Pomeriggio di pioggia e pozzanghere alla Favorita. Periferia nord est di Mantova, la banlieue virgiliana. Ma l’altra Parigi è piuttosto lontana. Pala Bam, al centro, come un monumento alla convergenza. Difetti sull’asfalto dei marciapiedi. Piccole Venezie ad acqua alta crescono. Attorno vetrine e centri commerciali, coop, negozi e luci, scarpe e prosciutti. Ipermercati e non luoghi dell’incontro come ormai si definiscono queste nuove piazze dei commerci e delle spese. In una stanza al primo piano, tra spogliatoi e panchine, dietro il Pala Bam una ventina di signore e signori, gran parte mantovani, discutono di convention bureau. Cosa? Ma sì, di come fare di Mantova una città appetibile per i congressi, le conferenze, i seminari. Turismo congressuale. Mantovani di buona volontà. Mantova è sicuramente, a modo suo città turistica. Da un giorno e mezzo, a volte da un giorno solo. Per trasformarla in città congresssuale ci vorrebbero almeno altri due alberghi di rango, con ristorante annesso. Ora gli standard, dicono gli esperti, sono un po’ lontani. Spiega cosa hanno fatto a Varese in pochi anni la direttrice di quel Convention Bureau, una dolce ma caparbia manager piemontese lombarda dagli occhi penetranti e di nome Guglielmetti. Era annunciato anche il fiorentino Papini, del Convention Bureau della città medicea, e i fiorentini ne sanno di turismo congressuale. Dove si vende storia e arte, ribollita e ricordi. Ma la febbre colpisce anche Firenze. E il confronto Mantova Firenze è solo rimandato. E i mantovani di buona volontà sono lì ad ascoltare ad apprendere: ci sono Caleffi e Righi della giunta della Camera di commercio, Marocchi segretario generale della medesima, il consigliere regionale Viotto, del Pd, il direttore dell’Unione commercianti Franchi, il presidente degli albergatori Bianchi, addirittura il direttore marketing della Ferrari che ama Mantova. Lezione di turismo congressuale. Cosa viene fuori nel pomeriggio piovoso della Favorita? Che Mantova potrebbe attrarre turismo congressuale e che già ci sarebbe lo strumento tecnico, Borsa Merci, per mettere in piedi un Convention Bureau, snello e tecnico, anche a Mantova, ma che si cono, per dirla papale papale, due problemi: gli alberghi ancora da costruire e una intesa tra Provincia e Camera di Commercio forse ancora tutta da trovare. Problema alberghi: con duecento stanze in tutto non vai da nessuna parte, i progetti per i nuovi alberghi ci sono ma non li lascerebbero costruire come vorrebbero. Problema cosiddetto politico: si sussurra che forse a parole dicono di credere al turismo congressuale ma i fatti non seguono. La brava Guglielmetti, da Varese, è lapidaria: a Varese abbiamo fatto tutto in pochi mesi perchè c’era una forte intesa tra presidente della Provincia e presidente della Camera di commercio. Ma davvero? Ma guarda! Varese non è Mantova e il consigliere democratico Viotto, sempre molto diretto e chiaro commenta: “Meglio così, almeno per me”. Verrebbe fuori che Ercole Montanari presidente della Camera di Commercio e Maurizio Fontanili, presidente della Provincia, non sarebbero poi così sulla stessa linea, qualcuno in sala dubita anche che si parlino, davvero. Eh Varese non è Mantova. “No, dì piuttosto che Mantova non è Varese”. Ma Mantova non è neanche Siena. “E pensare che voi mantovani vabbè non avete le nostre 2000 (duemila) stanze d’albergo ma –dice la brava Guglielmetti- avete sicuramente una immagine turistica più forte, laghi, storia Gonzaga, Palazzo te e quella sky line della città che fa molto cartolina. Caleffi e Righi si guardano e annuiscono. Convention Bureau ad immagine forte, almeno da etichetta. Se poi ci mettiamo anche la sbrisolona abbiamo quasi completato il quadro. Ma il problema resta, tra alberghi e politica. Nonostante i mantovani di buona volontà e le pozzanghere. Su quei marciapiedi del Palabam.
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Fabrizio Binacchi

…” e i fiorentini ne sanno di turismo congressuale”! Tanto ne sanno che perdono le principali mostre ,dato che il traffico è caotico e sempre peggiorato da iniziative sbagliate , mentre l’aeroporto è da anni boicottato dall’Amministrazione cesarea di sinistra (c.d.) .Mentre il nodo fiorentino dell’Autostrada del Sole resta soffocato dal traffico pesante e dalla mancanza di adeguate circonvallazioni .Intanto al posto di “ribollita e ricordi” ,nel centro storico proliferano pizzerie a taglio , per la soddisfazione del turismo mordi e fuggi . Un bel progresso .