marx ebbe un colpo di genio nel 1844; capì che il problema dell’umanità erano gli imprenditori famelici e i banchieri strozzini, e indusse mezzo mondo a cancellare per legge quelle due razze di cattivi, e a promuovere gli Stati, unici datori di lavoro e distributori di credito “buoni come il pane”.

Ma nel 1991, dopo 147 anni di finto progresso, il comunismo, orfano di imprenditori e banchieri cattivi, ma ricchissimo di burocrati e politici “buoni”, tirò le cuoia.

I figli e i nipoti di Karl Marx avevano curato per un secolo e mezzo l’ingordizia privata con l’irresponsabilità e l’impunità pubblica. Una catastrofe mondiale di tutto rispetto.

Quindi, accertato senza ombra di dubbio che a generare il problema povertà e ingiustizia sociale non sono soltanto i vampiri dell’economia o gli strozzini della finanza, (che nel peggiore dei casi sono corresponsabili) resta da capire se sono i corrotti della politica, o i cervelloni della cultura, il virus di qualunque sistema sociale malato o morente.

E se vogliamo dirla tutta; nel corso dei millenni anche la politica è finita in lavanderia e rivoltata come un calzino. Tiranni e regnanti sono stati sgozzati e cancellati dalla faccia della terra senza troppi riguardi.

Dopo Luigi XVI e consorte, cancellati a colpi di ghigliottina; a l’assassino Adolfo Hitler misero in mano una pistola e lo invitarono a levare il disturbo dopo un genocidio di 6 milioni di ebrei. Ma neanche l’estinzione di dittature e monarchie è servita a qualcosa. Le democrazie non sono da meno.

Basta guardare con che politica “UMANITARIA” Putin sta governando la Russia dal 24 febbraio 2022, emulato alla grande da tutti i premier “democratici” delle grandi potenze mondiali, liberi di sfoltire l’umanità a colpi di genocidi. 

E si capisce chiaramente che la causa prima di tutte le catastrofi umane non è la politica, l’economia o la finanza ma la cultura.

Non ci sono altri complici da processare e condannare, al di fuori del sistema “sanitario” culturale dei popoli, che individua le malattie, (quando sono già evidenti pure allo scemo del villaggio) ma continua a curarle con i pannicelli caldi dell’Istruzione teorica che non insegna nemmeno a piantare un chiodo con un martello.

La farmacopea culturale preposta a formare e conservare in buona salute politici, economisti e banchieri, è genocida su tutti i fronti, e per quella via non ci sono soluzioni. 

Hanno sgozzato dittatori e regnanti, hanno fatto fallire imprese e suicidare imprenditori, hanno ammazzato banchieri, e ovunque hanno fatto e lasciato buchi nell’acqua quanto crateri di vulcano.

Ora è rimasto da capire se e quanta utilità sociale produce stimolare l’intelligenza individuale a colpi di istruzione e informazione teorica, spendendo montagne di miliardi prodotti da lavoratori e imprese e prelevati tributariamente.

Perché, se nemmeno la massima istruzione migliora la socialità, produttività e responsabilità nei popoli, anche il migliore “progresso” del mondo diventa sperpero pubblico di soldi privati buttati dalla finestra: fame nera per i poveri; e istigazione a delinquere per industriali e banchieri che sono costretti a derubare la collettività a tempo pieno, per finanziare a colpi di tributi, gli irresponsabili del mondo della cultura.

L’istruzione e l’informazione non stanno migliorando gli uomini ma li stanno peggiorando pericolosamente.

La maggior parte degli istruiti non vede più in là del proprio naso. E quindi non sviluppa capacità Geopolitica di governo della globalizzazione economica e finanziaria che è ormai realizzata di fatto ed è assolutamente fuori controllo.

Gesù amava dire che “la fede senza le opere è morta”, e per questo visse in prima persona ciò che predicava. Non insegnò solo il perdono, ma perdonò; non parlò solo di carità, ma sfamò le folle e guarì gli infermi.I presuntuosi della cultura teorica, che si guardano bene dal tradurre le parole in opere, per non assumersi responsabilità concreta, la smettano di puntare il dito contro gli illusi della politica, economia e finanza, perché non ci sono uomini superiori di nessuna razza.Le responsabilità sono diluite tra scienza e Fede, che dove non sono riuscite a peggiorare l’uomo, hanno comunque garantito in qualunque stato, moltiplicazione di debito pubblico e devastazione ambientale inarrestabile. 

Franco Luceri

Pubblicato in : Dossier

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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