E pensare che erano già pronti i racconti di questa estate, che non c’è ancora e che forse è già finita, dicono, per colpa dell’anticiclone delle Azzorre che è andato da un’altra parte. E pensare che erano già pronte le testimonianze di ragazzi che, come cambiano le mode!, invece di andare in disco a sballarsi si imbarcano in escursioni ambientali e naturalistiche per incontrare il proprio silenzio, la propria anima. E pensare che volevo persino portarvi con la fantasia in un angolo di Appennino emiliano che si chiama Monteveglio, tra Bologna e Vignola, dove don Dossetti ha fondato la sua comunità monastica, lui che veniva dalla politica, e dove c’è un’abbazia che protegge fedeli e vigneti. Dietro la curva, un angolo di cuore. Ed invece no. Niente da fare c’ha pensato la clinica Santa Rita a mandare all’aria tutti questi programmi. No, perché non si puo’ saltare un orrore come quello scoperto a Milano dai pm Pradella e Siciliano, sulla clinica dove pur di avere i contributi pubblici per gli interventi, si operavano i malati anche se non avevano bisogno, anzi a rischio concreto della morte. Ci sono tanti reati odiosi che un giudice deve giudicare, una società biasimare e condannare e un giornalista raccontare. Ma questo che racconta di medici che invece di salvare i pazienti li uccidono più o meno lucidamente per i soldi, beh questo è uno dei comportamenti più odiosi e deprecabili che si possano immaginare. Perché è contrario alla ragione di vita di una professione, quella medica e perché vede le due parti assolutamente sbilanciate, squilibrate. Il nonno di 85 anni malato ai polmoni che si affida ad una equipe di e medici per campare qualche anno in più ed invece finisce in sala operatoria per fare aumentare il numero prestazioni pagate e quindi i contributi e alla fine morire. Ne stanno scoprendo di tutti i colori e di tutti i sapori, acidi. Che i medici riutilizzavano i chiodi non sterili da un vecchio all’altro, che invece di fare esami radiologici o clinici si buttava subito il paziente in sala operatorie poi si vedeva dopo come andava, a torace aperto, che si saltavano le autopsie, che si devastavano a ragazze di 18 anni i seni per tumori maligni inesistenti, che si diagnosticavano malattie terribili senza indagini ripetute basta far aumentare i “drg” cioè i parametri che servono a dare valore alle prestazioni. Cosi muore il nonno di 85 anni per aumentare un “drg”, così la ragazza si ritrova senza seno. Odioso. Non bisogna generalizzare. Per un medico che perde l’etica ci sono migliaia di medici bravi e onesti che lavorano bene. E con sacrificio. Così come per tante altre professioni. Ma per reati così odiosi, che colpiscono e feriscono così profondamente il senso della dignità dell’uomo e della persona umana in tutte le sue fasi della vita, proprio da parte di operatori che avrebbero giurato di fare tutto il possibile per salvare una persona, ebbene per reati così disumani il semplice arresto sembra quasi non bastare a placare la generale indignazione. Sentita al bar, il giorno dopo: “Gli autori di simili azioni se sono davvero colpevoli dovrebbero sentire sulla loro pelle e nella loro carne quello che han fatto ai malati che avevano fiducia in loro. Dovrebbero essere esposti alla pubblica gogna come si faceva secoli fa.”. Ecco. A volte i discorsi da bar, non solo per il calcio, fiutano e rappresentano un sentimento generale che difficilmente si trova nei salotti dei benpensanti.
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Fabrizio Binacchi

Non c’è limite al peggio: dott. Mengele, dott. Stranamore e i dottori “de noantri”, serial killer in camice bianco! Sarebbe interessante capire se la casta chiusa dei medici sia o meno in sintonia con il sentimento di repulsione sociale o si trincerano nel solito minimalismo corporativo.
Non so se situazioni analoghe si sono presentate altre volte o è la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Vent’anni fa avevo ipotizzato possibili devianze di tal genere, mi davano un margine elevato di fantasia nel teorema.
Spero che in vent’anni non ne hanno immolati tanti.
attolico.dsepuglia@tele2.it
A volte sono tentato a dubitare della veridicità di certi fatti!
Ma DOVE SIAMO ARRIVATI: è questo il progresso della SOCIETA’ CIVILE?